Borse di studio Bolzano 2026: requisiti, importi fino a 10.800 euro e quando vanno restituiti

Serie Regioni N. 0 03/10/2026 Approfondimenti Pubblicato il 03/10/2026 21:19
Condividi questo articolo

Nuove regole per le borse di studio della Provincia autonoma di Bolzano destinate a chi prosegue la formazione dopo la laurea, frequenta determinati percorsi universitari per l'abilitazione all'insegnamento oppure deve svolgere un tirocinio obbligatorio.

Il riferimento è il decreto del Presidente della Provincia 22 dicembre 2025, n. 34, contenuto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – 3ª Serie speciale “Regioni” n. 38 del 3 ottobre 2026.

Il regolamento riguarda in particolare master e corsi di specializzazione, dottorati di ricerca, corsi universitari per l'abilitazione all'insegnamento e tirocini formativi o professionali obbligatori.

Le nuove disposizioni non stabiliscono soltanto chi può ricevere gli aiuti. Regolano anche il calcolo delle borse, la situazione economica familiare, la compatibilità con altri contributi e i controlli effettuati dalla Provincia.

C'è poi un aspetto che gli studenti devono conoscere bene: in determinate circostanze la borsa ricevuta può dover essere restituita, in tutto o in parte, con gli interessi.

Quali percorsi possono beneficiare delle borse

Il nuovo regolamento riguarda diverse forme di formazione successiva alla laurea.

Sono contemplati:

corsi di specializzazione e master di II livello;

tirocini formativi o professionali obbligatori;

dottorati di ricerca (PhD);

corsi universitari per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento.

Al momento della presentazione della domanda il richiedente deve essere iscritto al percorso per il quale chiede il sostegno.

Il regolamento prevede inoltre specifiche condizioni relative al precedente percorso universitario e al conseguimento del titolo accademico.

Borse di studio per chi frequenta fuori dalla Provincia di Bolzano

Una delle situazioni disciplinate riguarda chi frequenta il percorso universitario o formativo fuori dalla Provincia autonoma di Bolzano.

In questo caso può assumere particolare importanza la residenza.

Il regolamento prevede, per la fattispecie disciplinata, una residenza anagrafica ininterrotta nella Provincia di Bolzano da almeno due anni al momento della presentazione della domanda, da mantenere almeno fino al termine intermedio o finale previsto dal bando.

Sono previste inoltre specifiche disposizioni relative alla cittadinanza, al soggiorno e all'iscrizione all'AIRE.

Per questo motivo chi studia fuori provincia deve controllare attentamente i requisiti indicati nel bando prima di presentare la domanda.

Non si può ricevere più volte la borsa per lo stesso tipo di formazione

Un altro principio importante riguarda la ripetizione del beneficio.

Il regolamento stabilisce che non è possibile beneficiare più di una volta della borsa per il medesimo tipo di formazione.

Inoltre, il richiedente non deve avere già concluso un corso dello stesso tipo di quello per il quale viene richiesto il nuovo sostegno.

L'obiettivo è evitare che la stessa tipologia di percorso venga finanziata più volte alla stessa persona.

Le regole per l'abilitazione all'insegnamento

Una parte specifica del regolamento riguarda i corsi universitari finalizzati al conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento.

Per questi percorsi, e per determinati corsi di specializzazione individuati annualmente dal bando, il sostegno è collegato alla necessità del percorso per l'iscrizione alle specifiche classi di concorso per l'insegnamento.

In termini semplici, non basta frequentare genericamente un corso collegato al mondo della scuola.

Il percorso deve rispettare le condizioni indicate dalla normativa e dal relativo bando provinciale.

Per quanto tempo può essere concessa la borsa

La durata del sostegno dipende dal tipo di formazione.

Per i corsi di specializzazione e i master di II livello viene presa in considerazione la durata normale del corso.

Per i tirocini formativi o professionali obbligatori può essere considerata l'intera durata del tirocinio.

Per il dottorato di ricerca il regolamento consente la concessione della borsa per la durata normale del PhD aumentata di un anno.

Per i corsi universitari finalizzati all'abilitazione all'insegnamento viene invece considerata la durata normale del percorso.

Quando il corso dura tre semestri, la borsa viene concessa per un solo anno accademico, corrispondente a due semestri, secondo le condizioni stabilite dal regolamento.

Master e specializzazioni: quanto può valere la borsa

Per i corsi di specializzazione e i master di II livello, l'importo base dipende dagli ECTS e dal carico di lavoro previsto.

Gli ECTS sono i crediti utilizzati nel sistema universitario europeo per quantificare il lavoro necessario allo studente per completare una determinata attività formativa.

Il regolamento prevede questi importi base:

da 30 a 36 ECTS: 6.000 euro;

da 37 a 43 ECTS: 7.200 euro;

da 44 a 50 ECTS: 8.400 euro;

almeno 51 ECTS e almeno 1.201 ore di lavoro: 9.600 euro.

Queste cifre rappresentano gli importi base previsti dal regolamento e non significano necessariamente che ogni studente riceverà automaticamente l'intera somma.

Entrano infatti in gioco altri elementi, tra cui situazione economica, modalità di frequenza e condizioni stabilite dal bando.

Cosa succede se il corso viene frequentato a distanza

La modalità di svolgimento del percorso può incidere sull'importo.

Per i corsi di specializzazione e master di II livello offerti a distanza, il regolamento prevede una borsa di 2.400 euro.

Inoltre, quando la frequenza prevista è inferiore a tre giorni alla settimana oppure a dieci giorni al mese, l'importo base può essere ridotto del 25%.

La modalità concreta di svolgimento della formazione diventa quindi uno degli elementi da valutare nel calcolo del beneficio.

Tirocini obbligatori: gli importi

Anche per i tirocini formativi o professionali obbligatori l'importo varia in funzione della durata.

Si parte da 2.400 euro per un tirocinio della durata compresa tra 90 e 119 giorni.

L'importo cresce progressivamente con l'aumentare della durata e può arrivare a 7.200 euro per tirocini compresi tra 330 e 365 giorni.

Il principio è semplice: maggiore è la durata riconosciuta del tirocinio, maggiore può essere l'importo base previsto.

Attenzione se il tirocinio è retribuito

Una delle regole più importanti riguarda chi percepisce già un compenso durante il tirocinio.

Se, nel periodo per il quale viene richiesta la borsa, lo studente percepisce un compenso per il tirocinio oppure una retribuzione superiore a 1.300 euro lordi al mese, la borsa non viene concessa.

Quando il compenso rimane invece entro i limiti previsti, può comunque incidere sull'importo.

Il regolamento prevede infatti, nelle diverse situazioni contemplate, riduzioni del 30%, 50% o 70%.

Chi svolge il tirocinio come libero professionista deve inoltre dichiarare le entrate fatturate.

Dottorato di ricerca: borsa fino a 10.800 euro

Il regolamento disciplina specificamente anche i dottorati di ricerca, conosciuti anche come PhD.

L'importo base varia in funzione della durata considerata.

Per un periodo compreso tra 180 e 209 giorni l'importo parte da 7.200 euro.

Successivamente aumenta progressivamente:

210-239 giorni: 7.800 euro;

240-269 giorni: 8.400 euro;

270-299 giorni: 9.000 euro;

300-365 giorni: 10.800 euro.

Per i dottorati offerti a distanza l'importo previsto è invece di 4.800 euro.

Dottorandi che ricevono già un compenso

Anche per i dottorandi bisogna prestare attenzione alla presenza di altri compensi.

Il regolamento prende in considerazione, in particolare, il compenso percepito come collaboratore scientifico o collaboratore di progetto per attività di ricerca svolta nell'ambito del PhD.

A seconda dell'importo percepito, la borsa può subire riduzioni del 30%, 50% o 70%.

Se il compenso supera 1.500 euro lordi al mese, la borsa non viene concessa.

Sono previste inoltre disposizioni che tengono conto delle tasse universitarie sostenute dal dottorando.

Abilitazione all'insegnamento: quanto spetta

Per i corsi universitari finalizzati all'abilitazione all'insegnamento e per i corsi di specializzazione individuati annualmente dal bando, il regolamento stabilisce specifici importi base.

Per i percorsi da 30 a 36 ECTS l'importo base è di 2.100 euro.

Per quelli da almeno 60 ECTS può arrivare a 4.200 euro.

Per i corsi universitari offerti a distanza l'importo indicato è invece di 1.000 euro.

Cos'è il VSE e perché è importante

Uno degli elementi centrali del sistema è il VSE – Valore della situazione economica.

In parole semplici, è l'indicatore utilizzato dalla Provincia per valutare la condizione economica del nucleo familiare ai fini della concessione e del calcolo di determinate prestazioni.

Per la valutazione vengono considerate le DURP – Dichiarazioni unificate di reddito e patrimonio relative al secondo anno precedente a quello nel quale viene presentata la domanda.

La situazione economica può quindi incidere concretamente sull'importo della borsa e sulla posizione del richiedente nella graduatoria.

Cosa succede se i soldi non bastano per tutti

Le risorse disponibili non sono necessariamente illimitate.

Il bando stabilisce l'importo complessivamente disponibile.

Se i fondi non sono sufficienti per finanziare tutte le persone che possiedono i requisiti, viene formata una graduatoria.

La situazione economica può attribuire fino a 60 punti: più basso è il VSE, maggiore può essere il punteggio.

Ulteriori punti vengono attribuiti sulla base degli ECTS o della durata della formazione.

In caso di parità sono previsti criteri per stabilire la precedenza.

La borsa viene liquidata in un'unica soluzione su un conto corrente intestato al beneficiario.

Posso ricevere contemporaneamente un'altra borsa?

Un altro punto fondamentale riguarda la cumulabilità.

Con questa parola tecnica si indica semplicemente la possibilità di ricevere contemporaneamente più agevolazioni economiche.

Le borse disciplinate dal nuovo regolamento non sono cumulabili con altre prestazioni economiche concesse per lo stesso periodo e per la stessa formazione del terzo ciclo da altre istituzioni pubbliche oppure da soggetti privati che ricevono sovvenzioni pubbliche.

Se allo studente vengono assegnati entrambi gli aiuti, dovrà scegliere quale mantenere e rinunciare agli altri secondo quanto previsto dal regolamento.

Quando bisogna restituire tutta la borsa di studio

Questa è probabilmente la parte del regolamento che merita maggiore attenzione.

Il bando stabilisce un merito minimo di studio e una durata minima della formazione necessari per mantenere il beneficio.

Se questi requisiti minimi non vengono raggiunti, il beneficiario deve restituire l'intero importo della borsa.

E non soltanto il capitale ricevuto.

Alla somma vengono aggiunti gli interessi legali, calcolati dalla data in cui il denaro è stato erogato.

Questo significa che ricevere la borsa non conclude il rapporto con la Provincia: il beneficiario deve successivamente dimostrare di aver rispettato le condizioni previste.

Quando si restituisce soltanto una parte

Non tutte le irregolarità comportano necessariamente la restituzione dell'intera borsa.

Se il merito effettivamente raggiunto è inferiore rispetto a quello dichiarato nella domanda oppure se la durata effettiva della formazione risulta inferiore rispetto a quella inizialmente indicata, può essere necessario restituire soltanto la differenza tra quanto ricevuto e quanto effettivamente spettante.

Anche in questo caso vengono applicati gli interessi legali previsti dal regolamento.

Un esempio pratico

Immaginiamo uno studente che ottenga una borsa calcolata sulla base di un tirocinio della durata dichiarata di diversi mesi.

Successivamente il tirocinio termina prima del previsto.

La durata effettiva può quindi collocare il beneficiario in una fascia economica inferiore rispetto a quella utilizzata inizialmente per calcolare la borsa.

In una situazione di questo tipo, se ricorrono le condizioni indicate dal regolamento, la Provincia può ricalcolare l'importo spettante e chiedere la restituzione della differenza, con gli interessi.

Controlli su almeno il 6% delle domande

La Provincia autonoma di Bolzano non si limita ad acquisire le dichiarazioni presentate dai richiedenti.

Il regolamento stabilisce che vengano effettuati controlli a campione su almeno il 6% delle domande ammesse al concorso.

La selezione delle pratiche avviene tramite sorteggio effettuato con un programma informatico.

L'ufficio provinciale può comunque eseguire ulteriori controlli quando li ritenga necessari.

In sostanza, anche una domanda inizialmente accolta può essere sottoposta successivamente a verifica.

Dichiarazioni false: cosa si rischia

Le conseguenze sono più serie quando dai controlli emergono dichiarazioni non veritiere oppure informazioni che avrebbero dovuto essere comunicate e sono state omesse.

Il beneficiario può decadere dal diritto al vantaggio economico ottenuto sulla base della dichiarazione irregolare.

Deve quindi restituire la borsa ricevuta, maggiorata degli interessi legali.

A questo possono aggiungersi le sanzioni amministrative previste dalla normativa e, quando ne ricorrono i presupposti, eventuali conseguenze penali.

Da quando valgono le nuove regole

Il decreto prevede l'entrata in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Il dato più importante per gli studenti è però un altro.

Il nuovo regolamento si applica alle domande per l'assegnazione delle borse di studio presentate a partire dal 15 gennaio 2026.

Contestualmente viene abrogato il precedente decreto del Presidente della Provincia 19 dicembre 2022, n. 30.

Cosa deve controllare uno studente prima di presentare la domanda

Prima di chiedere la borsa è importante verificare con attenzione il bando relativo all'anno interessato.

Non basta controllare soltanto il tipo di corso.

Bisogna verificare anche la propria situazione economica, la residenza quando richiesta, la durata della formazione, gli ECTS, eventuali compensi ricevuti, altre borse o contributi già concessi e gli obblighi da rispettare dopo l'erogazione.

Un controllo preventivo può evitare di ottenere una somma che successivamente debba essere restituita.

FAQ – Domande frequenti

Quali percorsi sono interessati dalle nuove borse di studio?

Il regolamento riguarda corsi di specializzazione e master di II livello, tirocini formativi o professionali obbligatori, dottorati di ricerca e determinati corsi universitari per l'abilitazione all'insegnamento.

Quanto può ricevere chi frequenta un master di II livello?

Gli importi base previsti vanno da 6.000 a 9.600 euro in funzione degli ECTS e del carico di lavoro. L'importo effettivo può però essere modificato dagli altri criteri previsti.

Quanto può ricevere un dottorando?

Per i dottorati gli importi base indicati dal regolamento possono andare da 7.200 fino a 10.800 euro in funzione della durata considerata. Per i dottorati a distanza è previsto un importo specifico di 4.800 euro.

Chi svolge un tirocinio retribuito può ottenere comunque la borsa?

Dipende dal compenso. Il regolamento prevede riduzioni in determinate fasce e stabilisce che la borsa non viene concessa quando il compenso per il tirocinio o la retribuzione supera 1.300 euro lordi mensili.

Un dottorando può lavorare e ricevere comunque la borsa?

Il regolamento considera specificamente i compensi come collaboratore scientifico o di progetto per l'attività di ricerca nell'ambito del PhD. Sono previste riduzioni e, superati 1.500 euro lordi mensili secondo la fattispecie disciplinata, la borsa non viene concessa.

È possibile avere contemporaneamente un'altra borsa?

Non quando si tratta di prestazioni economiche incompatibili riferite allo stesso periodo e alla stessa formazione secondo quanto stabilito dal regolamento. In caso di doppia assegnazione può essere necessario scegliere quale beneficio mantenere.

Quando bisogna restituire tutta la borsa?

Quando non vengono raggiunti il merito minimo o la durata minima della formazione stabiliti dal bando. L'importo deve essere restituito con gli interessi legali.

Quando bisogna restituire soltanto una parte?

Può accadere quando il merito effettivo o la durata effettiva risultano inferiori rispetto a quanto dichiarato e l'importo spettante deve essere ricalcolato.

La Provincia effettua controlli?

Sì. Il regolamento prevede controlli a campione su almeno il 6% delle domande ammesse, oltre alla possibilità di effettuare ulteriori verifiche.

Da quando si applica il nuovo regolamento?

Le disposizioni si applicano alle domande per le borse di studio presentate a partire dal 15 gennaio 2026.

Paragone semplice per capire il regolamento

Possiamo immaginare la borsa di studio come un biglietto pagato in parte dalla Provincia per completare un viaggio formativo.

Prima di consegnare il biglietto, la Provincia controlla se la persona possiede i requisiti: tipo di corso, residenza quando richiesta, situazione economica e altre condizioni.

Poi stabilisce quanto contribuire al viaggio. L'importo può cambiare in base alla durata del percorso, agli ECTS, al VSE, alle tasse universitarie e agli eventuali compensi percepiti.

Ma il biglietto viene concesso a determinate condizioni.

Se lo studente completa correttamente il percorso e raggiunge gli obiettivi previsti, mantiene il beneficio.

Se il percorso risulta più breve o diverso da quello dichiarato, può essere necessario restituire una parte del denaro.

Se invece non vengono raggiunti i requisiti minimi di merito o durata, può scattare la restituzione dell'intera borsa con gli interessi.

Per questo la regola più importante è semplice: prima di presentare la domanda non bisogna controllare soltanto quanto si può ricevere, ma anche quali condizioni bisognerà rispettare per poter conservare definitivamente la borsa di studio.

Incorpora questo articolo

Copia e incolla questo codice HTML nel tuo sito web:

Anteprima:

Nota: Il widget è completamente responsive e si adatta automaticamente alla larghezza del contenitore.

Tocca un punto per ingrandirlo, oppure trascina per selezionare un'area e leggerla comoda. Tocca di nuovo per tornare indietro.