Accisa gasolio settembre 2026: cosa cambia dall'11 al 17 settembre con il decreto 157

Serie Generale N. 0 10/09/2026 Approfondimenti Pubblicato il 10/09/2026 22:29
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Dal 11 al 17 settembre 2026 cambia l'accisa applicata al gasolio utilizzato come carburante. È una delle misure principali contenute nel decreto-legge 10 settembre 2026, n. 157, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 10 settembre.

Il Governo interviene in risposta a quello che il decreto definisce un «eccezionale incremento dei prezzi dei prodotti energetici», collegato al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali.

La misura ha una durata molto breve: sette giorni. Ma interessa potenzialmente milioni di automobilisti, oltre ad autotrasportatori e imprese che dipendono fortemente dal costo del carburante.

Vediamo cosa stabilisce realmente il decreto e, soprattutto, cosa può significare quando si arriva al distributore.

La nuova accisa sul gasolio: 532,90 euro ogni mille litri

L'articolo 1 del decreto-legge stabilisce che, dall'11 settembre al 17 settembre 2026, l'aliquota di accisa sul gasolio utilizzato come carburante viene rideterminata in:

532,90 euro per mille litri.

Tradotto in un valore più comprensibile significa:

0,5329 euro di accisa per ogni litro di gasolio.

L'accisa è un'imposta indiretta applicata dallo Stato su determinati prodotti, tra cui carburanti, energia e altri beni specificamente individuati dalla legge.

Nel caso dei carburanti rappresenta quindi una delle componenti fiscali che concorrono a determinare il prezzo finale.

Significa automaticamente che il gasolio scenderà dello stesso importo?

No.

Questo è uno degli aspetti più importanti da chiarire.

Il decreto stabilisce l'aliquota dell'accisa, ma non stabilisce quale debba essere il prezzo finale del gasolio esposto sul cartello del distributore.

Il prezzo alla pompa dipende infatti da più elementi: prezzo industriale del carburante, costi di distribuzione, margini commerciali, imposte e andamento del mercato petrolifero.

Per questo motivo non è corretto trasformare automaticamente la variazione fiscale in una previsione certa del prezzo che ogni automobilista troverà al distributore.

Il decreto pubblicato in Gazzetta non fissa un prezzo massimo del gasolio e non garantisce uno specifico ribasso in centesimi al litro.

Quanto pesa la nuova accisa su un pieno?

Possiamo però fare un calcolo semplice sul valore fiscale indicato dal decreto.

Con un'accisa di 0,5329 euro per litro, su un rifornimento di 50 litri la componente corrispondente all'accisa è:

26,645 euro.

Su 40 litri è circa:

21,32 euro.

Su 60 litri è circa:

31,97 euro.

Attenzione però: questi numeri rappresentano il valore dell'accisa calcolato sulla quantità di carburante e non il risparmio ottenuto rispetto al prezzo precedente.

Per conoscere con precisione il risparmio fiscale prodotto dalla misura occorre confrontare la nuova aliquota con quella che sarebbe stata applicata nello stesso periodo in assenza del decreto e considerare anche il trattamento fiscale complessivo.

La misura dura soltanto sette giorni

La caratteristica più evidente del provvedimento è la sua durata.

La nuova aliquota viene applicata:

dall'11 settembre 2026 al 17 settembre 2026.

Salvo ulteriori interventi normativi, quindi, la misura prevista dall'articolo 1 termina dopo una settimana.

Questo elemento fa capire la natura emergenziale del provvedimento.

Non siamo davanti a una riforma strutturale della tassazione dei carburanti, ma a un intervento temporaneo adottato dal Governo per fronteggiare una situazione eccezionale dei mercati energetici.

La misura riguarda anche HVO e biodiesel

Il decreto non interviene soltanto sul gasolio tradizionale.

Per lo stesso periodo viene rideterminata a 532,90 euro per mille litri anche l'accisa applicata a determinati carburanti alternativi.

In particolare vengono indicati i gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idrotrattamento, come l'HVO, e il biodiesel, quando vengono immessi in consumo come carburanti e rispettano le condizioni richiamate dalla normativa europea.

L'HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) è un carburante paraffinico ottenuto attraverso processi di idrotrattamento delle materie prime previste per la sua produzione.

Il biodiesel è invece un biocarburante destinato all'impiego nei motori diesel secondo le caratteristiche e le condizioni stabilite dalla normativa.

Il punto essenziale per il consumatore è semplice: il decreto estende la stessa aliquota temporanea prevista per il gasolio anche alle categorie di HVO e biodiesel che rispettano le condizioni indicate dalla legge.

Perché il Governo interviene proprio adesso?

La motivazione è scritta direttamente nel decreto.

Il Governo richiama la necessità e urgenza di adottare misure per contenere gli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti.

Il provvedimento parla inoltre dell'eccezionale incremento dei prezzi dei prodotti energetici.

La logica è quindi quella di intervenire temporaneamente sulla componente fiscale per attenuare almeno in parte gli effetti della pressione esercitata dai mercati energetici.

È importante distinguere i due fenomeni.

Lo Stato può intervenire sulle imposte applicate al carburante. Non può però, attraverso questa sola misura, eliminare le oscillazioni del prezzo internazionale del petrolio o degli altri fattori che determinano il costo industriale del prodotto.

Cosa cambia per gli autotrasportatori

Il decreto contiene anche un intervento specificamente collegato all'autotrasporto.

Viene modificato il decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, successivamente convertito nella legge 13 maggio 2026, n. 79.

Nel testo precedente il periodo considerato andava da marzo ad agosto.

Il nuovo decreto sostituisce questa indicazione con:

«da marzo a settembre».

In sostanza, la misura già prevista viene estesa anche al mese di settembre 2026.

Per questa finalità l'autorizzazione di spesa viene incrementata di 16 milioni di euro per il 2026.

Perché il gasolio è così importante per l'autotrasporto?

Pensiamo a una piccola impresa con dieci camion.

Un automobilista privato può consumare alcune decine di litri in una settimana. Un'azienda di trasporto può invece utilizzare migliaia di litri per mantenere in movimento la propria flotta.

Una variazione anche relativamente piccola del costo unitario, moltiplicata per migliaia o milioni di litri, può trasformarsi in una voce di spesa significativa.

Il problema non rimane necessariamente confinato all'azienda di trasporto.

Se trasportare alimenti, materiali, prodotti industriali e merci diventa più costoso, una parte dell'aumento può riflettersi lungo la catena distributiva.

E alla fine della catena c'è spesso il consumatore.

Quanto costa allo Stato l'intervento sulle accise?

Il decreto indica espressamente gli oneri finanziari.

Per le misure sulle aliquote previste dai primi due commi dell'articolo 1 vengono valutati:

86 milioni di euro per il 2026;

0,9 milioni di euro per il 2028.

A questi si aggiungono i 16 milioni di euro per il 2026 relativi alla misura per l'autotrasporto.

Il provvedimento disciplina anche la relativa copertura finanziaria attraverso il Fondo per gli interventi strutturali di politica economica e le altre modalità indicate nell'articolo 3.

Non c'è soltanto il carburante: il decreto accelera anche i progetti energetici

Il decreto-legge n. 157/2026 contiene un secondo capitolo molto importante, anche se meno immediatamente visibile per chi fa rifornimento.

L'articolo 2 introduce infatti misure per accelerare alcuni procedimenti riguardanti infrastrutture e attività energetiche strategiche.

Si parla in particolare di procedimenti per:

prospezione di idrocarburi;

ricerca;

coltivazione di idrocarburi sulla terraferma;

perforazione di pozzi;

rilascio e proroga di permessi di ricerca;

concessioni di coltivazione.

Cosa succede se una Regione non decide

La norma interviene sui casi nei quali sia necessaria un'intesa regionale.

Se la Regione interessata non si esprime entro 45 giorni dalla ricezione della documentazione, il Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, può assegnare un ulteriore termine non superiore a 60 giorni.

Per una specifica tipologia di procedimento richiamata dal decreto, il termine aggiuntivo non può superare 30 giorni.

Durante questo periodo deve essere avviata un'interlocuzione con la Regione per comprendere le ragioni del ritardo e acquisire gli elementi necessari alla decisione.

Quando può arrivare un commissario ad acta

Se la Regione continua a non pronunciarsi e il ritardo rischia di compromettere attività considerate di interesse strategico nazionale per la sicurezza energetica, la continuità degli approvvigionamenti o la tutela dell'unità economica della Repubblica, il Consiglio dei ministri può nominare un commissario ad acta.

Il commissario ad acta è un soggetto al quale viene attribuito il potere di adottare uno specifico atto al posto dell'amministrazione rimasta inattiva.

Nel caso previsto dal decreto può quindi rendere l'intesa sostituendosi alla Regione.

Alla riunione del Consiglio dei ministri deve comunque partecipare il presidente della Regione interessata.

Il commissario deve inoltre garantire forme adeguate di pubblicità e informazione ai territori e ai Comuni coinvolti sugli aspetti tecnici, socioeconomici e sulle tutele ambientali del progetto.

Quando entra in vigore

Il decreto-legge n. 157 entra in vigore l'11 settembre 2026, il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Il decreto-legge è un atto normativo adottato dal Governo in casi straordinari di necessità e urgenza, immediatamente efficace ma destinato a essere sottoposto al Parlamento per la conversione in legge.

Questo significa che il testo potrà essere esaminato dalle Camere durante l'iter parlamentare di conversione.

Cosa deve sapere chi fa rifornimento dall'11 settembre

La cosa più importante da ricordare è questa:

dal 11 al 17 settembre 2026 l'accisa sul gasolio viene fissata dal decreto a 532,90 euro per mille litri, cioè 0,5329 euro per litro.

La stessa aliquota temporanea riguarda HVO e biodiesel che soddisfano le condizioni previste dalla norma.

Questo però non significa che il prezzo esposto alla pompa debba diminuire automaticamente di un determinato numero di centesimi.

La Gazzetta stabilisce l'intervento fiscale. Il prezzo finale dipende anche dall'andamento del mercato e dalle altre componenti che concorrono alla formazione del prezzo.

FAQ – Domande frequenti

Da quando si applica la nuova accisa sul gasolio?

Dall'11 settembre 2026.

Fino a quando rimane in vigore?

La misura prevista dal decreto arriva fino al 17 settembre 2026.

Qual è la nuova aliquota?

L'accisa viene rideterminata in 532,90 euro per mille litri, equivalenti a 0,5329 euro per litro.

La misura riguarda soltanto il diesel tradizionale?

No. Per lo stesso periodo viene prevista la medesima aliquota anche per HVO e biodiesel immessi in consumo come carburanti, purché siano rispettate le condizioni indicate dalla normativa richiamata dal decreto.

Il prezzo alla pompa diminuirà automaticamente?

Non è possibile ricavarlo direttamente dal decreto. La norma modifica l'aliquota fiscale ma non stabilisce il prezzo finale che i distributori devono applicare.

Quanto risparmio facendo 50 litri di gasolio?

Il solo testo del decreto non consente di indicare correttamente il risparmio effettivo rispetto alla situazione precedente senza effettuare il confronto con l'aliquota altrimenti applicabile e con le altre componenti fiscali e di prezzo. Con la nuova aliquota, l'accisa corrispondente a 50 litri è pari a circa 26,65 euro, ma questa cifra non rappresenta il risparmio.

Ci sono misure per gli autotrasportatori?

Sì. Una misura già prevista viene estesa fino a settembre 2026, con ulteriori 16 milioni di euro di autorizzazione di spesa.

Quanto costa allo Stato la misura sulle accise?

Gli oneri dei primi due commi dell'articolo 1 sono valutati in 86 milioni di euro per il 2026 e 0,9 milioni per il 2028.

Il decreto riguarda anche nuovi pozzi e ricerca di idrocarburi?

Sì. Una parte distinta del decreto introduce procedure per accelerare alcuni procedimenti relativi alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sulla terraferma.

Il decreto è già in vigore?

Sì. Il testo stabilisce l'entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, quindi 11 settembre 2026.

Paragone semplice per capire la norma

Immaginiamo il prezzo di un litro di gasolio come una torta composta da diverse fette.

Una fetta rappresenta il costo industriale del carburante, un'altra i costi e i margini della distribuzione e altre ancora rappresentano le imposte.

L'accisa è una di queste fette.

Con il decreto-legge n. 157 il Governo interviene temporaneamente proprio su quella componente, fissandola a 532,90 euro per mille litri dal 11 al 17 settembre.

Ma modificare una fetta della torta non significa conoscere automaticamente la dimensione finale dell'intera torta: se contemporaneamente cambiano le altre componenti, anche il prezzo finale può muoversi.

È per questo che la variazione dell'accisa e la variazione del prezzo alla pompa non devono essere considerate automaticamente la stessa cosa.

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