Questo pomeriggio, in apertura di seduta del Consiglio comunale, la presidente Maria Grazia Grippo ha invitato la Sala Rossa ad osservare un minuto di silenzio per ricordare Fausto Amodei, morto a Torino il 18 settembre scorso.
Amodei, personaggio di spicco della musica italiana del Novecento, nato a Torino nel 1934, è stato un precursore del cantautorato, famoso per avere legato indissolubilmente il suo nome a quello dei Cantacronache, collettivo di musicisti fondato nella nostra città nel 1958 insieme ad altri personaggi chiave nel panorama delle sette note, quali Michele Straniero, Emilio Jona, Margherita Galante Garrone (Margot), Giorgio De Maria e Sergio Liberovici. Un gruppo a cui non mancarono collaborazioni eccellenti con scrittori, letterati e poeti. Fra gli altri Italo Calvino, Umberto Eco e Franco Fortini, solo per ricordare i più famosi.
Nel 1960 compone “Per i morti di Reggio Emilia”, la sua canzone più famosa, scritta a seguito delle proteste di piazza contro il governo Tambroni e degli scontri sanguinosi che ne seguirono in molte città italiane. Interpretata, nel corso degli anni, da Maria Carta, Milva, dagli Stormy Six e dai Modena City Ramblers. Ma la sua produzione, ispirata da Georges Brassens, sarà portata al successo da Ornella Vanoni, Enzo Jannacci, Maria Monti, Ivan Della Mea e Giovanna Marini e molti altri. Nel 1975 ha ricevuto il Premio Tenco.
Nel suo intervento, la presidente Grippo ha fatto riferimento alla qualità dei testi di Amodei, improntati all’intenzione di “evadere dall’evasione” in un suggestivo intreccio tra poesia e impegno politico e ha ricordato la scelta della Città, nel giugno del 2024, di riconoscergli la civica benemerenza (insieme a Emilio Jona) quale indispensabile riconoscimento e tributo per la sua opera artistica e per quella dei Cantacronache.
(ML) Ufficio stampa Consiglio comunale
