Piemonte, oltre 15 milioni di euro per i servizi sociali: cosa prevede il nuovo avviso per la Valle di Susa e la Val Sangone

Contratti N. 0 26/10/2026 Approfondimenti Pubblicato il 26/10/2026 23:03
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Un programma di interventi sociali del valore complessivo previsto di oltre 15 milioni di euro in cinque anni, destinato a sostenere persone fragili, famiglie, caregiver, bambini e giovani.

È quanto emerge dall'avviso pubblico di co-progettazione del Con.I.S.A. Valle di Susa – Val Sangone, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 26 ottobre 2026, 5ª Serie Speciale – Contratti Pubblici, numero 122.

L'iniziativa prevede l'attivazione di due partenariati con gli Enti del Terzo settore per organizzare e realizzare sistemi di intervento sociale e sociosanitario nei territori interessati.

Non si tratta di un bonus da richiedere direttamente, né di un finanziamento già distribuito alle famiglie. È una procedura attraverso la quale l'ente pubblico intende individuare soggetti con cui progettare e realizzare i servizi.

Vediamo quali risorse sono previste, chi potrà essere coinvolto e cosa significa concretamente per i cittadini.

Chi promuove l'iniziativa

L'amministrazione procedente è il Con.I.S.A. Valle di Susa – Val Sangone, con sede in Strada Statale 24 n. 14, a Susa, in provincia di Torino.

L'avviso riguarda due sistemi di intervento che saranno sviluppati attraverso collaborazioni con enti del Terzo settore.

Con questa espressione si indicano organizzazioni che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Possono rientrare nel Terzo settore, per esempio, associazioni di volontariato, organizzazioni di promozione sociale e cooperative sociali che possiedono i requisiti richiesti.

La partecipazione effettiva alla procedura dipende comunque dalle condizioni specificate nella documentazione ufficiale.

Primo intervento: sostegno alle persone fragili e ai caregiver

Il primo partenariato riguarda un sistema di interventi a sostegno delle persone che vivono situazioni di fragilità sociale o sociosanitaria.

Sono coinvolti anche i loro familiari e caregiver.

Le risorse previste ammontano a:

1.659.274,40 euro all'anno per cinque anni, equivalenti a 8.296.372 euro nell'intero periodo.

L'avviso comprende servizi di domiciliarità e residenzialità flessibile.

La fragilità sociosanitaria è una condizione nella quale una persona può avere contemporaneamente necessità di assistenza sociale e bisogni collegati alla salute o all'autonomia personale.

La domiciliarità riguarda gli interventi che permettono di sostenere una persona nel proprio ambiente di vita, quando possibile.

La residenzialità flessibile indica forme di accoglienza e assistenza organizzate in funzione delle esigenze delle persone, secondo le modalità che saranno definite nei progetti.

Un altro termine importante è caregiver: è la persona, spesso un familiare, che presta assistenza a chi non riesce a gestire autonomamente tutte le attività quotidiane.

Un esempio concreto

Immaginiamo una famiglia della Valle di Susa con un genitore anziano che ha difficoltà a vivere da solo.

I familiari lavorano e non riescono a essere presenti durante tutta la giornata.

Un sistema coordinato di servizi potrebbe prevedere sostegno domiciliare, orientamento e accompagnamento della famiglia, oppure soluzioni assistenziali adeguate ai bisogni.

L'avviso crea il percorso amministrativo per progettare interventi di questo genere. Non garantisce automaticamente una specifica prestazione a ogni cittadino.

Secondo intervento: minori, giovani e sostegno alla genitorialità

Il secondo partenariato è dedicato alla tutela e al benessere di bambini, adolescenti, giovani e loro famiglie.

Il finanziamento annuo previsto è di 1.377.482,40 euro per cinque anni, corrispondenti a 6.887.412 euro complessivi.

L'avviso comprende interventi educativi e semiresidenziali, oltre al sostegno alla genitorialità.

Il sostegno alla genitorialità comprende attività che aiutano madri, padri e altre figure di riferimento ad affrontare le responsabilità educative e le difficoltà familiari.

I servizi semiresidenziali sono servizi che accolgono le persone per una parte della giornata, senza prevedere necessariamente il pernottamento.

Per esempio, un minore che attraversa un periodo di difficoltà scolastica o familiare potrebbe beneficiare, qualora previsto dai servizi attivati e valutato appropriato, di un percorso educativo pomeridiano.

Questi interventi possono essere particolarmente importanti nei territori dove le famiglie hanno bisogno di una rete di sostegno organizzata.

Oltre 15 milioni in cinque anni: come si distribuiscono le risorse

Sommando i due importi indicati nell'avviso si ottiene un valore annuo complessivo di 3.036.756,80 euro.

Su cinque anni, il totale raggiunge 15.183.784 euro.

La ripartizione è la seguente:

  • Persone fragili, familiari e caregiver: 8.296.372 euro in cinque anni.

  • Minori, giovani e sostegno alla genitorialità: 6.887.412 euro in cinque anni.

È importante distinguere tra risorse previste e risorse effettivamente spese.

La pubblicazione di un avviso non significa che tutte le somme siano già state impegnate in contratti operativi o erogate ai beneficiari.

Per conoscere la distribuzione dettagliata tra singoli servizi, personale e attività sarà necessario consultare la documentazione progettuale e gli atti successivi.

Che cos'è la co-progettazione e perché è importante

L'avviso richiama l'articolo 55 del Decreto Legislativo 117/2017, conosciuto come Codice del Terzo settore.

La co-progettazione è una forma di collaborazione tra amministrazioni pubbliche ed enti del Terzo settore finalizzata a definire e realizzare interventi di interesse generale.

In termini semplici, l'ente pubblico non si limita a descrivere un servizio e cercare qualcuno che lo esegua.

Avvia invece un percorso nel quale le organizzazioni coinvolte possono contribuire a costruire il progetto, individuando bisogni, soluzioni e modalità operative.

L'avviso richiama inoltre il Decreto Ministeriale 72 del 31 marzo 2021, la legge regionale piemontese 7/2024 e la legge 241/1990.

Quest'ultima disciplina aspetti fondamentali del procedimento amministrativo.

Una istruttoria pubblica, in questo contesto, è il percorso amministrativo attraverso il quale vengono raccolte e valutate le proposte dei soggetti interessati, secondo le regole dell'avviso.

La co-progettazione non va confusa automaticamente con una tradizionale gara d'appalto, nella quale si seleziona un operatore per eseguire prestazioni definite secondo un contratto.

Chi può partecipare alla procedura

L'avviso è rivolto agli Enti del Terzo settore interessati a prendere parte alla realizzazione dei due sistemi di intervento.

Non è una domanda di contributo individuale per cittadini o famiglie.

Le organizzazioni interessate devono verificare nella documentazione completa i requisiti di partecipazione, le modalità di candidatura e gli eventuali documenti richiesti.

La pubblicazione in Gazzetta rinvia infatti agli atti disponibili presso il Con.I.S.A.

La scadenza del 30 novembre 2026

Le domande devono pervenire entro le ore 23:59 del 30 novembre 2026, pena l'esclusione.

Sono indicate due modalità di presentazione:

La PEC, cioè Posta Elettronica Certificata, è uno strumento di comunicazione elettronica che consente di documentare l'invio e la consegna di un messaggio secondo le regole previste.

La sede dell'ente è in Strada Statale 24 n. 14, 10059 Susa (TO).

Per informazioni è indicato il numero telefonico 0122 648501.

Quali effetti possono esserci per i cittadini

L'effetto più importante dell'iniziativa è la possibilità di costruire una rete di servizi sociali più coordinata tra amministrazione pubblica e organizzazioni del territorio.

Per una persona fragile, questo può significare avere un sistema di assistenza maggiormente collegato ai bisogni individuali.

Per un caregiver, può significare poter contare su interventi di supporto organizzati.

Per una famiglia con minori, può significare la disponibilità di percorsi educativi e di accompagnamento.

Questi sono possibili effetti pratici, non prestazioni già garantite dall'avviso.

Le condizioni di accesso ai futuri servizi, le modalità operative e i tempi di attivazione dovranno essere chiariti attraverso gli atti di attuazione.

Perché questa notizia merita attenzione

La pubblicazione è rilevante non soltanto per l'importo economico, ma anche per la durata prevista di cinque anni.

I bisogni sociali raramente si esauriscono in pochi mesi.

Una famiglia che assiste una persona non autosufficiente può avere necessità continuative. Lo stesso vale per un percorso educativo rivolto a un adolescente o per il sostegno a una situazione familiare complessa.

Un programma pluriennale può consentire di organizzare gli interventi con una prospettiva più ampia, a condizione che le risorse e i servizi vengano effettivamente attivati e gestiti.

FAQ – Domande frequenti

1. Sono previsti oltre 15 milioni di euro per i servizi sociali?

Sì. Sommando gli importi annui dei due partenariati e moltiplicandoli per cinque anni, il valore complessivo previsto è di 15.183.784 euro.

2. I soldi saranno versati direttamente alle famiglie?

L'avviso non prevede un bonus diretto per le famiglie. Riguarda la co-progettazione e la realizzazione di sistemi di servizi sociali.

3. Chi sono i principali destinatari degli interventi?

Persone in condizioni di fragilità sociale o sociosanitaria, familiari, caregiver, minori, giovani e famiglie con necessità di sostegno educativo o alla genitorialità.

4. Quando inizieranno i servizi?

Il testo pubblicato in Gazzetta non indica una data certa di avvio operativo. È indicata la scadenza del 30 novembre 2026 per la partecipazione alla procedura.

5. Possono partecipare le associazioni?

Possono essere interessati gli Enti del Terzo settore, ma le associazioni devono verificare i requisiti previsti dalla documentazione ufficiale.

6. Cosa significa residenzialità flessibile?

Si riferisce a soluzioni di accoglienza e assistenza adattabili alle necessità delle persone. Le caratteristiche specifiche dovranno essere definite nei progetti.

7. Che cosa deve fare un cittadino che ha bisogno di assistenza?

Può rivolgersi ai servizi sociali territorialmente competenti per conoscere i servizi attualmente disponibili. Non deve considerare questo avviso come una procedura di domanda individuale.

8. I servizi riguardano tutto il Piemonte?

No. L'avviso indica i territori della Valle di Susa e della Val Sangone.

Paragone semplice per capire la norma

Immaginiamo un condominio nel quale vivono diverse famiglie.

In un appartamento abita una persona anziana che ha bisogno di assistenza. In un altro vive una famiglia con un figlio adolescente che attraversa un periodo difficile.

Il condominio, da solo, non dispone delle competenze per affrontare tutte queste situazioni.

Ora immaginiamo che il Comune decida di costruire una rete di aiuto coinvolgendo associazioni, educatori e organizzazioni specializzate.

Invece di chiedere semplicemente a un soggetto di svolgere un elenco fisso di attività, l'amministrazione e le organizzazioni lavorano insieme per individuare le necessità e progettare risposte adeguate.

È questo il principio che aiuta a comprendere la co-progettazione.

Nel caso della Valle di Susa e della Val Sangone, il percorso è più complesso e regolato da precise disposizioni amministrative, ma l'idea di fondo è simile: mettere in relazione risorse pubbliche e competenze del territorio per organizzare servizi di interesse generale.

Conclusione

L'avviso del Con.I.S.A. Valle di Susa – Val Sangone rappresenta un passaggio importante nella programmazione dei servizi sociali territoriali.

Le risorse previste superano i 15 milioni di euro in cinque anni e riguardano due ambiti particolarmente delicati: la fragilità sociale e sociosanitaria, e il sostegno ai minori e alle famiglie.

La scadenza del 30 novembre 2026 interessa direttamente gli enti che intendono candidarsi.

Per i cittadini, il dato da seguire nei prossimi mesi sarà l'effettiva attivazione dei partenariati e dei servizi, con particolare attenzione alle modalità di accesso e ai benefici concreti per le persone.

Fonte: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 5ª Serie Speciale – Contratti Pubblici, n. 122 del 26 ottobre 2026, pagina 2, avviso TX26BFM437, Con.I.S.A. Valle di Susa – Val Sangone.

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