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Ecco la verità sulle fognature

di Stefano Tubia 25/06/2026 Caselle Torinese
Ecco la verità sulle fognature
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CASE CIT. Dimensione inferiore delle tubazioni, uso di sabbia e un pozzetto mai scavato LE DICHIARAZIONI DI MILANO «Il documento dell’architetto Vaccario non era inizialmente completo, rappresentando solo una piccola parte delle verbalizzazioni. Abbiamo dovuto insistere e sollecitare per avere piena luce su queste palesi difformità rispetto al progetto. Ora la verità è emersa ed è evidente che avevamo ragione a chiedere riscontri precisi» CASELLE — Rispetto al progetto originario per le Case Cit cambia tutto, o quasi. Le risultanze dell’attesa relazione integrativa firmata dall’architetto Alberto Vaccario, consulente del Consorzio, mettono infatti nero su bianco le gravi difformità riscontrate nel nuovo tratto fognario delle acque nere del complesso residenziale di via Grassi, via Madre Teresa di Calcutta e piazza Borsellino. Il documento, redatto a seguito del secondo sopralluogo e della videoispezione del 18 maggio scorso, evidenzia tre criticità principali: le tubazioni posate hanno un diametro di 250 mm anziché dei 315 mm previsti; il materiale di rinfianco è costituito da semplice sabbia e non dal calcestruzzo prescritto; infine, il pozzetto “D” non è mai stato realizzato. Ma il problema più insidioso è un vero e proprio “nodo” idraulico: la nuova condotta è stata fatta passare sotto la linea preesistente, creando una contropendenza locale che riduce la sezione, frena il deflusso e provoca rigurgiti verso monte durante i temporali più intensi. Al momento la rete scorre solo grazie ai continui spurghi d’emergenza. La relazione inoltre sottolinea come non sia necessario - almeno per un periodo di monitoraggio di sei mesi - procedere alla rimozione e alla sostituzione delle tubazioni di diametro inferiore rispetto al progetto perché la videoispezione effettuata non ha evidenziato rotture, schiacciamenti o cedimenti strutturali delle condotte posate. La vicenda era già approdata in Consiglio Comunale tramite un’interrogazione di Endrio Milano. Sull’esito delle verifiche il capogruppo di Progetto Caselle 2027 afferma: «Il documento dell’architetto Vaccario non era inizialmente completo, rappresentando solo una piccola parte delle verbalizzazioni. Abbiamo dovuto insistere e sollecitare per avere piena luce su queste palesi difformità rispetto al progetto e alla contabilità finale. Ora la verità è emersa ed è evidente che avevamo ragione a chiedere riscontri precisi». La fognatura, tuttavia, rischia di essere la punta di un iceberg. Vincenzo Meola, rappresentante del Comitato inquilini del complesso di edilizia popolare, esprime forte amarezza per un’indagine tecnica focalizzata solo sugli scarichi. Restano infatti sul tavolo i nodi legati al Superbonus, agli allagamenti che continuano a colpire i garage, alle infiltrazioni dai camini dovute a lamiere sui tetti, alle sale riunioni degradate e alloggi finiti sott’acqua. «Manca la parte di pertinenza del Comune», afferma Meola.
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