L'intelligenza artificiale è ormai presente in molti aspetti della vita quotidiana: assistenti virtuali, motori di ricerca, sistemi di traduzione, strumenti per la diagnosi medica, software utilizzati nelle banche, nella pubblica amministrazione e perfino nella selezione del personale. La sua diffusione offre enormi opportunità, ma pone anche interrogativi importanti sulla tutela dei diritti delle persone.
Per questo motivo il Consiglio d'Europa ha adottato la Convenzione quadro sull'Intelligenza Artificiale, i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto, pubblicata in traduzione italiana nella Gazzetta Ufficiale – 2ª Serie Speciale Unione Europea n. 54 del 13 luglio 2026. Si tratta del primo trattato internazionale dedicato esclusivamente a garantire che lo sviluppo e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale avvengano nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.
La Convenzione rappresenta un passo importante nella costruzione di un quadro giuridico internazionale capace di accompagnare l'evoluzione tecnologica senza sacrificare i principi che stanno alla base delle democrazie europee.
Negli ultimi anni l'intelligenza artificiale è passata dall'essere una tecnologia sperimentale a uno strumento utilizzato quotidianamente da milioni di persone.
Oggi sistemi di IA sono impiegati per:
Questa evoluzione rende necessario definire regole comuni affinché tali sistemi siano sviluppati e utilizzati in modo responsabile.
La Convenzione nasce proprio con questo obiettivo: garantire che l'innovazione tecnologica proceda insieme alla tutela della persona.
Una Convenzione quadro è un accordo internazionale che stabilisce principi generali e obiettivi comuni.
Non disciplina ogni singolo dettaglio tecnico, ma indica agli Stati aderenti quali valori devono essere rispettati e quali strumenti devono essere adottati nelle rispettive legislazioni nazionali.
In altre parole, la Convenzione costituisce una "cornice" entro la quale ogni Paese svilupperà le proprie norme.
La Convenzione definisce un sistema di intelligenza artificiale come un sistema automatizzato che, partendo dai dati ricevuti, è in grado di produrre:
capaci di influenzare ambienti fisici o digitali.
La definizione comprende numerose tecnologie oggi già diffuse, comprese le piattaforme di IA generativa.
Il principio fondamentale è semplice:
l'intelligenza artificiale deve essere sempre compatibile con i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto.
Per raggiungere questo obiettivo gli Stati sono chiamati ad adottare misure legislative, amministrative e organizzative adeguate durante l'intero ciclo di vita dei sistemi di IA.
Ciò significa che i controlli non devono riguardare soltanto il momento in cui un sistema viene utilizzato, ma anche:
Ogni sistema di intelligenza artificiale deve rispettare la dignità e l'autonomia delle persone.
L'essere umano rimane al centro delle decisioni che incidono sui diritti fondamentali.
Uno dei pilastri della Convenzione è la trasparenza.
Le persone devono poter sapere quando stanno interagendo con un sistema di intelligenza artificiale e devono poter comprendere, per quanto possibile, il funzionamento delle decisioni automatizzate.
La Convenzione richiama inoltre l'importanza di poter individuare i contenuti generati artificialmente.
La responsabilità non può essere attribuita all'algoritmo.
Ogni sistema deve avere soggetti chiaramente responsabili del suo funzionamento, della sua gestione e delle eventuali conseguenze prodotte.
Questo principio rafforza il concetto di accountability, cioè la responsabilità di chi sviluppa o utilizza sistemi di IA.
Gli algoritmi non devono creare discriminazioni.
La Convenzione richiede particolare attenzione verso:
Gli Stati dovranno adottare misure per prevenire trattamenti ingiusti derivanti dall'utilizzo dell'intelligenza artificiale.
L'utilizzo dell'intelligenza artificiale deve rispettare il diritto alla privacy e alla protezione dei dati personali.
Questo principio si integra con il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) già vigente nell'Unione Europea.
Uno degli aspetti più innovativi riguarda l'obbligo di adottare un sistema di valutazione dei rischi.
Ogni Stato dovrà prevedere procedure capaci di:
La gestione dei rischi dovrà essere continua e accompagnare tutto il ciclo di vita del sistema di IA.
La Convenzione dedica particolare attenzione alla tutela delle persone.
Quando una decisione presa mediante un sistema di intelligenza artificiale incide in modo significativo sui diritti di un individuo, devono essere garantiti strumenti efficaci di tutela.
Tra questi rientrano:
La Convenzione non ha l'obiettivo di rallentare la ricerca.
Al contrario, invita gli Stati a favorire l'innovazione attraverso ambienti controllati, spesso definiti sandbox regolamentari, nei quali imprese e ricercatori possano sperimentare nuove soluzioni sotto la supervisione delle autorità competenti.
In questo modo si cerca un equilibrio tra sviluppo tecnologico e tutela dei diritti.
Le amministrazioni pubbliche che utilizzeranno sistemi di intelligenza artificiale dovranno garantire:
L'obiettivo è evitare che decisioni importanti vengano affidate esclusivamente a sistemi automatizzati senza adeguate garanzie.
Le imprese che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale dovranno investire sempre di più in:
Molti di questi aspetti sono già richiamati anche dall'AI Act dell'Unione Europea, con il quale la Convenzione è destinata a integrarsi.
Per la maggior parte delle persone non cambierà immediatamente il modo di utilizzare chatbot, assistenti virtuali o altri servizi basati sull'intelligenza artificiale.
Il cambiamento riguarda soprattutto le garanzie.
Con il progressivo recepimento dei principi della Convenzione sarà sempre più importante assicurare che:
Convenzione quadro
Accordo internazionale che definisce principi generali che gli Stati si impegnano a rispettare attraverso le proprie leggi.
Sistema di intelligenza artificiale
Software capace di elaborare dati e produrre previsioni, raccomandazioni, contenuti o decisioni con diversi livelli di autonomia.
Trasparenza algoritmica
Principio secondo cui l'utilizzo dell'intelligenza artificiale deve essere riconoscibile e, nei limiti del possibile, comprensibile.
Valutazione dei rischi
Procedura utilizzata per individuare e ridurre gli effetti negativi che un sistema di IA potrebbe produrre sui diritti delle persone.
Sandbox regolamentare
Ambiente controllato nel quale nuove tecnologie possono essere sperimentate sotto la supervisione delle autorità pubbliche.
Immaginiamo che una banca utilizzi un sistema di intelligenza artificiale per valutare le richieste di mutuo.
Se il software rifiuta automaticamente una domanda, il cliente deve poter conoscere l'esistenza dell'intervento dell'algoritmo, ottenere informazioni sufficienti per comprendere la decisione e avere la possibilità di contestarla o richiedere una verifica.
Lo stesso principio può valere per un concorso pubblico, una domanda di contributo economico o l'accesso a un determinato servizio.
L'intelligenza artificiale può aiutare a prendere decisioni più rapide, ma non può eliminare le garanzie riconosciute ai cittadini.
La Convenzione vieta l'intelligenza artificiale?
No. Promuove uno sviluppo responsabile dell'IA nel rispetto dei diritti fondamentali.
La Convenzione si applica solo alle pubbliche amministrazioni?
No. Riguarda certamente le autorità pubbliche, ma gli Stati dovranno affrontare anche i rischi derivanti dall'utilizzo dell'IA da parte dei soggetti privati.
Introduce nuovi diritti per i cittadini?
Rafforza la tutela dei diritti esistenti prevedendo trasparenza, possibilità di ricorso e protezione contro gli impatti negativi dell'intelligenza artificiale.
Qual è il rapporto con l'AI Act europeo?
La Convenzione definisce principi internazionali generali, mentre l'AI Act disciplina nel dettaglio gli obblighi applicabili nell'Unione Europea. I due strumenti sono complementari.
Quando produrrà effetti concreti?
La Convenzione entrerà in vigore secondo le procedure previste dal trattato internazionale e gli Stati aderenti dovranno adottare le misure necessarie per darvi attuazione.
Pensiamo all'intelligenza artificiale come a un'automobile di ultima generazione.
Può essere molto più veloce, efficiente e sicura rispetto ai modelli del passato, ma per circolare servono comunque regole: patente, limiti di velocità, assicurazione, revisione e controlli.
La Convenzione svolge una funzione analoga. Non impedisce di costruire automobili sempre più avanzate, ma stabilisce le regole fondamentali affinché possano circolare senza mettere a rischio la sicurezza delle persone. Allo stesso modo, l'intelligenza artificiale può continuare a evolversi, purché lo faccia nel rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto.