Nella Gazzetta Ufficiale – 5ª Serie Speciale “Contratti Pubblici” – n. 17 del 13 febbraio 2026 è stato pubblicato un avviso che riguarda una variante in corso d’opera relativa a un contratto già esistente gestito da CAP Holding S.p.A., società che si occupa del servizio idrico integrato, cioè della gestione dell’acqua pubblica (acquedotti, fognature e depurazione).
Vediamo in modo chiaro e semplice di cosa si tratta.
Quando un ente pubblico affida dei lavori attraverso una gara, viene firmato un contratto con un’impresa. Tuttavia, durante l’esecuzione dei lavori possono emergere esigenze nuove o situazioni non previste inizialmente.
In questi casi è possibile approvare una variante in corso d’opera, cioè una modifica ufficiale del contratto.
Nel caso specifico:
Il contratto riguardava un accordo quadro per demolizioni infrastrutturali impiantistiche.
In parole semplici, si tratta di lavori di demolizione di strutture e impianti legati alle infrastrutture del servizio idrico.
L’intervento concreto è identificato come:
ODL n. 9 del 25 luglio 2025
Progetto “PROG DEM_DIS_48_ Castellanza”
Un accordo quadro è una procedura che permette a un ente pubblico di selezionare un’impresa (o più imprese) per svolgere una serie di lavori nel tempo, senza dover fare una nuova gara ogni volta.
Successivamente, vengono emessi singoli ordini di lavoro (ODL – Ordine di Lavoro) che attivano interventi specifici.
Il contratto era stato affidato alla società:
DAF Costruzioni Stradali S.r.l.
€ 188.955,54
€ 198.321,48
€ 9.365,94 in più
Si tratta quindi di un aumento dell’importo contrattuale.
La variante è stata approvata ai sensi dell’art. 106, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 50/2016.
Spieghiamolo in modo semplice.
Il Decreto Legislativo 50/2016 è il Codice dei Contratti Pubblici, cioè la legge che regola appalti e lavori pubblici in Italia.
L’articolo 106 stabilisce quando è possibile modificare un contratto già firmato.
La lettera c) consente modifiche se emergono:
circostanze impreviste e imprevedibili
Questo significa che durante i lavori sono emerse situazioni che:
non erano conosciute al momento della gara
non potevano essere ragionevolmente previste
rendono necessario un adeguamento tecnico o economico
La variante è stata formalmente approvata il 19 gennaio 2026.
L’avviso specifica che l’intervento è finanziato con mezzi propri dell’ente.
In parole semplici:
non si tratta di fondi europei o statali aggiuntivi, ma di risorse economiche interne di CAP Holding.
No.
Questo è un punto molto importante.
Non si tratta di:
un nuovo appalto
una nuova gara
una possibilità di partecipazione per altre imprese
È semplicemente una comunicazione obbligatoria di trasparenza.
La legge impone infatti che ogni modifica significativa a un contratto pubblico venga pubblicata in Gazzetta Ufficiale, in modo che:
cittadini
imprese
organi di controllo
possano conoscere le variazioni economiche e procedurali.
Nell’avviso viene richiamata una precedente pubblicazione del 5 agosto 2020.
Questo serve a collegare l’attuale variante alla procedura originaria, garantendo continuità documentale e trasparenza amministrativa.
In termini pratici:
Non cambia il servizio
Non è una nuova gara
Non ci sono scadenze o domande da presentare
Non si tratta di un nuovo investimento autonomo
È un aggiornamento economico di un lavoro già in corso.
Tuttavia, la pubblicazione è importante perché garantisce:
trasparenza amministrativa
controllo pubblico sulla spesa
tracciabilità delle modifiche contrattuali
I contratti pubblici sono regolati da norme complesse. Termini come:
Accordo quadro
ODL (Ordine di Lavoro)
Variante in corso d’opera
Perizia di variante
Art. 106 del Codice Appalti
possono risultare poco chiari ai non addetti ai lavori.
In realtà, si tratta di strumenti legali che permettono alla pubblica amministrazione di:
adattare i lavori a situazioni reali
mantenere il controllo dei costi
garantire legalità e trasparenza
La Gazzetta Ufficiale del 13 febbraio 2026 pubblica un avviso relativo a una modifica economica di un contratto già esistente di CAP Holding.
L’importo dei lavori aumenta di circa 9.300 euro a seguito di una variante autorizzata dalla normativa sui contratti pubblici.
Non si tratta di un nuovo appalto, ma di un aggiornamento tecnico-amministrativo reso pubblico per obbligo di legge.