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I RISULTATI DI VESTA 2026 Sono state 42.384 le domande pervenute durante il…

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I RISULTATI DI VESTA 2026

Sono state 42.384 le domande pervenute durante il “click day” del 21 aprile di Vesta 2026, la misura della Regione Piemonte per il sostegno alle famiglie nelle spese di accesso ai servizi per l’infanzia.
Dopo i rallentamenti registrati ieri nella prima ora di apertura, la piattaforma ha garantito un flusso regolare e continuo per tutta la giornata: nel dettaglio, 6.348 domande sono pervenute tra le 12 e le 15, 862 dalle 15 alle 16, 9.866 dalle 16 alle 17, 13.357 dalle 17 alle 18, 8.594 tra le 18 e le 21, 3.190 tra le 21 e mezzanotte e 170 tra le 24 e l’1.

Nel click day 2025 a fronte di circa 50mila richieste erano state finanziate 10mila famiglie, che in questa edizione non potevano però fare domanda; quest’anno si arriverà pertanto alla copertura di 30mila famiglie su un bacino di circa 50mila.

Come ha dichiarato il vicepresidente della Regione e assessore alle Famiglie Maurizio Marrone, “dopo il grave disservizio della prima ora di apertura della piattaforma tutti i genitori collegati hanno potuto presentare domanda a Vesta, con numeri che garantiranno di poter ottenere il contributo a metà dei richiedenti, soprattutto a quei cittadini italiani appartenenti al ceto medio in difficoltà esclusi dalla presa in carico dell’assistenza sociale e quindi ad ogni aiuto tradizionale di welfare. È necessario riflettere seriamente sull’adeguatezza del fornitore informatico finora utilizzato, affinché non si ripetano più blocchi e rallentamenti della piattaforma, ma Vesta centra ancora una volta l’obiettivo: sostenere senza filtri e intermediari quelle famiglie che più faticano sulla natalità, premiando la libertà di scelta dei servizi di cui necessitano e sostenendo i costi per accedervi”.

La distribuzione delle richieste per fascia Isee ha confermato la capacità di Vesta di intercettare i bisogni del ceto medio, troppo spesso ignorato dalle misure di welfare: il 62,6% delle domande proviene da famiglie con Isee tra 10mila e 30mila euro, il 23,4% dalla fascia sotto i 10mila euro e il 14% tra 30mila e 40mila euro. L’85,9% delle richieste è stato presentato da cittadini italiani e dell’Unione Europea, che rappresentano il 59,4% dei richiedenti nella fascia Isee sotto i 10mila euro ma il 93% nella fascia 10-30mila e il 98,6% in quella 30-40mila.

Dal punto di vista territoriale, le domande sono arrivate da 1.011 Comuni piemontesi su 1.180, un dato che dimostra la diffusione capillare della misura e smentisce nei fatti le criticità legate ad un ipotetico digital divide.

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