Capitolo 5
Chi controlla chi?
Il sistema che decide quanto paghiamo davvero
Più avanzavo nella lettura degli atti, più mi rendevo conto di una cosa.
La domanda che tutti ci poniamo quando arriva la TARI è quasi sempre la stessa.
"Chi ha deciso che devo pagare questa cifra?"
È una domanda legittima.
Ma contiene già un piccolo errore.
Perché lascia intendere che esista una sola persona, o un solo ente, responsabile dell'importo che troviamo sulla bolletta.
La realtà è molto diversa.
La TARI assomiglia più a una staffetta che a una corsa individuale.
Ogni soggetto svolge un tratto del percorso.
Nessuno percorre tutta la strada da solo.
Ed è proprio questo che rende il sistema difficile da comprendere.
Primo protagonista: noi cittadini
Può sembrare strano iniziare proprio da qui.
Eppure il primo elemento che influenza il costo della TARI siamo noi.
- Ogni sacchetto che produciamo.
- Ogni errore nella raccolta differenziata.
- Ogni rifiuto abbandonato.
- Ogni conferimento sbagliato.
- Ogni cassonetto utilizzato in modo improprio.
Tutto questo genera un costo.
Un costo che qualcuno dovrà sostenere.
Più aumenta il lavoro necessario per raccogliere, separare, recuperare o smaltire i rifiuti, maggiore sarà il costo complessivo del servizio.
In altre parole, il comportamento dei cittadini non determina direttamente la tariffa individuale, ma contribuisce a influenzare il costo generale che poi verrà ripartito tra tutti.
È il primo anello della catena.
E, forse, anche quello meno considerato.
Secondo protagonista: chi gestisce il servizio
Una volta che il rifiuto esce dalle nostre case, entra in gioco il sistema industriale.
- Camion.
- Operatori.
- Centri di raccolta.
- Impianti di selezione.
- Impianti di recupero.
- Discariche.
Ogni passaggio richiede personale, mezzi, carburante, manutenzione, energia e organizzazione.
È da qui che nasce la parte più consistente del Piano Economico Finanziario.
Non è un costo deciso a tavolino.
È il costo necessario per far funzionare quotidianamente un servizio che, spesso, diamo per scontato.
Ci accorgiamo della sua importanza solo quando qualcosa non funziona.
Il grande arbitro: ARERA
A questo punto entra in scena il protagonista più sconosciuto.
Eppure è probabilmente il più influente.
ARERA.
Molti cittadini non ne hanno mai sentito parlare.
Eppure ogni anno le sue regole incidono direttamente sulla costruzione della TARI.
Attenzione, però.
ARERA non decide quanto pagherà ogni famiglia di Caselle.
Il suo compito è diverso.
- Stabilisce il metodo.
- Definisce quali costi possono essere riconosciuti.
- Quali devono essere esclusi.
- Come devono essere ripartiti.
- Quali limiti devono essere rispettati.
È un ruolo simile a quello di un giudice sportivo.
Non scende in campo.
Non segna i gol.
Ma senza il suo regolamento la partita non potrebbe nemmeno iniziare.
Ed è proprio questo il motivo per cui due Comuni non possono costruire la TARI seguendo criteri completamente diversi.
Esistono regole nazionali comuni.
Il ruolo del CB16
Negli ultimi anni il Consorzio di Area Vasta CB16 è stato uno dei principali riferimenti per la gestione della TARI a Caselle.
Dal 2026, però, il quadro cambia.
La gestione operativa della tassa torna direttamente al Comune.
Il Consorzio mantiene invece un ruolo fondamentale: quello di Ente Territorialmente Competente, incaricato di validare il Piano Economico Finanziario secondo il metodo previsto da ARERA.
È una distinzione che può sembrare puramente burocratica.
In realtà è decisiva.
Gestire la TARI significa occuparsi dei rapporti con i cittadini, predisporre gli avvisi di pagamento, aggiornare le banche dati e seguire tutte le attività amministrative.
Validare il PEF significa invece verificare che il Piano Economico Finanziario sia costruito correttamente e rispetti la normativa.
Sono due funzioni diverse.
Ed è importante non confonderle.
Il Comune: l'ultimo anello della catena
Ed eccoci al soggetto più visibile.
Quello che inevitabilmente riceve anche la maggior parte delle critiche.
Il Comune.
È il Consiglio Comunale ad approvare le tariffe.
- Le agevolazioni.
- Le riduzioni.
- Le scadenze.
- Le modalità di pagamento.
Ma arrivati a questo punto dovrebbe essere chiaro un aspetto.
Il Consiglio non parte da un foglio bianco.
Le decisioni vengono assunte all'interno di un quadro già definito dal Piano Economico Finanziario e dalle regole stabilite a livello nazionale.
Questo non significa che il Comune non abbia responsabilità.
Significa, però, che tali responsabilità devono essere valutate conoscendo l'intero processo.
Ridurre tutto alla frase "ha deciso il Comune" rischia di semplificare eccessivamente una realtà molto più articolata.
E SETA?
C'è infine un nome che, parlando di rifiuti, torna spesso nelle discussioni dei cittadini.
SETA S.p.A.
Nei mesi scorsi avevo dedicato un approfondimento ai risultati economici della società, evidenziando un dato che aveva attirato molta attenzione.
Il Comune aveva incassato oltre 53 mila euro di dividendi derivanti dalla propria partecipazione.
Quando ho iniziato questo articolo la coincidenza con la riduzione del gettito TARI mi era sembrata quasi perfetta.
Confesso che, per qualche ora, ho creduto davvero di aver trovato la spiegazione.
Sembrava tutto combaciare.
Dividendi per circa 54 mila euro.
Gettito previsto in diminuzione di circa 55 mila euro.
La tentazione di collegare i due dati era fortissima.
Ma il compito di un'inchiesta non è confermare le intuizioni del giornalista.
È verificarle.
E i documenti, almeno allo stato attuale, raccontano una storia diversa.
Non ho trovato elementi che consentano di affermare che quei dividendi siano stati utilizzati per alleggerire la TARI.
Anzi.
Gli atti sembrano indicare che la minore percezione dell'acconto sia legata soprattutto al diverso meccanismo di calcolo e allo slittamento di alcune componenti al saldo.
Questo non significa che i dividendi siano irrilevanti.
Significa soltanto che, con i documenti oggi disponibili, non è possibile stabilire un collegamento diretto.
Ed è una distinzione fondamentale.
Perché il rispetto dei fatti viene prima di qualsiasi ipotesi.
L'inchiesta cambia ancora
A questo punto avevo finalmente ricostruito l'intero sistema.
Sapevo dove finiscono i soldi.
Avevo capito chi svolge ciascun ruolo.
Conoscevo il percorso seguito dalla TARI prima di arrivare nelle nostre case.
Eppure continuava a mancarmi una risposta.
Quella più importante.
Dopo tutto questo lavoro...
la TARI è davvero diminuita oppure stiamo osservando soltanto una parte del quadro?
Per rispondere bisognava mettere insieme tutti i tasselli raccolti fino a quel momento.
Era arrivato il momento di tirare le somme.
Ma, come spesso accade nelle inchieste, la conclusione sarebbe stata molto diversa da quella che immaginavo quando avevo aperto la prima determina.