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Lo sgarbo di scuola e Amministrazione al progetto 'Un albero per il futuro'. Piantine donate ai Comuni alla Festa della Nascita

di Nadia Bergamini 01/10/2023 Caselle Torinese
Nota: questo contenuto fa parte della rassegna stampa locale. Qui trovi una scheda ordinata con testo visibile secondo le impostazioni scelte e il link all’articolo originale della testata.
Il rammarcio e l'amarezza di Angela Grimaldi responsabile del progetto e c-ideatrice della festa di benvenuto ai nuovi nati "Reddite...quae sunt caesaris caesari et quae sunt dei deo". E'questo il detto molto famoso e molto citato sia per esprimere l'onestà morale sia intellettuale. Onestà che venerdì scorso, 29 settembre, sembrerebbe essere venuta meno nel giardino della scuola primaria "Rodari" quando sono state messe a dimora le piantine del progetto "Un albero per il Futuro", offerti dai Carabinieri Forestali e presentato il 17 settembre alla Reggia di Venaria dalla responsabile Angela Grimaldi, durante la Festa della Nascita. Piantine che durante la manifestazione, sono state donate al Comune di Caselle - presenti sindaco, assessori, presidente del consiglio comunale con consorte come al solito al seguito - come pure agli altri 24 Comuni che hanno aderito all'iniziativa. E quindi, vi chiederete, dove sta il problema? Le piantine dovevano essere messe a dimora in un'area scolastica e così è stato? Quindi? Forse qualcuno che a scuola insegna la gentilezza, ma certo non il rispetto per gli altri - come se le due cose non fossero direttamente correlate - non solo ha 'dimenticato' di raccontare agli alunni riuniti per la messa a dimora, da dove arrivassero, di citare la primogenitura del progetto - che non è della scuola o del Comune - e non è neppure stata invitata all'evento la responsabile dell'iniziativa che si è comunque 'imbucata' per comprendere le motivazioni della dimenticanza o forse sarebbe meglio definirla scortesia. Alla faccia della gentilezza... «Sentimenti contrastanti hanno caratterizzato la mattina di venerdì 29 all'insegna del "Burlesque" - commenta Angela Grimaldi, tra l'altro co-ideatrice della Festa della Nascita -. Ho appreso casualmente della data della messa a dimora delle 10 piantine omaggiate alla Città di Caselle, delle 240 consegnate ai 24 Comuni in rete. Lieta per la celerità dell'Amministrazione mi sono recata presso la scuola “Rodari” per il piacevole momento». E lì ha scoperto che no, non era stata una dimenticanza. L'esclusione era proprio voluta. Al suo arrivo, Grimaldi ha subito percepito il fastidio nel vederla «ho sempre pensato che lavorare per il proprio territorio e il bene della comunità sia doverso anche se fuori dall'Amministrazione». Così Grimaldi ha dovuto, suo malgrado constatare che quanto condiviso nel percorso di rete tra i Comuni della Festa della Nascita, veniva totalmente omesso e il progetto profondamente modificato e ridimensionato. E senza giustificazione alcuna. «Eppure la novità assoluta della terza edizione della “Festa della Nascita” - prosegue ancora Grimaldi - è stata proprio la presentazione del progetto “Un Albero per il Futuro”. 10 piante per ognuno dei 24 Comuni in rete fornite dal Reparto Carabinieri della Biodiversità di Pieve Santo Stefano e dedicate alle nuove vite». Progetto proposto e presentato ai Comuni nel dettaglio proprio da Angela Grimaldi e da due rappresentanti del Reparto Carabinieri della Biodiversità ai sindaci e ai loro rappresentanti. «Dopo la presentazione e l’apertura della Festa, i rappresentanti del Comune di Caselle - chiarisce ancora - si sono allontanati dopo aver regolarmente ritirato le piantine. Onestamente non comprendo come di fronte alla loro presenza, comunicati stampa, articoli, e-mail, condivisioni formali ed informali si possa assumere un atteggiamento irrispettoso, indifferente e sbeffeggiante nei confronti del proponente del percorso con tanta superficialità. Considerando che, esclusa la consigliera Sonia Fava, alla messa a dimora venerdì erano presenti proprio le stesse figure istituzionali che avevano ritirato le piantine, non nascondo di essere rimasta basita. Come possiamo pensare ad un cambiamento culturale nei piccoli quando l’esempio dovrebbe essere la base?». E conclude «la messa a dimora di un albero dedicato alle nuove vite ha un significato profondo. E' un atto concreto per lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni. Alle piccole ed ai piccoli, con la loro purezza, insieme agli alberi lasciamo il tempo per cambiare le cose».
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