Firmato nella giornata di ieri nella Cappella Pilotti di Volvera (TO) il Contratto di fiume del torrente Chisola e dei suoi affluenti.
Molteplici gli obiettivi che si intendono raggiungere con il piano d’azione:
• migliorare la qualità delle acque;
• rafforzare la resilienza del territorio;
• prevenire il rischio idraulico;
• promuovere uno sviluppo sostenibile del bacino;
• consolidare una governance stabile e partecipata.Molteplici gli
L’accordo coinvolge 20 Comuni del territorio, insieme a Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, associazioni locali, e segna l’avvio della fase operativa di un percorso condiviso iniziato nel 2018 e sviluppato attraverso anni di lavoro, partecipazione e confronto tra istituzioni e comunità locali. Hanno firmato i Comuni di Airasca, Buriasco, Candiolo, Cantalupa, Castagnole Piemonte, Cercenasco, Cumiana, Frossasco, La Loggia, Moncalieri, None, Pinerolo, Piobesi Torinese, Piossasco, Piscina, Roletto, San Pietro Val Lemina, Scalenghe, Vinovo, Volvera, oltre a Regione Piemonte e Città Metropolitana di Torino.
L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati ha sottolineato il valore del percorso e il significato della giornata: “La firma rappresenta molto più di un atto formale: è il coronamento di un percorso di otto anni, nato dall’esigenza impellente di rispondere alle criticità idrogeologiche che hanno segnato questo territorio, in particolare a seguito degli eventi alluvionali del 2016 e del 2019.
La Regione Piemonte ha creduto fin da subito in questo strumento, accompagnando i 20 Comuni coinvolti in un lavoro sinergico che ha visto nella Città Metropolitana un partner fondamentale. Il Contratto di fiume del Chisola è un modello avanzato di governance ambientale, perché dimostra che la gestione dell’acqua e la sicurezza dei cittadini non possono essere disgiunte dalla partecipazione e dalla condivisione delle scelte”.
“Come Regione – ha garantito Marnati – ci impegniamo a sostenere la concreta attuazione del piano d’azione, mettendo a disposizione competenze e risorse per garantire una migliore qualità delle acque, la tutela degli ecosistemi e, soprattutto, una maggiore sicurezza idraulica per le comunità che vivono lungo il torrente. Questo è l’esempio concreto di come le istituzioni, lavorando insieme al territorio, possano trasformare le fragilità in opportunità di sviluppo sostenibile”.
