Aperte le celebrazioni del centenario della morte di Piero Gobetti nel corso di un evento svoltosi questa mattina nel Teatro Carignano di Torino alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nel suo indirizzo di saluto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha sostenuto che «queste celebrazioni per noi non dovranno essere commemorazioni. Perché si commemora qualcosa che non c’è più, noi vorremmo che fossero una continuazione di un impegno, di quello che Gobetti ci diceva essere non un moto romantico, ma l’azione del pensiero liberale, mai violento, perché la violenza non è compatibile col pensiero liberale, ma determinata in un’azione concreta. Ed è quello che io voglio trarre oggi come uomo impegnato nelle istituzioni e io credo che dobbiamo trarre come insegnamento per questo anno di celebrazione, perché proprio parafrasando Gobetti la libertà non si eredita, la libertà non si delega, e la libertà non si conserva da sola, ma si conserva lavorando tutti i giorni con una guida straordinaria come la sua, signor presidente, e con una mappa di libertà meravigliosa che è la nostra Costituzione italiana».
«La sua presenza qui ha ancor maggior significato – ha sottolineato Cirio rivolgendosi a Mattarella – perché celebra nel modo migliore una figura, una persona, un uomo, che rappresenta un grande orgoglio per il nostro Piemonte, un patrimonio civile per la nostra Italia, ma che rappresenta anche molta attualità nel suo pensiero e che io credo possa rappresentare anche una lente di ingrandimento per aiutarci a capire quello che sta accadendo a livello globale nella nostra difficile, difficilissima quotidianità».
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