Serie Regionale n.6 del 07/02/2026

Serie Regioni N. 6 07/02/2026 Pubblicato il 07/02/2026 22:45
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Serie Regionale n.6 del 07/02/2026

Le Regioni legiferano: bilanci, sanità, innovazione e sostegno alle famiglie. Ecco cosa cambia con le nuove leggi pubblicate nella Gazzetta Ufficiale

Parte I – Le nuove leggi regionali in sintesi

La Gazzetta Ufficiale pubblicata sabato 7 febbraio 2026 riporta una serie di leggi regionali adottate da Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo e Sicilia, che intervengono su tematiche di grande rilevanza: bilancio, sanità, innovazione sociale, abitazioni, sostegno al lavoro e riforma delle nomine pubbliche.

Vediamo, regione per regione, i provvedimenti principali.


Regione Piemonte

Due le leggi approvate:

  • Legge Regionale n. 10 del 15 luglio 2025
    Questa legge riguarda una variazione del bilancio, cioè un aggiornamento della programmazione economica regionale per il triennio 2025-2027. Tra gli interventi finanziati:

    • Contributi alle associazioni turistiche e culturali: fondi per fiere, attrezzature e promozione del territorio piemontese.

    • Restauro del Forte San Carlo di Fenestrelle, importante sito storico alpino.

    • Valorizzazione dei musei regionali con oltre 3 milioni di euro.

    • Finanziamento di eventi culturali promossi dalla Fondazione per la Cultura Torino.

    • Aggiornamenti normativi, come l’abrogazione di leggi ormai superate, e adeguamenti a importi e capitoli di spesa già esistenti.

  • Legge Regionale n. 11 del 17 luglio 2025
    Questa norma mira a rendere uniforme in tutta la regione l’attività libero-professionale intramuraria (ALPI).
    Di cosa si tratta? Si tratta delle attività sanitarie svolte dai medici all’interno delle strutture pubbliche ma in forma privata, a pagamento.
    La legge stabilisce:

    • Regole comuni per tutti gli ospedali pubblici.

    • L'adozione di linee guida regionali e regolamenti locali, che devono garantire che l'attività privata non ostacoli quella pubblica.

    • In caso di mancata applicazione delle regole, sono previste sanzioni economiche e persino la sostituzione dei dirigenti inadempienti.

    • Una relazione annuale dovrà informare il Consiglio regionale su come l’ALPI viene gestita e quali risultati produce, compresi i tempi di attesa dei pazienti.


Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia

Anche qui due leggi approvate, entrambe molto articolate:

  • Legge Regionale n. 14 del 14 novembre 2025 – Innovazione sociale

    Questa legge introduce un piano integrato per rendere la regione più attrattiva e vivibile, in particolare per giovani, famiglie e lavoratori.
    I principali interventi:

    • Sviluppo di piattaforme digitali per il welfare aziendale, con contributi per le imprese che offrono servizi ai dipendenti.

    • Misure per favorire l’accesso alla prima casa, anche tramite il recupero di edifici pubblici, affitti calmierati e garanzie offerte dai datori di lavoro.

    • Iniziative per attrarre nomadi digitali, cioè professionisti che lavorano da remoto e possono trasferirsi ovunque, con la promozione del Friuli come destinazione ideale.

    • Incentivi per spazi di coworking e formazione professionale di alta qualità, anche all’estero.

    • Sostegno concreto alle famiglie numerose e con persone disabili, con regole più flessibili per ottenere aiuti per la casa.

    • Interventi digitali (come portali e app) per rendere accessibili e trasparenti tutte le misure regionali.

  • Legge Regionale n. 15 del 14 novembre 2025 – Nomine e designazioni pubbliche

    La seconda legge regola in modo dettagliato le nomine degli organi amministrativi, cioè tutte quelle figure che vengono scelte per dirigere enti e strutture pubbliche.
    Introduce:

    • Trasparenza nella selezione, con criteri precisi.

    • Limiti temporali agli incarichi, per evitare che le stesse persone ricoprano ruoli per troppo tempo.

    • Equilibrio di genere, quindi maggiore rappresentanza femminile.

    • Obbligo di pubblicazione delle nomine, per rendere tutto visibile ai cittadini.


Regione Abruzzo

  • Legge Regionale n. 22 del 1° agosto 2025
    Si tratta di una legge “di raccordo” che modifica diverse leggi approvate tra il 2005 e il 2025.
    Lo scopo è garantire il rispetto del principio di leale collaborazione, che è un concetto importante del diritto italiano: le Regioni devono sempre operare in sintonia con lo Stato centrale, senza conflitti.

  • Legge Regionale n. 23 del 13 agosto 2025
    Approvato il rendiconto generale del 2024, cioè il documento che certifica come sono stati spesi i soldi pubblici nell’anno precedente.


Regione Sicilia

  • Leggi n. 17 e 18 del 1° aprile 2025

    Entrambe riguardano il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, ossia quei pagamenti che la Regione è tenuta a fare, ma che non erano stati previsti nel bilancio ufficiale.
    Sono casi straordinari, regolati da una norma nazionale (D.Lgs. 118/2011), che permette la regolarizzazione di queste spese solo se verificate e giustificate.
    In questo caso, i debiti si riferiscono a spese del 2024 nei mesi di luglio e agosto.


Parte II – Perché queste leggi contano davvero

Queste leggi regionali, sebbene scritte con linguaggio tecnico, toccano temi centrali per la vita quotidiana di moltissimi cittadini.

  • Parlano di turismo, cultura, musei, eventi. Ma anche di sanità pubblica, di come gestire l’equilibrio tra pubblico e privato.

  • Affrontano sfide come la denatalità, il calo demografico, la necessità di abitazioni accessibili e la promozione di un territorio capace di attrarre competenze.

  • Intervengono sulla formazione professionale e scolastica, sul diritto alla casa, sulla digitalizzazione dei servizi.

  • E lo fanno stanziando milioni di euro in contributi concreti, spesso pluriennali, destinati a imprese, famiglie, enti pubblici e privati.

Anche il tema della trasparenza nelle nomine pubbliche, apparentemente lontano, è in realtà fondamentale per garantire la qualità e l’imparzialità delle istituzioni.

Infine, le leggi su rendiconti e debiti fuori bilancio, sebbene tecniche, sono garanzie di correttezza e legalità nell’uso del denaro pubblico.

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