La Provincia autonoma di Bolzano aggiorna le regole sul pensionamento del personale provinciale. Il nuovo regolamento ridefinisce l'età del collocamento a riposo, introduce la possibilità di proseguire il servizio in casi specifici e disciplina il mantenimento in attività fino ai 70 anni per particolari esigenze organizzative.
Le novità sono contenute nel Decreto del Presidente della Provincia 5 agosto 2025, n. 22, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 3ª Serie Speciale Regioni n. 27 dell'11 luglio 2026.
L'obiettivo è conciliare il ricambio generazionale con la necessità di non perdere competenze professionali particolarmente importanti per il funzionamento dell'amministrazione.
La nuova disciplina stabilisce che il personale con contratto a tempo indeterminato viene collocato a riposo d'ufficio dal primo giorno del mese successivo al compimento del sessantasettesimo anno di età, purché abbia maturato un qualsiasi diritto alla pensione.
Lo stesso principio si applica anche al personale assunto a tempo determinato: al raggiungimento dei 67 anni e del diritto pensionistico, il rapporto di lavoro termina automaticamente.
In sostanza, il raggiungimento dell'età anagrafica da solo non è sufficiente. È necessario che il dipendente abbia anche maturato un diritto alla pensione previsto dalla normativa vigente.
Il regolamento affronta anche il caso di chi compie 67 anni senza aver ancora acquisito il diritto al trattamento pensionistico.
In questa situazione il dipendente può continuare a lavorare fino al momento in cui maturerà il diritto alla pensione, purché ciò avvenga entro il settantunesimo anno di età oppure entro il diverso limite eventualmente adeguato alla speranza di vita previsto dalla normativa.
Una volta raggiunto il requisito pensionistico, il collocamento a riposo avverrà dal primo giorno del mese successivo.
La norma evita che un lavoratore resti privo sia dello stipendio sia della pensione a causa del mancato perfezionamento dei requisiti contributivi.
La novità più rilevante riguarda la possibilità di trattenere in servizio alcuni dipendenti anche dopo il raggiungimento dei requisiti ordinari.
Non si tratta di un diritto automatico del lavoratore.
È una facoltà dell'amministrazione provinciale, che può decidere di mantenere in servizio il dipendente soltanto quando esistono comprovate esigenze organizzative.
Inoltre, è indispensabile il consenso dell'interessato.
La permanenza oltre i 67 anni è soggetta a condizioni molto precise.
Il dipendente deve aver ottenuto, negli ultimi due anni, una valutazione almeno molto buona, eccellente oppure ottima ai fini del sistema premiale della produttività.
Inoltre il numero complessivo delle permanenze è limitato.
La Provincia può trattenere in servizio esclusivamente una quota di personale pari al 20% della capacità assunzionale di ciascun ruolo presente nell'organico.
Questo significa che la misura è destinata solo a casi selezionati e non rappresenta una proroga generalizzata dell'età lavorativa.
Il regolamento attribuisce particolare importanza al trasferimento delle competenze.
I dipendenti trattenuti in servizio possono essere impiegati anche nello svolgimento di attività di tutoraggio e affiancamento del personale più giovane.
Il tutoraggio consiste nella trasmissione dell'esperienza professionale maturata durante gli anni di servizio.
Un funzionario prossimo alla pensione, ad esempio, può seguire un neoassunto durante i primi mesi di lavoro, spiegando procedure, prassi amministrative e modalità operative che difficilmente possono essere apprese soltanto attraverso i manuali.
L'obiettivo è evitare che il pensionamento comporti anche la perdita del patrimonio di conoscenze costruito negli anni.
Il regolamento mantiene una disciplina specifica per:
il Corpo forestale provinciale;
il Corpo permanente dei vigili del fuoco.
Per queste categorie continuano ad applicarsi i limiti di età previsti per i corrispondenti corpi dello Stato.
Di conseguenza, il mantenimento in servizio oltre tali limiti non è consentito secondo le regole generali introdotte dal nuovo regolamento.
La disciplina contiene una previsione specifica per il personale insegnante ed equiparato e per i dirigenti delle scuole professionali, delle scuole di musica e delle scuole dell'infanzia.
In questi casi il collocamento a riposo avviene all'inizio dell'anno formativo successivo al raggiungimento dei requisiti, così da evitare interruzioni dell'attività didattica durante l'anno scolastico.
Lo stesso decreto modifica la disciplina del comando del personale provinciale.
Il comando è un istituto che consente a un dipendente pubblico di prestare temporaneamente servizio presso un altro ente pubblico o, in alcuni casi, presso soggetti privati che svolgono attività di interesse pubblico.
Il dipendente mantiene il proprio rapporto di lavoro con l'amministrazione di origine, ma svolge temporaneamente le proprie funzioni presso un'altra organizzazione.
La durata ordinaria del comando non può superare due anni.
Alla scadenza il dipendente rientra normalmente nella struttura provinciale di appartenenza.
Negli ultimi anni molte amministrazioni pubbliche hanno dovuto affrontare un progressivo aumento dei pensionamenti.
L'uscita contemporanea di numerosi dipendenti esperti può creare difficoltà operative, soprattutto nei settori altamente specializzati.
La Provincia autonoma di Bolzano cerca quindi di trovare un equilibrio tra due esigenze:
favorire il ricambio generazionale;
preservare le competenze professionali più difficili da sostituire.
Per questo motivo il trattenimento in servizio viene limitato ai casi realmente necessari e subordinato a rigorosi criteri di selezione.
Immaginiamo un ingegnere della Provincia con oltre quarant'anni di esperienza nella gestione delle infrastrutture pubbliche.
Al compimento dei 67 anni possiede già tutti i requisiti pensionistici.
L'amministrazione sta però avviando un importante programma di opere pubbliche e ritiene utile mantenere temporaneamente la sua esperienza per formare il personale più giovane.
Se il dipendente è d'accordo, ha ricevuto valutazioni molto positive negli ultimi due anni e rientra nei limiti numerici previsti dal regolamento, potrà restare in servizio fino a un massimo di 70 anni svolgendo anche attività di tutoraggio.
L'età pensionabile diventa automaticamente di 70 anni?
No. Il pensionamento ordinario resta fissato a 67 anni per chi possiede già un diritto alla pensione. La permanenza fino a 70 anni rappresenta un'eccezione.
Chi decide se un dipendente può restare in servizio?
La decisione spetta all'amministrazione provinciale, sulla base delle esigenze organizzative e con il consenso del dipendente.
È sufficiente voler continuare a lavorare?
No. Occorre rispettare tutti i requisiti previsti dal regolamento, comprese le valutazioni positive ottenute negli ultimi due anni e i limiti numerici fissati dalla Provincia.
Perché viene previsto il tutoraggio?
Per trasferire competenze, esperienza e conoscenze ai nuovi dipendenti prima del pensionamento del personale più esperto.
I vigili del fuoco provinciali seguono queste nuove regole?
No. Per il Corpo permanente dei vigili del fuoco e per il Corpo forestale continuano ad applicarsi le specifiche norme previste per i corrispondenti corpi statali.
Cosa succede se un dipendente compie 67 anni ma non ha ancora maturato il diritto alla pensione?
Può continuare a lavorare fino al raggiungimento del requisito pensionistico nei limiti previsti dal regolamento.
Pensiamo a un artigiano che sta per andare in pensione dopo quarant'anni di attività.
Prima di lasciare definitivamente il laboratorio, trascorre alcuni mesi insegnando il mestiere ai giovani apprendisti.
In questo modo il lavoro continua senza perdere esperienza, competenze e qualità.
La nuova disciplina della Provincia autonoma di Bolzano segue la stessa logica: consentire, in casi selezionati, un passaggio graduale di conoscenze tra il personale più esperto e i nuovi dipendenti.