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TicOrdinanze: se un’ordinanza scade, qui lo vedi

by Redazione Ticronometro

Sistemate le ultime “cose” (per garantire almeno una normale funzionalità, in quanto non è ancora completata) ed eccoci qui a presentarvi TicOrdinanze:
👉 https://ticronometro.com/trasparenza_4/ordinanze

Si tratta di una piccola webapp che monitora le ordinanze comunali.
Cosa sono le ordinanze e perché sono importanti lo spiegheremo tra qualche rigo.

Da dove nasce TicOrdinanze

Questa webapp nasce quasi per caso, da una problematica concreta emersa qualche giorno fa e che ha acceso la classica lampadina: “ma perché non esiste uno strumento semplice per capire cosa è attivo, dove e fino a quando?”.

A chi è indirizzata

TicOrdinanze è pensata:

  • per tutti i cittadini, davvero tutti, anche quelli che “non hanno tempo”;

  • anche per chi le ordinanze le scrive e le gestisce, perché di fatto funziona anche come scadenziario.

Una precisazione importante

Come tutte le cose fatte che  nascono così:

  • è realizzata nel tempo libero;

  • non è uno strumento ufficiale, da quel che so non ne esistono in Italia o almeno nelle nostre zone;

  • è costruita esclusivamente utilizzando dati pubblici, che si va e a cercare, leggere ed elaborare;

  • la collaborazione istituzionale è, ad oggi, pari a zero.

  • ed è gratis

Nonostante queste limitazioni, è uno strumento utile.
Probabilmente nessuno la sponsorizzerà (dirà che  è utile!), anzi: qualcuno potrebbe perfino dire che è “dannosa”.
Il consiglio, però, è semplice: prima di decidere a priori, datele un’occhiata.

Cosa trovi in TicOrdinanze

All’interno di TicOrdinanze puoi trovare:

  • 📋 Un elenco completo delle ordinanze (al momento sono caricate quelle del 2026 niente archivio);

  • 📌 Tre stati principali:

    • attive

    • in attivazione

    • scadute
      (a breve anche: revocate)

  • 🗺️ Una mappa di Caselle Torinese, con la rappresentazione geografica delle aree interessate dall’ordinanza, quando prevista;

  • 📍 La funzione “intorno a me”:
    utilizzando uno smartphone e la geolocalizzazione (con raggio di ricerca impostabile), è possibile vedere quali ordinanze sono attive nella zona in cui ci si trova;

  • 📄 Il dettaglio di ogni ordinanza, con:

    • descrizione sintetica,

    • stato,

    • link diretto al documento originale;

  • 🔄 Storico delle ordinanze prorogate:
    nel caso di proroghe, sarà possibile vedere anche le ordinanze precedenti collegate (funzionalità in fase di definizione).

Ritorniamo all’inizio.

Dopo la proroga dell’ordinanza, sono arrivati messaggi, quasi tutte sullo stesso tono: molto scherzoso.

C’era chi diceva:
“Ma dai, si erano solo dimenticati, che problema c’è?”
Chi minimizzava:
“Tanto il parco è chiuso lo stesso, ordinanza o non ordinanza non cambia nulla.”
E qualcuno è arrivato persino a commentare:
“Ma perché fai questi dispetti?”

A tutte queste osservazioni la risposta è sempre stata la stessa: nessun dispetto.
Non è polemica, non è accanimento, non è voler “puntare il dito”. È semplicemente fare il proprio dovere di cittadino.

Anzi, se vogliamo dirla tutta, non è nemmeno una cosa negativa. È una cosa positiva.
È persino un favore, anche se nessuno lo dirà mai apertamente perché aiuta a rimettere ordine, chiarezza e correttezza.

Ed è proprio per questo che vale la pena fermarsi un attimo e spiegare cosa sono davvero le ordinanze.
Non da addetti ai lavori, perché non lo sono, e non ne ho mai scritta una  ma da cittadini che cercano semplicemente di capire e far funzionare meglio le cose


PARTE 1 – Cos’è un’ordinanza e perché viene emessa

Quando un Comune decide di chiudere una strada, vietare l’accesso a un’area, limitare un’attività o intervenire per motivi di sicurezza, lo fa quasi sempre attraverso un’ordinanza.

Un’ordinanza è un atto amministrativo immediatamente efficace, cioè:

  • entra in vigore subito

  • è obbligatoria

  • produce effetti concreti sulla vita quotidiana dei cittadini

Non è un avviso generico né una comunicazione informale: è lo strumento con cui l’amministrazione impone o vieta comportamenti, assumendosi la responsabilità della decisione.

Chi firma un’ordinanza

  • Il Sindaco, quando sono coinvolti sicurezza, salute pubblica, igiene o emergenze

  • I dirigenti comunali, per aspetti tecnici e gestionali (lavori, viabilità, cantieri, servizi)

Perché si usano le ordinanze

Le ordinanze servono quando:

  • c’è un rischio

  • c’è una situazione temporanea

  • serve una decisione rapida

  • non si può attendere un iter lungo come una delibera o un regolamento

Un punto fondamentale, spesso sottovalutato, è questo:

👉 ogni ordinanza ha una durata precisa

Contiene sempre:

  • una data di inizio

  • spesso una data di fine

  • una motivazione

  • un ambito di applicazione

Scaduta l’ordinanza, scadono anche i suoi effetti.


PARTE 2 – Il caso reale: parco pubblico chiuso, ordinanza scaduta

📌 La situazione

Immaginiamo (o riconosciamo) un caso molto comune:

  • un parco pubblico viene chiuso per lavori

  • la chiusura è disposta tramite ordinanza

  • l’ordinanza indica una data di scadenza

  • i lavori non finiscono in tempo

  • l’ordinanza scade

  • ❌ non viene emessa alcuna nuova ordinanza

  • 🚫 il parco rimane comunque chiuso

All’apparenza sembra una cosa “di buon senso”.
Dal punto di vista amministrativo, invece, è un problema serio.

⚖️ Il nodo centrale: senza ordinanza, il divieto non esiste

Un principio base del diritto amministrativo è semplice:

👉 Un divieto è valido solo se esiste un atto valido che lo impone

Se:

  • l’ordinanza è scaduta

  • non è stata prorogata

  • non ne è stata emessa una nuova

📛 il divieto di accesso non ha più una base legale

Il cancello chiuso, il nastro, il cartello “parco chiuso” non sostituiscono un atto amministrativo.


🚨 Le problematiche concrete che si aprono

1️⃣ Il Comune è scoperto

Tenere chiuso un bene pubblico senza un atto valido significa:

  • limitare un diritto dei cittadini

  • senza giustificazione formale

Questo rende la chiusura contestabile.


2️⃣ Il rischio maggiore: gli incidenti

È il punto più delicato.

Esempio:

  • un cittadino entra nel parco

  • l’ordinanza è scaduta

  • il parco non è in sicurezza

  • avviene un incidente

Il Comune si trova in una situazione scomoda:

  • non può dire “era vietato entrare” (manca l’atto)

  • non può dimostrare di aver imposto formalmente il divieto

  • ⚠️ rischio di responsabilità civile

In pratica:

parco chiuso di fatto, ma aperto di diritto


3️⃣ Confusione per i cittadini

Il cittadino si trova davanti a:

  • un parco chiuso

  • nessun atto aggiornato

  • nessuna spiegazione ufficiale

Risultato:

  • incertezza

  • sfiducia

  • percezione di gestione approssimativa


4️⃣ Sanzioni inesistenti

Se qualcuno entra:

  • non può essere multato

  • perché manca l’atto che vieta l’accesso

Qualsiasi sanzione sarebbe:

  • contestabile

  • annullabile

  • illegittima


5️⃣ Problema di trasparenza

Le ordinanze servono anche a:

  • spiegare perché un’area è chiusa

  • indicare per quanto tempo

  • assumersi una responsabilità pubblica

Quando l’ordinanza scade e tutto resta fermo:

  • la chiusura appare “per inerzia”

  • non per una scelta motivata


Cosa avrebbe dovuto fare correttamente il Comune

Le soluzioni erano semplici:

  • Proroga dell’ordinanza, motivata (cosa che ha fatto!)

  • oppure nuova ordinanza con nuova scadenza

  • oppure riapertura parziale, se possibile

Qualsiasi opzione, purché coperta da un atto valido.


🧭 Conclusione

Chiudere un parco pubblico non è un problema.
Chiuderlo senza un’ordinanza valida, invece, sì.

Perché:

  • espone il Comune a rischi

  • crea confusione

  • indebolisce la credibilità amministrativa

  • danneggia il rapporto con i cittadini

A volte, basterebbe un atto in più, fatto nei tempi giusti, per evitare problemi molto più grandi.

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