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Datacenter, comitato per il No

di Stefano Tubia • 08/10/2026 • data center, aree ATA • Caselle Torinese
Datacenter, comitato per il No
Nota: questo contenuto fa parte della rassegna stampa locale. Qui trovi una scheda ordinata con testo visibile secondo le impostazioni scelte e il link all’articolo originale della testata.
Quanta acqua consumeranno, togliendola ai cittadini? Quale aumento subiranno le bollette dell’elettricità? E quale sarà l’inquinamento acustico che produrranno? Domande sui data center che riempiono ormai inchieste giornalistiche, programmi televisivi e canali su Youtube e che segneranno per anni il dibattito sulla costruzione in Italia di questi nuovi poli destinati alla conservazione delle informazioni digitali e al loro utilizzo attraverso l’intelligenza artificiale. Se negli Stati Uniti, la patria delle grandi corporation quali Google, Meta, Microsoft e Amazon, l’installazione di nuovi data center si scontra spesso con l’opposizione di comitati locali di protesta e in Lombardia crescono le perplessità sull’impatto ambientale ed economico di questi poli tecnologici, al punto che la Giunta comunale di Cologno Monzese ha respinto al mittente la proposta di un’infrastruttura da 80 megawatt e rifiutato 12 milioni di oneri, a Caselle il progetto del data center hyperscale nelle aree Ata non aveva incontrato opposizioni ed è passato lo scorso giugno in Consiglio Comunale all’unanimità (assente però Caselle Futura, che in una prima votazione, a dicembre 2024, era stata contraria). Fino a pochi giorni fa, perché sui social ha fatto la sua apparizione un “Comitato No Data Center Caselle Torinese”. Nessun nome e nessun volto dei coordinatori, per ora, ma il tam tam mediatico ha iniziato a insistere sulle conseguenze relative ad acqua, elettricità e rumore che vengono sottolineate da più parti in campo politico e giornalistico. In un primo volantinaggio al mercato di lunedì in piazza Falcone è stato promosso l’incontro “La vera faccia dei data center”, un dibattito che si terrà mercoledì 21 ottobre alle 17,30 al Dipartimento di Fisica di Torino con il portavoce della Rete dei Comitati Stop Data Center Lombardia Enrico Duranti e i fisici Francesco Cappello e Sergio Manera. Invece a Caselle ferve l’organizzazione di un incontro informativo, che potrebbe tenersi martedì 20 ottobre nella Sala Fratelli Cervi previa autorizzazione del-Comune. Lo stesso Comune, però, che ha sposato la soluzione del data center, proposta dall’americana Hines (che ha acquisito il controllo della milanese Aedes), per dare un futuro al progetto delle aree Ata dopo il tramonto del Caselle Open Mall. Il cantiere dovrà partire, per legge, entro 18 mesi dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione, avvenuta il 16 luglio scorso. Il Comitato, quindi, cercherà di non far partire i lavori essendo stato approvato in via definitiva il progetto, che sorgerà su un’area di oltre 150mila metri quadrati con sei edifici alti trenta metri e recupero del calone prodotto dal suo funzionamento.
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