Gli schemi di intesa preliminare sull’Autonomia differenziata tra il Governo e le Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria, che hanno avviato il negoziato con lo Stato, sono stati formalmente portati all’attenzione del Consiglio dei ministri nel corso di un incontro al quale con la premier Giorgia Meloni e vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini erano presenti i presidenti delle quattro Regioni.erano presenti i presidenti delle quattro Regioni.
Si è trattato di un passaggio istituzionale rilevante, necessario per la successiva trasmissione alla Conferenza Unificata e quindi al Parlamento.
“Oggi abbiamo compiuto un passo importante per rafforzare il nostro Paese – dichiara il presidente Alberto Cirio – L’Autonomia differenziata è prevista dalla Costituzione italiana e rappresenta uno strumento che consente di avvicinare le istituzioni ai cittadini, rendendo più rapide ed efficaci le risposte ai bisogni dei territori. Penso, ad esempio, a una materia strategica come la Protezione civile. Il Piemonte è una terra straordinaria ma anche fragile, che deve fare i conti con criticità legate all’assetto idrogeologico, al rischio di alluvioni e agli effetti sempre più frequenti delle calamità naturali. Con l’atto di oggi poniamo le basi affinché il presidente della Regione possa dichiarare lo stato di emergenza direttamente sul proprio territorio, senza dover attendere tempi lunghi per le verifiche del Governo centrale. Un altro esempio riguarda la sanità e la valorizzazione delle professioni sanitarie: in Piemonte, con oltre 1.200 Comuni e vaste aree montane, garantire la presenza dei medici nelle vallate più periferiche è sempre più complesso e oggi non è possibile prevedere incentivi specifici per chi sceglie di operare nei piccoli centri; con l’attuazione dell’intesa, invece, la Regione potrà valorizzare, anche attraverso risorse proprie, i professionisti che assicurano servizi essenziali nei territori più fragili, garantendo così il diritto alla salute in modo uniforme. È un esempio concreto di come questo percorso non divida, ma al contrario rafforzi l’unità del Paese, migliorando la capacità dello Stato di intervenire in modo tempestivo e vicino alle comunità locali”.
Nel caso del Piemonte le intese definiscono infatti riguarda l’attribuzione alla Regione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in materie strategiche non attinenti ai Livelli essenziali delle prestazioni o per le quali gli stessi risultano già definiti dalla normativa vigente e di funzioni specifiche in ambiti ritenuti strategici, tra cui la Protezione civile, con una maggiore autonomia decisionale e operativa nelle fasi emergenziali; le professioni, con la possibilità di disciplinare nuove figure professionali di rilevanza regionale; la previdenza complementare e integrativa, con la facoltà di attivare strumenti territoriali anche dedicati al personale pubblico, in particolare quello sanitario; e la tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica sanitaria, con una gestione più flessibile della programmazione economica, tariffaria, organizzativa e strutturale, nel pieno rispetto dei livelli essenziali di assistenza stabiliti a livello nazionale.
“Il passaggio odierno in Consiglio dei Ministri rappresenta un momento importante nel percorso di riconoscimento di ulteriori forme di autonomia alla Regione Piemonte con l’obiettivo di rendere più rapide ed efficaci le risposte ai cittadini e ai territori – ha aggiunto l’assessore all’Autonomia Enrico Bussalino – L’Autonomia differenziata deve essere uno strumento di responsabilità e di sviluppo, capace di rafforzare la capacità programmatoria delle Regioni senza incidere sull’unità del sistema nazionale e nel pieno rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni”.
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