Piccola premessa prima di cominciare. In questo terzo articolo abbiamo provato a semplificare il più possibile una matassa fatta di società, fondi, partecipazioni e percentuali, perché il nostro lettore di riferimento è il cittadino comune, non necessariamente qualcuno con una laurea in finanza e un organigramma societario sul comodino.
Ci scusiamo anche per la lunghezza dell'articolo, ma in questo caso essere troppo sintetici avrebbe rischiato di ottenere l'effetto opposto: rendere ancora più difficile qualcosa che semplice non è. Per spiegare bene chi possiede cosa, quali sono i collegamenti e soprattutto chi può avere voce nelle decisioni sul futuro di Caselle, qualche riga in più è purtroppo necessaria.
Abbiamo quindi privilegiato la comprensibilità rispetto ai tecnicismi: nella tanta semplificazione potrebbe esserci sfuggita qualche sfumatura — o persino qualche errore — e in quel caso ce ne scusiamo in anticipo e saremo ben felici di correggerlo.
L'obiettivo, come sempre, è uno solo: provare a rendere comprensibile a tutti chi c'è dietro l'aeroporto di Caselle e chi può decidere del suo futuro.
Aeroporto Torino 2035
quale futuro attende l’Aeroporto di Torino-Caselle da qui al 2035
Quando parliamo dell'aeroporto di Caselle utilizziamo quasi sempre una parola:
SAGAT.
SAGAT gestisce l'aeroporto, SAGAT presenta i risultati, SAGAT annuncia nuove rotte e SAGAT realizza gli investimenti.
E quindi viene spontaneo pensare:
SAGAT = aeroporto di Torino.
Dall'altra parte troviamo SEA, la società che gestisce Malpensa e Linate.
E allora il racconto sembra abbastanza semplice:
SAGAT = Torino.
SEA = Milano.
Solo che, quando proviamo ad aprire queste due scatole e guardiamo chi c'è dentro, scopriamo che Torino e Milano sono già molto più vicine di quanto possa sembrare.
Ed è proprio da qui che parte il terzo approfondimento del dossier Aeroporto Caselle 2035.
Perché prima di chiederci chi deciderà il futuro dell'aeroporto forse dobbiamo capire:
chi possiede realmente le società che gestiscono questi aeroporti?
Partiamo dalla cosa più semplice: chi possiede SAGAT?
Qui la risposta è molto facile.
SAGAT ha un unico azionista:
2i Aeroporti S.p.A. — 100%.
Quindi, semplificando:
2i Aeroporti
↓
100% SAGAT
↓
Aeroporto di Torino-Caselle
SAGAT continua naturalmente a essere la società che gestisce lo scalo torinese.
Si occupa delle infrastrutture, della manutenzione, dell'aerostazione, dei parcheggi e, più in generale, della gestione aeroportuale.
Ma dal punto di vista della proprietà non ci sono più Comune di Torino, Regione Piemonte, Provincia o altri enti locali.
L'azionista è uno solo: 2i Aeroporti.
Ed è già un primo elemento importante quando sentiamo parlare di “garanzie per Torino”.
E Milano?
Qui la situazione è differente.
SEA, che gestisce Malpensa e Linate, ha due grandi azionisti.
Il primo è il:
Comune di Milano — circa 54,8%.
Il secondo è:
2i Aeroporti — circa 45%.
Avete letto bene.
Proprio la stessa 2i Aeroporti che possiede il 100% di SAGAT.
Quindi possiamo già disegnare uno schema molto semplice:
2i Aeroporti
↙︎ ↘︎
100% SAGAT circa 45% SEA
↓ ↓
Torino-Caselle Malpensa e Linate
A questo dobbiamo aggiungere:
Comune di Milano
↓
circa 54,8% SEA
E improvvisamente la storia diventa un po' diversa.
Torino e Milano non partono da zero
Quando leggiamo di una possibile integrazione tra SAGAT e SEA potremmo immaginare due società completamente separate che decidono improvvisamente di mettersi insieme.
Non è proprio così.
Esiste già un azionista molto importante presente da entrambe le parti: 2i Aeroporti.
A Torino controlla completamente SAGAT.
A Milano possiede circa il 45% di SEA.
Quindi Torino e Milano sono già collegate attraverso la proprietà.
Questo non significa che SAGAT e SEA siano oggi la stessa società.
Non lo sono.
E non significa nemmeno che 2i Aeroporti possa decidere da sola ciò che accade in SEA.
Qui c'è una differenza fondamentale.
A Torino 2i controlla tutto. A Milano no
Questa è probabilmente la parte più importante da comprendere.
In SAGAT, 2i Aeroporti possiede il 100%.
Quindi è l'unico azionista.
In SEA, invece, 2i Aeroporti possiede circa il 45%.
La maggioranza è nelle mani del Comune di Milano, che detiene circa il 54,8%.
Ed è qui che nasce una delle domande più interessanti dell'eventuale operazione futura.
Oggi possiamo semplificare così:
Torino → 2i Aeroporti ha il controllo completo della società che gestisce l'aeroporto.
Milano → il Comune di Milano conserva la maggioranza della società che gestisce Malpensa e Linate.
Se domani SAGAT entrasse in un nuovo assetto insieme a SEA, come cambierebbero questi pesi?
È una domanda fondamentale.
Perché una cosa è parlare genericamente di “integrazione”.
Un'altra è sapere chi avrà la maggioranza e chi potrà incidere sulle decisioni.
Ma allora cos'è questa 2i Aeroporti?
A questo punto qualcuno potrebbe giustamente chiedersi:
va bene, ma chi c'è dietro 2i Aeroporti?
Ed eccoci davanti a un'altra scatola.
2i Aeroporti è una società attraverso la quale grandi investitori infrastrutturali partecipano al settore aeroportuale italiano.
E non stiamo parlando soltanto di Torino.
Secondo F2i, il network collegato a 2i Aeroporti comprende oggi sei aeroporti:
Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Torino, Trieste e Salerno.
Nel 2025 questi aeroporti hanno movimentato complessivamente 68 milioni di passeggeri, circa il 30% del traffico passeggeri italiano.
Quindi SAGAT non è semplicemente una piccola società isolata che gestisce l'aeroporto piemontese.
Fa già parte di una rete finanziaria molto più grande.
Dentro 2i troviamo F2i e Asterion
Gli azionisti di riferimento di 2i Aeroporti sono due grandi investitori infrastrutturali:
F2i
e
Asterion Industrial Partners.
F2i è un grande gestore italiano di fondi infrastrutturali.
Asterion è invece un investitore infrastrutturale europeo.
Ma nel maggio 2026 è comparso un terzo nome particolarmente interessante.
Un nome molto conosciuto:
Cassa Depositi e Prestiti.
O, più precisamente, CDP Equity.
Quindi alla fine c'è Cassa Depositi e Prestiti?
Qui bisogna fare attenzione.
La risposta semplice sarebbe:
sì, ma non nel modo in cui potrebbe sembrare.
Nel maggio 2026 F2i e Asterion hanno annunciato un accordo preliminare con CDP Equity per il suo ingresso nel capitale di 2i Aeroporti.
L'operazione prevista attribuirebbe:
F2i → 50,1%
Asterion → 41%
CDP Equity → 8,9%
E CDP Equity è controllata da Cassa Depositi e Prestiti.
Ma questo non significa che Cassa Depositi e Prestiti diventi proprietaria o controllante dell'aeroporto di Torino.
La quota prevista è dell'8,9% di 2i Aeroporti.
È quindi una partecipazione indiretta e minoritaria.
E, soprattutto, al momento dell'annuncio l'operazione doveva ancora completare i passaggi previsti.
Perciò sarebbe sbagliato riassumere tutto dicendo:
“L'aeroporto di Torino è di Cassa Depositi e Prestiti.”
Non è così.
È però corretto osservare che CDP Equity è stata chiamata a entrare nella società che controlla completamente SAGAT e possiede una quota molto importante di SEA.
E questo rende la mappa ancora più interessante.
Proviamo allora a mettere tutto insieme
Lo schema, semplificando molto, diventa questo:
F2i + Asterion + eventuale CDP Equity
↓
2i Aeroporti
↙︎ ↘︎
100% SAGAT circa 45% SEA
↓ ↓
Torino-Caselle Malpensa + Linate
E dall'altra parte:
Comune di Milano
↓
circa 54,8% SEA
Detto così diventa molto più semplice capire perché la possibile integrazione tra SAGAT e SEA sia una questione particolarmente interessante.
Uno degli attori principali è già presente su entrambi i fronti.
E Torino? E Caselle? E il Piemonte?
Ed eccoci alla domanda forse più delicata.
Nello schema societario attuale di SAGAT non troviamo il Comune di Caselle.
Non troviamo il Comune di Torino.
Non troviamo direttamente la Regione Piemonte.
Questo non significa che le istituzioni non abbiano alcun ruolo sul futuro dell'aeroporto.
Un aeroporto opera attraverso una concessione pubblica, è sottoposto alla regolazione e alla vigilanza dello Stato e di ENAC, deve rispettare pianificazione, normative, autorizzazioni e procedure ambientali.
Ma governare il territorio e possedere la società che gestisce l'aeroporto sono due cose differenti.
Ed è una distinzione importante.
Le istituzioni possono chiedere.
Possono intervenire politicamente.
Possono partecipare alla pianificazione.
Possono pretendere chiarimenti.
Possono esercitare le competenze previste dalle leggi.
Ma non per questo sono automaticamente azionisti della società.
Ed è probabilmente qui che nasce una parte delle preoccupazioni di queste settimane.
Chi decide allora se aprire una nuova rotta?
Facciamo un esempio molto terra terra.
Immaginiamo che esista la possibilità di aprire un nuovo collegamento internazionale.
Chi decide se quella rotta debba partire da Torino oppure da Milano?
La risposta non è semplicemente:
“il proprietario dell'aeroporto”.
Le rotte vengono innanzitutto operate dalle compagnie aeree, che prendono le proprie decisioni commerciali.
Il gestore aeroportuale può però negoziare, promuovere lo scalo, predisporre incentivi nei limiti consentiti, investire nelle infrastrutture e costruire una strategia commerciale.
Ed è proprio per questo che la strategia industriale del gestore conta moltissimo.
Se Torino e Milano fossero ancora più integrate, diventerebbe quindi importante capire non soltanto chi possiede cosa.
Ma quale funzione venga assegnata ai diversi aeroporti.
Il vero tema non è chi possiede l'aeroporto Torino-Caselle. È chi decide la strategia
Ed eccoci forse al punto centrale.
Possiamo conoscere tutte le percentuali societarie.
Possiamo disegnare frecce.
Possiamo mettere F2i, Asterion, CDP, 2i Aeroporti, SAGAT, SEA e Comune di Milano dentro uno schema.
Ma alla fine la domanda che interessa davvero a chi vive a Caselle o utilizza l'aeroporto è molto più semplice:
chi deciderà quanto l'aeroporto di Torino dovrà crescere?
Chi deciderà gli investimenti?
Quale ruolo avrà Caselle rispetto a Malpensa e Linate?
Quali attività verranno sviluppate a Torino?
Quali collegamenti si cercherà di attrarre?
E, soprattutto, se ci saranno interessi differenti tra gli aeroporti del sistema:
chi stabilirà la priorità?
Ed è qui che torniamo al nostro 2035
Nel precedente articolo del dossier abbiamo parlato degli 8 milioni di passeggeri potenziali e delle prospettive di crescita indicate per Torino.
Ed è proprio per questo che capire la proprietà non è una curiosità finanziaria.
È fondamentale.
Perché se Torino possiede un importante potenziale di crescita, la domanda non è soltanto:
chi possiede SAGAT?
La domanda diventa:
chi avrà interesse a sviluppare fino in fondo quel potenziale?
Un sistema più grande potrebbe dare a Torino maggiore forza contrattuale, più investimenti e più opportunità.
Ma potrebbe anche scegliere di concentrare determinate funzioni negli aeroporti maggiori.
Oggi non sappiamo quale delle due strade verrebbe scelta.
Ed è proprio per questo che le garanzie sul futuro di Caselle dovrebbero riguardare meno le parole e molto di più gli obiettivi industriali.
Quindi, chi decide il futuro di Caselle?
La risposta, dopo tutto questo giro, è paradossalmente semplice:
non esiste un unico soggetto che decide tutto.
Lo Stato stabilisce regole e pianificazione.
ENAC esercita le proprie competenze sul sistema aeroportuale e sulla concessione.
Le istituzioni territoriali rappresentano gli interessi del territorio e intervengono nelle materie di propria competenza.
Le compagnie decidono dove volare.
Il mercato decide se quei voli vengono utilizzati.
E il gestore aeroportuale prende molte delle decisioni industriali e infrastrutturali che determinano la capacità dello scalo di competere.
Ma quando parliamo della società che gestisce Torino-Caselle, una cosa oggi è chiarissima:
SAGAT appartiene al 100% a 2i Aeroporti.
E la stessa 2i Aeroporti possiede circa il 45% di SEA.
Torino e Milano, quindi, non sono due mondi societari completamente separati.
Un ponte esiste già.
La partita dei prossimi mesi servirà a capire se quel ponte diventerà qualcosa di più.
E soprattutto quale parte attraverserà Torino.
Perché per Caselle la domanda fondamentale non è soltanto:
“Chi sarà il proprietario?”
È:
“Chi deciderà la strategia e quale ruolo assegnerà a Torino?”
Ed è probabilmente questa la domanda alla quale il territorio dovrebbe chiedere una risposta prima che qualsiasi nuovo equilibrio diventi definitivo
Aeroporto Torino 2035
quale futuro attende l’Aeroporto di Torino-Caselle da qui al 2035