La situazione nella lotta alla peste suina in Piemonte è stata analizzata nel corso di un incontro che il commissario straordinario Giovanni Filippini ha avuto al Grattacielo della Regione con l’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni e le strutture coinvolte.
«Il lavoro svolto dal Piemonte su tutti i fronti della lotta alla peste suina è stato efficace ed esemplare – ha dichiarato Filippini – Dal monitoraggio ed elaborazione dei dati alla sorveglianza, dall’azione di depopolamento al coordinamento fra Regione, Zooprofilattico, Osservatorio Epidemiologico, Province e mondo venatorio, il Piemonte ha sviluppato un modello di collaborazione e condivisione estremamente positivo che a fine marzo porteremo a Bruxelles e proporremo come esempio alla Commissione Europea».
Nel ringraziare Filippini «per l’enorme lavoro compiuto, per il dialogo e l’ascolto e per aver dato seguito a ordinanze che, dal giorno in cui mi sono insediato a oggi, ci consentono di affermare che la Psa in Piemonte è quantomeno confinata», Bongioanni ha osservato che «abbiamo salvato i distretti suinicoli di Chieri e Cuneo, indenni e mai toccati dalla pandemia, pezzi essenziali di una filiera produttiva che in Piemonte rappresenta un settore trainante del nostro agroalimentare. La drastica riduzione della popolazione di cinghiali raggiunta con le azioni di controllo e l’attività venatoria ha fatto scendere in modo sensibile anche i danni da selvatici pagati dalla Regione. Non dobbiamo però assolutamente abbassare la guardia sulle misure di biosicurezza, che anzi, proprio in questa fase di contrazione della malattia, dobbiamo rafforzare con azioni di sensibilizzazione e incentivazione degli allevatori».
Bongioanni ha quindi annunciato che «grazie alle risorse recuperate dal vecchio Psr, la dotazione del nuovo bando per la suinicoltura passa da 3 a 9 milioni di euro, che potranno essere utilizzati dalle aziende per la costruzione di recinzioni e strutture per biosicurezza, impianti e attrezzature di stalla» ed ha precisato che «grazie all’impegno profuso da tutti oggi viviamo una situazione di tranquillità. Ma la prudenza non è mai troppa, e non allenteremo in alcun modo le azioni di monitoraggio e contrasto finché non avremo cancellato ogni possibile rischio per il nostro territorio e le nostre aziende».
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