Wizz Air celebra la nuova base ma tiene banco il futuro di Sagat
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Mentre all’aeroporto decollano le celebrazioni per la settima base italiana di Wizz Air, sullo sfondo resta aperto il nodo del futuro societario dello scalo “Sandro Pertini”.
Il vettore ha inaugurato lunedì l’avvio delle operazioni con un primo Airbus A321neo cui ne seguirà un secondo a ottobre, portando l’offerta complessiva a 23 rotte (tra cui Barcellona e Madrid) con una ricaduta di 80 assunzioni dirette e 700 indirette.
L’entusiasmo per la crescita dello scalo deve però fare i conti con l’ipotesi di fusione tra la piemontese Sagat e la milanese Sea. Se a Palazzo Marino il tema è già approdato in aula nella seduta del 7 settembre — dove diversi consiglieri hanno sollevato forti perplessità sulla trasparenza dell’operazione e sugli impatti industriali —, a Torino il dibattito stenta a decollare.
A rompere gli indugi è Endrio Milano, capogruppo di Progetto Caselle 2027: «Questo è il momento per la politica e le istituzioni piemontesi di correggere gli errori del passato pretendendo di conoscere i contorni dell’operazione, rivendicando di partecipare alla elaborazione di un piano industriale che tuteli il ruolo del “Sandro Pertini”».
Per Endrio Milano serve negoziare il ritorno del pubblico nel capitale, evitando che lo scalo diventi una semplice ruota di scorta lombarda.