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Una vita sotto il 'cono' di discesa degli aerei. Scuola Collodi in viale Bona, una scelta di sicurezza per i bambini

di Nadia Bergamini 20/09/2023 Caselle Torinese
Nota: questo contenuto fa parte della rassegna stampa locale. Qui trovi una scheda ordinata con testo visibile secondo le impostazioni scelte e il link all’articolo originale della testata.
Milano caldeggia l'ingresso nel Cda di Sagat per non essere solo utenti passivi della sicurezza Solo quando succede qualcosa, come è successo drammaticamente sabato 16 settembre, Caselle ricorda di essere un Comune aeroportuale. Di vivere costantemente in una situazione potenzialmente pericolosa in ogni minuto della giornata quando sulla sua testa transitano decine e decine di aeromobili in fase di atterraggio. Una città che ha combattuto per anni contro il rumore e le tegole che cadevano dai tetti al passaggio dei velivoli e ha finito per inchiodarli quei coppi per evitare che cadessero in testa a qualcuno. Ma la sicurezza, quella quotidiana, rimane una speranza. Alla presenza dell'aeroporto i casellesi si sono, ci siamo, abituati, non ci facciamo più caso, non sentiamo neppure più il rumore. Cos'altro si può fare? Caselle, diligentemente sta dando risposte concrete alle racomandazioni Enac che anni fa aveva individuato quattro obiettivi sensibili: il Baulino, il distributore al Prato della Fiera e due scuole - la media di piazza Resistenza e la primaria Collodi in via Guibert-. Il Baulino è vuoto da oltre un decennio e prossimamente dovrebbe ospitare il nuovo municipio, il distributore è stato da tempo disattivato «decisamente troppo pericoloso lasciarlo in funzione – spiega il sindaco Giuseppe Marsaglia -. Non oso immaginare in caso di incidente aereo cosa sarebbe potuto succedere con pompe di benzina e gasolio cariche di carburante». Dal 11 settembre di quest'anno anche le classi della scuola primaria Collodi sono state trasferite alla Rodari di viale Bona, fuori da quel 'cono' potenzialmente a rischio, di discesa degli aerei. «Quando ho saputo dell’incidente e della morte della bambina – commenta la dirigente scolastica Pina Muscato – ho provato una grande tristezza, ma ho anche tirato un sospiro di sollievo pensando ai nostri bambini della primaria che finalmente non sono più in un edificio dove il rischio potrebbe essere più rilevante e per questo ringrazio l’Amministrazione che ha a cuore la loro sicurezza». La scelta dell'Amministrazione, tuttavia, benchè caldeggiata dall'Enac, all'inizio è stata vivacemente contestata, ma Marsaglia non ha ceduto e il trasferimento ora è ben accetto da tutti a quanto pare «dal momento che si sono presentate le giuste condizioni, era tempo di trovare una collocazione più sicura per tutti i bambini di quella scuola. Durante l’estate sono stati fatti i lavori per il trasferimento, abbiamo creato i parcheggi e mi pare che le famiglie abbiano compreso che l’unico nostro obiettivo è la salvaguardia e la sicurezza dei loro figli. Era tempo di ricollocarla e finalmente lo abbiamo fatto». Sotto il cono ora rimane solo la scuola media di piazza Resistenza- 8 classi, 169 ragazzi - ma per il trasferimento in strada Salga, dove a gennaio inizieranno i lavori di ampliamento della succursale serviranno almeno un paio d'anni. Perchè non si è intervenuti prima? La risposta è una sola: per questo tipo di interventi, servono un bel pacco di soldi, nello specifico 4 milioni di euro cui ne va aggiunto ancora 1 per l’adeguamento prezzi. E se invece, di indebitare il Comune si sceglie la strada di intervenire con fondi propri, non sempre i tempi coincidono con i desiderata. «In un primo momento si era pensato di mettere in permuta l’edificio che ospita la media in piazza Resistenza – prosegue Marsaglia – ma purtroppo l’attuale situazione congiunturale non permette alle aziende di esporsi più di tanto e quindi il bando di gara rischiava di andare deserto, quindi abbiamo deciso di intervenire con fondi nostri, e la gara se l'è aggiudicata un'mpresa di Ivrea. Da gennaio, finalmente si ptrà procedere, ma ci vorranno due anni almeno per completarli. Spero per l’anno scolastico 2025 -26 di poter trasferire tutti e non avere più preoccupazioni per la sicurezza dei nostri ragazzi». La ricollocazione degli obiettivi sensibili non basta secondo il consigliere Endrio Milano (Progetto Caselle 2027) che interviene con alcune riflessioni. «Le comunità che convivono con l’aeroporto non possono più essere utenti passivi della sicurezza - afferma - ma devono diventarne protagoniste. Si ripropone con forza il tema della presenza dei comuni aeroportuali all’interno dell’Ente di gestione dello scalo. E’ necessario che un rappresentante scelto insieme dai tre comuni sieda in consiglio di amministrazione della Sagat, per vigilare sul rispetto dei livelli di sicurezza. Rafforza la richiesta di una presenza in seno al Cda di un nostro rappresentante, la considerazione che Sagat è stata privatizzata dal 1999 con una scelta discutibile dell’allora centrosinistra torinese». Ma come tanti altri in questi giorni, dopo la morte della piccola Laura, si chiede se gli spettacoli e le esibizioni delle Frecce Tricolori, che tra l'atro inquinano pure, abbiano ancora un senso. Se meriti ancora correre rischi inutili facendole esibire in zone densamente popolate e conclude «non possiamo alleviare il dolore dei genitori di Laura, ma dobbiamo impegnarci perché la sua morte non diventi inutile».
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