Serie Costituzionale n.40 del 07/10/2026

Corte Costituzionale N. 40 07/10/2026 Pubblicato il 07/10/2026 22:22
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La Corte costituzionale interviene su un tema particolarmente delicato: le garanzie riconosciute alle persone sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio, il cosiddetto TSO.

La sentenza n. 157 del 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre, stabilisce un principio importante: quando una persona viene sottoposta a TSO con ricovero ospedaliero, il procedimento davanti al giudice tutelare per la convalida e l'eventuale proroga deve svolgersi garantendo la difesa tecnica, cioè l'assistenza di un avvocato.

La Corte ha dichiarato costituzionalmente illegittimo, nella parte interessata dalla decisione, l'articolo 35 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, la legge che ha istituito il Servizio sanitario nazionale.

Che cos'è il trattamento sanitario obbligatorio

Il TSO è un trattamento sanitario che può essere disposto anche senza il consenso della persona interessata quando ricorrono le condizioni stabilite dalla legge.

Nel caso del TSO psichiatrico con ricovero, si tratta di una misura particolarmente invasiva perché incide contemporaneamente sulla salute, sull'autodeterminazione e sulla libertà personale del paziente.

Non è quindi paragonabile a una normale visita o a una terapia accettata volontariamente.

Proprio per questa ragione la legge prevede diversi controlli, compreso l'intervento del giudice tutelare.

Cosa ha deciso la Corte costituzionale

Il problema affrontato dalla Corte riguarda l'articolo 35 della legge n. 833 del 1978.

La disciplina non prevedeva adeguatamente che il procedimento di convalida del TSO ospedaliero e quello relativo alla sua eventuale proroga si svolgessero con le garanzie della difesa tecnica.

Per difesa tecnica si intende, in termini semplici, la possibilità di essere assistiti da un avvocato capace di rappresentare giuridicamente gli interessi della persona.

La Corte ha ritenuto questa mancanza incompatibile con l'articolo 24 della Costituzione, che tutela il diritto di difesa.

Da qui la dichiarazione di illegittimità costituzionale.

Perché la decisione è importante

Il punto centrale è semplice: una persona sottoposta a TSO può trovarsi in una condizione di particolare vulnerabilità proprio nel momento in cui deve comprendere e contestare una misura che limita fortemente la propria libertà.

La possibilità di essere ascoltati dal giudice è importante, ma secondo la Corte non basta.

Occorre anche garantire l'assistenza legale.

L'avvocato può verificare la documentazione, partecipare al procedimento, rappresentare le ragioni della persona interessata e valutare la possibilità di contestare il provvedimento.

Cosa cambia concretamente

Il giudizio di convalida del TSO ospedaliero e quello relativo alla sua eventuale proroga devono ora svolgersi con le garanzie della difesa tecnica indicate dalla Corte.

La persona deve poter essere informata della possibilità di nominare un difensore di fiducia.

Se non dispone di un proprio avvocato, entra in gioco la garanzia della difesa d'ufficio secondo quanto precisato dalla Corte.

Il difensore deve inoltre essere messo nella condizione di partecipare all'audizione dell'interessato davanti al giudice tutelare e di conoscere il provvedimento adottato.

Non si tratta quindi di una semplice formalità burocratica.

La presenza dell'avvocato diventa parte delle garanzie costituzionali del procedimento.

Un esempio concreto

Immaginiamo una persona ricoverata contro la propria volontà in seguito a un TSO.

Prima della decisione della Corte, il procedimento di convalida poteva svolgersi senza che fosse garantita in maniera adeguata l'assistenza di un avvocato.

Con la nuova pronuncia, quella persona deve poter affrontare il controllo giudiziario con una difesa tecnica.

È simile, per certi aspetti, a ciò che avviene quando una decisione pubblica incide in maniera molto forte sui diritti fondamentali di un cittadino: non basta comunicargli che esiste un procedimento, bisogna metterlo concretamente nella condizione di difendersi.

La Corte richiama anche il Parlamento

La sentenza contiene un altro elemento significativo.

La Corte invita il legislatore a ripensare più complessivamente la disciplina del trattamento sanitario coattivo.

Tra le possibilità indicate compare anche quella di valutare l'introduzione di un curatore speciale, cioè una figura chiamata a tutelare specificamente gli interessi della persona coinvolta quando la situazione lo richieda.

Non significa che il curatore speciale sia stato automaticamente introdotto dalla sentenza.

Su questo punto servirà eventualmente un intervento del legislatore.

Non solo TSO: le altre decisioni della Gazzetta

Il fascicolo contiene altre pronunce di rilievo.

Con la sentenza n. 158 la Corte interviene sulle misure di prevenzione patrimoniali.

La questione riguarda il caso in cui venga respinta la richiesta di revoca di un sequestro finalizzato alla successiva confisca di prevenzione.

La Corte ha riscontrato un problema rispetto al diritto di difesa e al giusto processo nella mancata previsione dell'impugnazione del provvedimento, dichiarando l'illegittimità costituzionale dell'articolo 27, comma 1, del decreto legislativo n. 159 del 2011 nella parte interessata dalla decisione.

In termini pratici, quando è in gioco il mantenimento di un sequestro patrimoniale, deve essere garantito un adeguato strumento di impugnazione.

Cartelle esattoriali non correttamente notificate

Molto interessante anche la sentenza n. 160, dedicata alla riscossione tributaria.

La questione riguardava la possibilità di impugnare direttamente un ruolo e una cartella che il contribuente sostiene non essere stati validamente notificati.

La Corte ha chiarito, nel caso esaminato, che il contribuente in situazione di sovraindebitamento può avere interesse all'impugnazione immediata quando dimostri il concreto pregiudizio prodotto dal debito nella procedura che intende intraprendere.

La Corte ha quindi ritenuto insussistente il presupposto interpretativo secondo cui al contribuente sarebbe stata negata l'immediata tutela.

Un elemento importante è proprio la prova dell'effettivo pregiudizio: non basta una contestazione astratta, occorre dimostrare perché quella cartella produce concretamente conseguenze negative.

Energie rinnovabili e terreni agricoli

La sentenza n. 156 affronta invece una materia completamente diversa: gli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Al centro della controversia vi sono, tra l'altro, le regole della Regione Sardegna sulle aree idonee e non idonee agli impianti FER e la disciplina nazionale relativa agli impianti fotovoltaici collocati a terra nelle zone agricole.

La Corte ha dichiarato alcune questioni inammissibili e altre non fondate.

Tra queste ultime rientrano le questioni relative alle restrizioni nazionali previste dall'articolo 5, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 63 del 2024.

Il tema resta quello del difficile equilibrio tra sviluppo delle energie rinnovabili, tutela del territorio, agricoltura e obiettivi di decarbonizzazione.

Edilizia in Puglia

Con la sentenza n. 161 la Corte affronta le norme pugliesi sul recupero del patrimonio edilizio esistente e sui mutamenti di destinazione d'uso.

Le questioni di costituzionalità sono state dichiarate non fondate.

La Corte sottolinea anche l'importanza di preservare il ruolo dei comuni nella pianificazione del territorio.

L'obiettivo del recupero degli immobili già esistenti può inoltre contribuire a evitare nuova espansione edilizia e ulteriore consumo del territorio.

Reati contro il patrimonio commessi tra familiari

Particolarmente interessante, infine, l'ordinanza n. 162.

La questione nasce da un procedimento riguardante la circonvenzione di incapace commessa, nel caso concreto esaminato, ai danni della moglie.

Al centro c'è l'articolo 649 del codice penale, che disciplina particolari ipotesi di non punibilità per reati patrimoniali commessi nei confronti di prossimi congiunti.

La Corte non ha ancora dato una risposta definitiva sul merito.

Ha invece sollevato davanti a sé una questione più generale sulla costituzionalità dello stesso articolo 649 del codice penale, in riferimento agli articoli 2, 3 e 29 della Costituzione, sospendendo il giudizio.

Potrebbe quindi aprirsi un capitolo importante sulla disciplina dei reati patrimoniali all'interno della famiglia.

Impatto sui cittadini

Tra tutte le decisioni pubblicate nel fascicolo, quella sul TSO presenta uno degli effetti più immediatamente percepibili sul piano dei diritti fondamentali.

Chi viene sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio ospedaliero non deve trovarsi solo davanti al procedimento giudiziario che decide sulla prosecuzione della misura.

Il diritto alla salute non cancella il diritto alla difesa.

La tutela sanitaria e la tutela giuridica devono procedere insieme.

Ed è precisamente questo il messaggio costituzionale che emerge dalla sentenza n. 157 del 2026.

FAQ – Domande frequenti

Che cosa ha stabilito la Corte costituzionale sul TSO?

Ha stabilito che il procedimento per la convalida del TSO ospedaliero e della sua eventuale proroga deve svolgersi con le garanzie della difesa tecnica.

Una persona sottoposta a TSO può avere un avvocato?

Sì. La decisione rafforza proprio questa garanzia, prevedendo l'assistenza legale nell'ambito del procedimento di convalida.

La Corte ha abolito il TSO?

No. Il trattamento sanitario obbligatorio continua a esistere. Cambiano e si rafforzano le garanzie che devono accompagnare il controllo giudiziario sulla misura.

Quale norma è stata dichiarata incostituzionale?

L'articolo 35 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, nella parte in cui non prevedeva che la convalida del TSO ospedaliero e della sua eventuale proroga si svolgessero con le garanzie della difesa tecnica.

La sentenza introduce automaticamente un curatore speciale?

No. La Corte invita il legislatore a valutare anche questa possibilità nell'ambito di una revisione più ampia della disciplina.

Cosa stabilisce invece la sentenza sulle cartelle esattoriali?

Nel caso affrontato dalla sentenza n. 160, la Corte ha chiarito che può esserci immediata impugnabilità quando il contribuente dimostri il concreto pregiudizio prodotto dal ruolo o dalla cartella non validamente notificata, anche nel contesto di una procedura legata al sovraindebitamento.

La Corte ha liberalizzato gli impianti fotovoltaici sui terreni agricoli?

No. Le questioni esaminate contro alcune restrizioni nazionali sono state dichiarate non fondate. Rimane quindi centrale il bilanciamento tra produzione energetica, agricoltura e tutela del territorio.

Paragone semplice per capire la sentenza sul TSO

Immaginiamo che lo Stato possa chiudere temporaneamente una persona in una struttura perché ritiene necessario curarla anche contro la sua volontà.

È una decisione presa per ragioni sanitarie, ma produce un effetto enorme sulla libertà individuale.

La Corte dice, in sostanza: proprio perché la decisione è così importante, quando un giudice deve controllarla la persona interessata non può essere lasciata senza un'adeguata assistenza legale.

È come avere una cintura di sicurezza giuridica: non impedisce allo Stato di intervenire quando esistono le condizioni previste dalla legge, ma serve a evitare che un potere così delicato venga esercitato senza adeguate garanzie.

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