La Regione Piemonte ha aggiornato il Registro dei materiali di base per la vivaistica forestale, mappa strategica di 142 popolamenti da seme selezionati per la loro qualità, resilienza e adattabilità e che si possono definire veri e propri “scrigni genetici” capaci di garantire la sopravvivenza delle foreste di domani.
«I boschi da seme sono i pilastri della biodiversità forestale piemontese – dichiara l’assessore alla Montagna e alle Foreste Marco Gallo – Con la valorizzazione di queste risorse genetiche locali, un lavoro d’eccellenza avviato fin dagli anni Novanta in collaborazione con Ipla, garantiamo che le foreste di domani saranno geneticamente adatte ai nostri ambienti. Solo così potremo rispondere con efficacia alle sfide del cambiamento climatico».
Il Registro oggi conta 368 materiali di base tra specie arboree e arbustive. La novità rilevante riguarda il salto di qualità per la filiera: 16 sono stati elevati alla categoria di “selezionato”, a dimostrazione di un patrimonio forestale che può esprimere una crescente qualità. Il Registro è il cuore della tracciabilità: secondo le direttive europee, la produzione, il commercio e l’utilizzo delle piante forestali devono garantire per ogni lotto il materiale di base d’origine, a tutela della biodiversità genetica e delle capacità di adattamento: una piantina nata da un seme raccolto in una valle alpina ha infatti molte più probabilità di sopravvivere in quell’ambiente rispetto a una proveniente da contesti diversi. La localizzazione geografica e i dettagli tecnici di ogni bosco da seme sono consultabili pubblicamente attraverso il Sistema di Conoscenze Ambientali (SCA) della Regione Piemonte.
Come precisa l’assessore Gallo, «per garantire il successo dei rimboschimenti, ma anche per creare nuove foreste urbane che aiutino a rinfrescare le nostre città, è fondamentale partire in vivaio da materiali di base di qualità. Non è sufficiente selezionare la specie corretta: occorre che le piantine mantengano il più possibile la ricchezza genetica dei boschi d’origine mediante la corretta raccolta e conservazione dei semi. Con questo aggiornamento forniamo uno strumento operativo fondamentale alla filiera vivaistica pubblica e privata, garantendo che ogni nuovo intervento abbia le migliori possibilità da punto di vista genetico per essere idoneo e duraturo».
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