Uno degli argomenti più discussi in questo periodo è la ristrutturazione del vecchio Baulino, caratterizzata da piccoli stravolgimenti e qualche “colpo di scena” inevitabile!
In questo clima incerto e tempestoso di giugno, noto che l’indice di comprensione sul tema “non ci sto capendo una emerita cippa” è alle stelle.
Tra mostre, convegni e feste varie, troppo impegnativo in questo periodo a Caselle, l’atmosfera non sembra adatta a produrre qualcosa che possa abbassare questo indice, quindi decido di affrontare la questione personalmente.
Per prima cosa, ho fatto un giro di domande per capire alcuni aspetti, ma rispetto a qualche mese fa, le persone sono diventate più restie a parlare. Tutto ciò mi ricorda i tempi passati in Sicilia (30 anni fa!), quando su certi argomenti era meglio non indagare, e non si trattava di edilizia…
Tra le poche risposte ricevute, le più comuni sono state:
- Il lavoro è molto avanzato, quasi a suggerire di comprare un abito nuovo per l’inaugurazione (che burloni questi casellesi!).
- Sono già stati spesi molti soldi, quindi perché non completarlo?
- Perché creare problemi se è già tutto pagato?
- Non possiamo tirarci indietro, ci sarebbero penali e rimborsi da affrontare.
Ometterò di commentare queste frasi, tranne la prima che era chiaramente una presa in giro.
Mi limiterò a una cronistoria, esaminando gli atti e copiandoli, mettendo i link ai documenti per evitare ulteriori discussioni (a Caselle ci si può aspettare di tutto).
Armato di pazienza e deciso a rendere il tutto più impegnativo, come un antico Don Chisciotte per i più anziani o un Ethan Hunt per i più giovani, decido di non usare script o software che potrebbero aiutarmi. Tutto all’antica: scaricare gli atti, leggerli e trarre le mie conclusioni personali.
Inizia così la “Maratona Baulino”. Metto le cuffie (quelle comode e di buona qualità, so che ci vorranno ore) e
preparo la mia playlist musicale, iniziando con “Simple Minds Live in the City of Light” (i più anziani come me li conosceranno). La notte si preannuncia lunga.
Ora, il problema: come mantenere la promessa di non scrivere eccessivamente, tutelando allo stesso tempo la mia salute e quella degli altri? Devo trovare un compromesso… ci proverò, sperando di riuscirci.
Nota bene: ci sono alcuni atti che, nonostante non siano trascorsi cinque anni, non sono presenti nell’archivio storico dell’albo pretorio.