Serie Contratti n.24 del 02/03/2026

Contratti N. 24 02/03/2026 Pubblicato il 02/03/2026 22:12
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Serie Contratti n.24 del 02/03/2026

Concessioni demaniali, ciclovia VENTO, sanità e formazione: cosa cambia nella Gazzetta Ufficiale del 2 marzo 2026

La 5ª Serie Speciale “Contratti Pubblici” della Gazzetta Ufficiale del 2 marzo 2026 contiene una serie di provvedimenti che riguardano concessioni marittime, modifiche a lavori pubblici finanziati anche con fondi europei e nuove opportunità di finanziamento per la formazione dei lavoratori.
Di seguito un approfondimento dettagliato, pensato per chi non è addetto ai lavori, con spiegazione dei principali termini tecnici e delle procedure richiamate.


Le concessioni demaniali marittime a Moneglia: cosa significa e cosa prevede il bando

Il Comune di Moneglia ha pubblicato un bando di gara per l’assegnazione di due aree demaniali marittime destinate alla nautica da diporto.

Per capire la notizia è utile chiarire alcuni concetti.

Con il termine demanio marittimo si indicano le aree costiere (spiagge, moli, tratti di mare, arenili) che appartengono allo Stato. Questi beni non possono essere venduti, ma possono essere dati in concessione, cioè affidati temporaneamente a soggetti privati o imprese che li utilizzano per attività economiche (ad esempio stabilimenti balneari o approdi turistici).

Una concessione è quindi un’autorizzazione con cui la Pubblica Amministrazione permette a un soggetto di usare un bene pubblico per un certo periodo di tempo, dietro pagamento di un canone e nel rispetto di precise regole.

Nel caso specifico:

  • Le aree sono destinate alla nautica da diporto, cioè alle imbarcazioni private utilizzate per svago e turismo.

  • La durata della concessione può andare da 5 a 20 anni.

  • Il valore stimato è di 250.000 euro all’anno per ciascuna concessione.

Il bando è stato approvato con deliberazione della Giunta comunale e pubblicato sull’albo pretorio online.
Chi intende partecipare deve presentare domanda entro il 20 aprile 2026, seguendo le modalità indicate nella documentazione ufficiale.

Dal punto di vista normativo, la procedura si inserisce nel quadro della Legge 118/2022, nota come legge annuale sulla concorrenza, che ha introdotto regole più rigorose per garantire trasparenza e competizione nelle concessioni demaniali.
Questo significa che l’assegnazione non può avvenire in modo diretto, ma deve passare attraverso una procedura pubblica, aperta a più concorrenti, per garantire parità di trattamento.


La ciclovia VENTO e la variante in corso d’opera: perché aumentano i costi

Un secondo provvedimento riguarda l’Agenzia Interregionale per il Fiume Po (AIPO) e i lavori per la realizzazione della ciclovia turistica nazionale VENTO, nel tratto tra Fossadello e Cremona.

Si tratta di un progetto finanziato con fondi del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nell’ambito del programma europeo NextGenerationEU.
Il PNRR è lo strumento con cui l’Italia utilizza le risorse europee per investimenti in infrastrutture, digitalizzazione, ambiente e sanità.

Il provvedimento pubblicato è una variante in corso d’opera.

Cosa significa?

Una variante in corso d’opera è una modifica al progetto originale di un lavoro pubblico, decisa mentre i lavori sono già iniziati.
Può essere autorizzata solo in casi specifici previsti dalla legge, ad esempio quando emergono problemi tecnici imprevisti o quando si rendono necessarie soluzioni migliorative.

In questo caso, la variante riguarda modifiche al cosiddetto pacchetto stradale (cioè la struttura tecnica della pavimentazione), con l’aggiunta di:

  • uno strato di binder (strato intermedio di conglomerato bituminoso),

  • materiali di rinforzo,

  • soluzioni tecniche per evitare le cosiddette reflective cracks.

Le reflective cracks sono fessurazioni che si formano nel nuovo asfalto riproducendo crepe già presenti negli strati sottostanti. In parole semplici, se sotto c’è una crepa, nel tempo questa “riemerge” in superficie. Le modifiche servono proprio a prevenire questo fenomeno e aumentare la durata dell’infrastruttura.

Dal punto di vista economico:

  • Importo originario: circa 1,8 milioni di euro.

  • Importo dopo la variante: oltre 2,4 milioni di euro.

L’aumento è quindi significativo, ma giustificato – secondo l’amministrazione – da esigenze tecniche impreviste e nel rispetto della normativa sugli appalti pubblici.


Le varianti nel settore sanitario: cosa comportano

Anche nel settore sanitario vengono pubblicate due varianti contrattuali:

  1. A.O.U. di Alessandria

  2. AST di Macerata

In entrambi i casi non si tratta di nuovi lavori, ma di modifiche a incarichi già affidati relativi a:

  • progettazione,

  • direzione lavori,

  • coordinamento della sicurezza.

La direzione lavori è l’attività di controllo tecnico durante l’esecuzione di un’opera pubblica.
Il coordinamento per la sicurezza riguarda invece il rispetto delle norme per la tutela dei lavoratori nei cantieri.

Nel caso di Alessandria, l’importo contrattuale passa da circa 68.000 euro a oltre 90.000 euro.
Nel caso di Macerata, l’importo complessivo aggiornato supera i 111.000 euro.

Anche qui si parla di circostanze impreviste e imprevedibili, formula giuridica che indica eventi o necessità non conosciute al momento della firma del contratto, che rendono necessario modificare l’importo o le prestazioni senza cambiare la natura generale dell’incarico.

È importante sottolineare che la legge consente queste modifiche solo entro determinati limiti e con provvedimenti formali motivati.


FonARCom e la formazione continua: come funzionano i finanziamenti

L’ultima parte rilevante riguarda FonARCom, un fondo interprofessionale che finanzia la formazione dei lavoratori.

I fondi interprofessionali sono strumenti attraverso cui le imprese possono destinare una parte dei contributi obbligatori versati all’INPS alla formazione dei propri dipendenti.

L’Avviso 03/2025 – “Generalista – UCS”, terza finestra, prevede:

  • Dotazione per questa fase: 6,5 milioni di euro

  • Finanziamento fino al 100% del costo del piano formativo

  • Importo minimo per progetto: 10.000 euro

  • Importo massimo: 550.000 euro

Possono beneficiarne aziende aderenti al fondo su tutto il territorio nazionale.
Le proposte devono essere presentate entro:

  • 2 aprile 2026 (invio alle Parti Sociali per condivisione)

  • 8 maggio 2026 (invio definitivo al Fondo)

La durata massima dei piani formativi è di 12 mesi.

In pratica, si tratta di un’opportunità concreta per le imprese che vogliono investire nell’aggiornamento professionale dei dipendenti senza sostenere interamente il costo della formazione.


Uno sguardo d’insieme

Nel complesso, il numero della Gazzetta evidenzia tre tendenze:

  • maggiore attenzione alla trasparenza nelle concessioni pubbliche;

  • continui adeguamenti tecnici nei lavori finanziati dal PNRR;

  • forte incentivo alla formazione continua come leva di competitività.

Si tratta di atti tecnici, ma con ricadute concrete su imprese, professionisti e territori: dalle opportunità economiche nelle concessioni marittime, agli investimenti in mobilità sostenibile, fino al rafforzamento delle competenze dei lavoratori.

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