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Vent’anni di solida amicizia

di Stefano Tubia • 27/09/2026 • argentina, monteros, gemellaggio • Caselle Torinese
Vent’anni di solida amicizia
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CASELLE — A distanza di vent’anni dalla storica firma del 2006, la comunità casellese ha riabbracciato la delegazione argentina di Morteros per il rinnovo di un patto di fratellanza che attraversa l’oceano. Una ricorrenza vissuta con profonda commozione venerdì pomeriggio, tra rievocazione storica e rinsaldamento dei vincoli culturali ed umani. L’evento inaugurale si è tenuto all’aperto, davanti al monumento in piazza dell’Emigrante. Il sindaco Giuseppe Marsaglia ha preso la parola dinanzi a cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali: «Nonostante siano passati tanti anni è rimasta quell’amicizia, quel legame con la città di Morteros e quella simpatia che nutriamo per il popolo argentino ». Rivolgendo lo sguardo all’epopea migratoria, il primo cittadino ha aggiunto: «I sacrifici che hanno fatto i nostri nonni per permettere a noi di stare meglio non vanno certamente dimenticati. Questi ragazzi di allora sono partiti con la valigia di cartone, ma piena di buona volontà e voglia di lavorare». A nome della comunità di Morteros è intervenuto, ricorrendo al dialetto piemontese ancora in uso oggi tra i discendenti degli emigrati, Hernán Trossero, presidente della Federazione delle Associazioni Piemontesi d’Argentina (Fapa) che riunisce 45 realtà culturali compresa la Familia Piemontesa de Morteros, fautrice del gemellaggio. «L’importante - ha affermato - è tro-vare delle famiglie con cui fare amicizia. Quando ceniamo qui, a 14 mila chilometri di distanza, ci sentiamo a casa nostra». Durante la cerimonia, tra l’esecuzione degli inni argentino e italiano e doni simbolici – come i volumi di Domenico Musci, autore del Monumento, donati dalla vedova Marinella, e la bandiera cerimoniale donata dalla delegazione d’oltreoceano –, non sono mancati la benedizione di don Alessandro Martini e il ricordo delle origini piemontesi di Papa Francesco. I festeggiamenti si sono poi spostati nella cornice della sala consigliare di Palazzo Mosca, aprendo ufficialmente la seduta del Consiglio Comunale. Trossero ha portato il messaggio del sindaco di Morteros Sebastián Demarchi, letto in italiano da sua moglie Irene, e ha ricordato come i piemontesi trasformarono terre vergini in fattorie produttive: «Dopo tante generazioni la cultura piemontese continua a vivere. I nostri stessi cognomi, cantiamo le stesse canzoni e in molti luoghi parliamo ancora la stessa lingua». Trossero e Marsaglia hanno quindi sottoscritto il registro del gemellaggio, mentre la partecipazione nei giorni successivi della delegazione argentina agli eventi della festa patronale ha confermato un legame che il tempo non è riuscito a scalfire.
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