L'identità digitale italiana si prepara a entrare pienamente nella nuova architettura europea.
Nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 10 settembre 2026 è stato pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 31 luglio 2026 che individua gli organismi nazionali competenti per l'identità digitale europea.
Dietro un titolo molto tecnico c'è una questione destinata a interessare milioni di cittadini e numerose imprese: chi controllerà il futuro portafoglio europeo di identità digitale fornito in Italia? Chi dovrà occuparsi della sicurezza? Chi certificherà il sistema? E soprattutto: che rapporto avrà con l'IT-Wallet italiano?
Il decreto costruisce una vera e propria catena di responsabilità.
Tra i protagonisti troviamo AgID, ACN, PagoPA, IPZS, ACCREDIA e il Dipartimento per la trasformazione digitale.
L'obiettivo è coordinare il sistema italiano con il nuovo quadro europeo previsto dal regolamento eIDAS.
Per capire il decreto bisogna partire dai nomi.
Il Sistema IT-Wallet viene definito dal provvedimento come il sistema di portafoglio digitale italiano previsto dall'articolo 64-quater del Codice dell'amministrazione digitale.
L'EUDIW-IT è invece definito come il portafoglio europeo di identità digitale fornito in Italia e conforme al regolamento europeo eIDAS.
La differenza non significa però che i due sistemi debbano procedere su strade completamente separate.
Al contrario.
Il decreto stabilisce espressamente che PagoPA S.p.A. fornisce il portafoglio europeo di identità digitale come evoluzione della soluzione IT-Wallet pubblica.
Questo è probabilmente il passaggio più importante da comprendere.
Possiamo immaginare l'IT-Wallet come la base italiana sulla quale viene costruita l'evoluzione compatibile con il sistema europeo.
Il decreto non descrive quindi EUDIW-IT come un'applicazione completamente scollegata dall'esperienza italiana.
Prevede invece che la soluzione pubblica IT-Wallet evolva nel portafoglio europeo di identità digitale fornito in Italia.
Il tutto deve avvenire nel rispetto del regolamento europeo eIDAS e delle relative regole tecniche.
L'eIDAS è il quadro normativo dell'Unione europea che disciplina l'identificazione elettronica e i servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato europeo.
Con l'arrivo del portafoglio europeo non basta realizzare un'applicazione.
Serve sapere chi controlla cosa.
Il DPCM ha quindi due obiettivi fondamentali.
Il primo è individuare gli organismi italiani competenti per l'identità digitale europea e i servizi fiduciari.
Il secondo è definire come questi soggetti devono coordinarsi, in modo da rispettare gli obblighi europei e mantenere coerenza tra il Sistema IT-Wallet e la soluzione EUDIW-IT.
In sostanza, il decreto disegna la governance del sistema.
Un ruolo centrale viene attribuito all'Agenzia per l'Italia Digitale – AgID.
Il decreto assegna ad AgID la vigilanza sui portafogli europei di identità digitale.
AgID diventa quindi l'organismo di vigilanza wallet, indicato anche con l'espressione inglese Supervisory body.
Tra i suoi compiti c'è la verifica del possesso e del mantenimento dei requisiti dei soggetti registrati che fanno affidamento sul portafoglio.
Questo comprende anche i fornitori di attestazioni elettroniche di attributi che interagiscono con i wallet.
È uno dei termini più burocratici del decreto.
La wallet-relying party, tradotta come parte facente affidamento sul portafoglio, può essere un soggetto pubblico o privato che utilizza il wallet europeo per fornire un servizio.
Nella definizione rientrano inoltre i fornitori dei dati di identificazione personale e i fornitori di attestazioni elettroniche di attributi per quanto riguarda le loro interazioni con il portafoglio.
Facciamo un esempio pratico.
Immaginiamo un servizio digitale che, in futuro e nei casi consentiti dalle regole applicabili, utilizzi il wallet per verificare una determinata informazione dell'utente.
Quel soggetto entra nell'ecosistema del portafoglio e deve rispettare i requisiti previsti.
Il sistema, quindi, non deve controllare soltanto il wallet in sé, ma anche gli attori che interagiscono con esso.
AgID avrà un secondo compito importante.
Opererà come punto di contatto unico per:
portafogli europei di identità digitale;
servizi fiduciari;
regimi di identificazione elettronica notificati.
Il Single point of contact è il riferimento nazionale attraverso il quale vengono coordinate le comunicazioni previste dal quadro europeo nelle materie assegnate.
AgID curerà, d'intesa con il Dipartimento per la trasformazione digitale e nei termini previsti, anche gli adempimenti relativi alle comunicazioni e notifiche alla Commissione europea.
Il decreto assegna ad AgID anche lo sviluppo e la gestione del registro delle parti facenti affidamento sul portafoglio.
Si tratta, in sostanza, del registro dei soggetti che interagiscono con EUDIW-IT secondo le regole previste.
Per l'infrastruttura tecnica di questo registro AgID si avvale dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – IPZS.
È un aspetto particolarmente importante per le imprese.
Un'azienda che in futuro voglia utilizzare il wallet europeo all'interno dei propri servizi non opererà in un ambiente privo di regole: dovrà inserirsi nell'ecosistema previsto dalla normativa e rispettarne requisiti e procedure.
L'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato svolge diversi compiti tecnici nell'architettura descritta dal decreto.
Uno dei più immediatamente comprensibili è proprio il supporto infrastrutturale al registro gestito da AgID.
Il provvedimento attribuisce inoltre a IPZS funzioni tecniche collegate ai dati di identificazione personale associati al portafoglio europeo e ai meccanismi necessari al funzionamento dell'ecosistema.
In termini semplici, se AgID rappresenta uno dei principali soggetti di regolazione e vigilanza, IPZS svolge funzioni infrastrutturali e tecniche essenziali previste dal decreto.
Un'altra risposta importante arriva dal decreto:
PagoPA S.p.A. viene individuata come Wallet provider della soluzione pubblica.
Il Wallet provider è il soggetto responsabile della fornitura del portafoglio europeo di identità digitale.
Il decreto specifica che PagoPA fornisce EUDIW-IT come evoluzione della soluzione IT-Wallet pubblica.
Per il cittadino questa è probabilmente la frase più importante dell'intero provvedimento.
Significa che il percorso verso il wallet europeo viene costruito sulla soluzione pubblica italiana già prevista dalla normativa sull'IT-Wallet, anziché creare nel decreto un sistema completamente indipendente.
Se nel portafoglio digitale devono transitare identità, attributi e credenziali, la sicurezza informatica diventa un elemento centrale.
Qui entra in gioco l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale – ACN.
Il decreto istituisce il Sistema di certificazione EUDIW-IT, cioè il sistema nazionale di certificazione dei portafogli europei di identità digitale.
La titolarità di questo sistema viene divisa tra due soggetti:
ACN per gli aspetti di cybersicurezza;
AgID per gli aspetti funzionali.
La distinzione è molto chiara.
ACN guarda principalmente alla sicurezza informatica.
AgID guarda al corretto funzionamento del sistema rispetto ai requisiti funzionali.
ACN deve individuare e aggiornare i requisiti di cybersicurezza del sistema di certificazione EUDIW-IT.
Inoltre viene designata come organismo di valutazione della conformità per questi requisiti.
I relativi certificati di cybersicurezza vengono rilasciati attraverso l'Organismo di certificazione della sicurezza informatica – OCSI.
La certificazione di cybersicurezza serve, in termini semplici, a verificare secondo le regole previste che determinati requisiti di sicurezza informatica siano rispettati.
È un passaggio essenziale perché un portafoglio digitale utilizzato per dimostrare la propria identità deve avere standard di sicurezza molto elevati.
AgID individua e aggiorna i requisiti funzionali del Sistema di certificazione EUDIW-IT e le relative modalità di valutazione.
Questi requisiti devono seguire l'evoluzione delle norme, delle specifiche e delle procedure europee.
Il decreto affronta anche una situazione transitoria.
Se non fossero ancora disponibili tutti gli strumenti tecnici necessari per la valutazione della conformità funzionale, AgID potrà definire requisiti e modalità di valutazione temporanei, in modo da consentire l'operatività del sistema e successivamente completarne l'allineamento.
Questo dimostra che il sistema è pensato come un'architettura destinata ad evolversi insieme alle regole tecniche europee.
C'è poi un altro soggetto importante: ACCREDIA.
Il decreto stabilisce che gli organismi di certificazione relativi al Sistema EUDIW-IT vengono accreditati da ACCREDIA.
L'accreditamento è il processo attraverso il quale viene verificata la competenza di un organismo a svolgere determinate attività di valutazione e certificazione secondo le regole previste.
Possiamo immaginare il sistema come una catena di fiducia.
Non basta avere qualcuno che rilascia un certificato.
Bisogna anche avere un sistema che stabilisca chi è qualificato per svolgere quella certificazione.
Semplificando molto, possiamo rappresentarla così:
ACN → requisiti di cybersicurezza
AgID → requisiti funzionali
ACCREDIA → accreditamento degli organismi di certificazione
organismi accreditati → valutazioni previste dal sistema
ACN/OCSI → certificati relativi alla cybersicurezza
AgID → attestazioni previste per la componente funzionale e vigilanza sul wallet
Una volta acquisiti i certificati di conformità previsti, AgID informa la Commissione europea e il gruppo di cooperazione per l'identità digitale europea sui portafogli certificati, affinché possano essere inseriti nell'elenco europeo previsto dal regolamento eIDAS.
Con così tanti soggetti coinvolti serve qualcuno che assicuri il coordinamento generale.
Questo compito viene assegnato al Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Il Dipartimento deve garantire il coordinamento centrale degli organismi coinvolti e promuovere la coerenza delle loro attività nell'attuazione del quadro europeo.
Gli organismi devono inoltre cooperare tra loro e possono definire accordi e protocolli operativi.
Devono anche riferire periodicamente al Dipartimento sulle attività svolte.
Il decreto prevede inoltre che il Dipartimento promuova, insieme agli organismi interessati, iniziative comuni di:
informazione;
formazione;
confronto.
L'obiettivo è mantenere unitaria l'azione amministrativa italiana nel settore dell'identità digitale europea.
Questo passaggio è importante perché il nuovo wallet non è soltanto un progetto informatico.
È un ecosistema nel quale devono lavorare insieme amministrazioni, soggetti tecnici, organismi di certificazione e fornitori di servizi pubblici e privati.
La domanda più importante per il cittadino è probabilmente questa:
dovremo abbandonare l'IT-Wallet e passare a qualcosa di completamente diverso?
Il DPCM pubblicato in questa Gazzetta non dice questo.
Al contrario, stabilisce che PagoPA fornisce il portafoglio europeo di identità digitale quale evoluzione della soluzione IT-Wallet pubblica.
Quindi, dal punto di vista istituzionale, il nuovo EUDIW-IT rappresenta un'evoluzione verso il quadro europeo.
Il Sistema IT-Wallet resta infatti espressamente richiamato dal decreto, che punta ad assicurare la coerenza tra IT-Wallet ed EUDIW-IT.
Su questo punto è importante non andare oltre ciò che dice il provvedimento.
Il DPCM del 31 luglio 2026 non stabilisce, da solo, l'abolizione di SPID o della Carta d'identità elettronica.
Il suo oggetto principale è un altro: individuare gli organismi competenti per l'identità digitale europea, organizzare il coordinamento e costruire il sistema nazionale di certificazione del wallet.
Non sarebbe quindi corretto leggere questa Gazzetta come l'annuncio dell'immediata scomparsa degli attuali strumenti di identità digitale.
Immaginiamo una persona che oggi utilizza diversi strumenti digitali per accedere a servizi e dimostrare determinate informazioni.
La logica del wallet europeo è quella di creare un portafoglio digitale conforme a regole comuni europee.
Il DPCM analizzato, però, non è principalmente il provvedimento che elenca tutte le funzioni concrete che il cittadino potrà utilizzare.
È soprattutto il decreto che stabilisce chi deve governare, controllare, certificare e coordinare il sistema italiano.
Per il cittadino la conseguenza più importante è quindi indiretta ma fondamentale: dietro il futuro wallet dovrà esistere una struttura di responsabilità e controllo chiaramente definita.
Per le imprese il decreto può avere un'importanza ancora maggiore.
Un soggetto privato che utilizza il wallet europeo per fornire i propri servizi può rientrare nella categoria delle wallet-relying parties.
Questo significa entrare in un ecosistema regolamentato.
AgID è responsabile della verifica del possesso e del mantenimento dei requisiti delle parti registrate.
Esiste inoltre un registro specifico.
Per un'impresa che vorrà integrare il wallet nei propri servizi, quindi, non si tratterà semplicemente di aggiungere un nuovo pulsante “Accedi”.
Dovranno essere rispettate le regole tecniche, organizzative e di sicurezza previste dall'ecosistema.
Immaginiamo un cittadino che utilizzi il futuro wallet europeo italiano per accedere a un servizio.
Dietro il semplice gesto sullo smartphone esiste una catena molto più complessa.
PagoPA fornisce il wallet pubblico come evoluzione dell'IT-Wallet.
AgID vigila sul sistema e sui soggetti registrati che utilizzano il wallet.
ACN presidia la componente di cybersicurezza e i relativi requisiti.
ACCREDIA accredita gli organismi di certificazione previsti.
IPZS svolge le funzioni tecniche e infrastrutturali assegnategli.
Il Dipartimento per la trasformazione digitale coordina l'insieme.
Quello che per il cittadino appare come un unico portafoglio sul telefono è quindi sostenuto da una rete di soggetti con responsabilità differenti.
Un'identità digitale ha valore soltanto se chi la riceve può fidarsi del sistema che la produce.
La questione diventa ancora più importante quando il portafoglio deve inserirsi in un quadro europeo.
Il sistema di certificazione serve quindi a creare una catena verificabile di fiducia.
Non basta dichiarare che un wallet è sicuro e conforme.
Devono esistere requisiti, organismi competenti, valutazioni e certificazioni.
È questa una delle funzioni principali del DPCM del 31 luglio 2026.
Il provvedimento italiano si inserisce nel nuovo quadro del regolamento eIDAS, modificato dal regolamento europeo del 2024 sull'identità digitale.
L'Italia deve quindi organizzare il proprio sistema nazionale in maniera coerente con le regole europee.
Una volta completato il percorso di certificazione previsto, AgID comunica alla Commissione europea le informazioni relative ai portafogli certificati per l'inserimento nell'elenco europeo previsto dalla normativa.
Questo è il passaggio che collega direttamente l'infrastruttura italiana all'ecosistema europeo.
AgID
Vigila sui wallet europei, verifica i requisiti dei soggetti registrati, opera come punto di contatto unico, gestisce il registro delle wallet-relying parties e presidia gli aspetti funzionali della certificazione.
ACN
Definisce e aggiorna i requisiti di cybersicurezza e presidia la relativa valutazione e certificazione secondo quanto stabilito dal decreto.
PagoPA
Fornisce il portafoglio europeo di identità digitale pubblico come evoluzione della soluzione IT-Wallet pubblica.
IPZS
Svolge le funzioni tecniche e infrastrutturali attribuite dal decreto, comprese quelle collegate all'infrastruttura del registro.
ACCREDIA
Accredita gli organismi di certificazione relativi al Sistema EUDIW-IT.
Dipartimento per la trasformazione digitale
Coordina centralmente gli organismi e promuove cooperazione, informazione e formazione.
La Gazzetta del 10 settembre non introduce semplicemente “una nuova app”.
Fa qualcosa di meno visibile ma fondamentale: stabilisce chi risponde del funzionamento e della sicurezza dell'identità digitale europea in Italia.
Per il cittadino, quindi, la novità principale non è necessariamente un cambiamento immediatamente visibile sullo smartphone.
È la costruzione della struttura istituzionale che deve permettere alla soluzione italiana di diventare un portafoglio europeo conforme, controllato e certificato.
Cos'è EUDIW-IT?
È il portafoglio europeo di identità digitale fornito in Italia, conforme al regolamento europeo eIDAS.
EUDIW-IT sostituisce completamente l'IT-Wallet?
Il DPCM dice che PagoPA fornisce il portafoglio europeo come evoluzione della soluzione IT-Wallet pubblica. Il decreto punta inoltre ad assicurare la coerenza tra Sistema IT-Wallet ed EUDIW-IT.
Chi fornirà il wallet pubblico europeo in Italia?
Il decreto assegna questo ruolo a PagoPA S.p.A.
Chi controllerà il Wallet?
Un ruolo centrale di vigilanza viene attribuito ad AgID, che è indicata come organismo di vigilanza sui portafogli europei di identità digitale.
Chi controllerà la sicurezza informatica?
L'Agenzia per la cybersicurezza nazionale – ACN è responsabile degli aspetti di cybersicurezza del Sistema di certificazione EUDIW-IT.
Che ruolo ha AgID nella certificazione?
AgID è responsabile degli aspetti funzionali del sistema di certificazione, definisce e aggiorna i relativi requisiti e svolge le ulteriori funzioni attribuite dal decreto.
A cosa serve ACCREDIA?
ACCREDIA accredita gli organismi di certificazione relativi al Sistema EUDIW-IT.
Che ruolo ha IPZS?
L'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato svolge funzioni tecniche e infrastrutturali previste dal decreto, tra cui quelle relative all'infrastruttura tecnica del registro delle parti che fanno affidamento sul wallet.
Le imprese potranno utilizzare EUDIW-IT?
Il decreto contempla espressamente fornitori di servizi pubblici e privati tra le parti che possono fare affidamento sul wallet. Tali soggetti rientrano però in un ecosistema regolamentato e devono rispettare i requisiti previsti.
SPID viene abolito con questo decreto?
No. Questo DPCM non dispone, da solo, l'abolizione di SPID.
La Carta d'identità elettronica viene eliminata?
Il decreto analizzato non dispone l'eliminazione della CIE. Il suo oggetto è la governance dell'identità digitale europea e il coordinamento con IT-Wallet.
Il Wallet sarà automaticamente sicuro solo perché è europeo?
Il decreto costruisce proprio un sistema di controlli e certificazioni. ACN presidia gli aspetti di cybersicurezza, AgID quelli funzionali e ACCREDIA accredita gli organismi di certificazione.
Pensiamo a EUDIW-IT come a un nuovo aeroporto internazionale.
Per il passeggero l'esperienza deve essere semplice: entra, supera i controlli e utilizza il servizio.
Dietro le quinte, però, servono soggetti diversi.
Qualcuno gestisce l'aeroporto, qualcuno controlla la sicurezza, qualcuno verifica che le procedure siano rispettate, qualcuno certifica gli impianti e qualcuno coordina tutto il sistema.
Con EUDIW-IT accade qualcosa di simile.
PagoPA fornisce il wallet pubblico.
AgID vigila sul funzionamento dell'ecosistema e sui soggetti coinvolti.
ACN presidia la cybersicurezza.
ACCREDIA accredita gli organismi che svolgono le attività di certificazione previste.
IPZS fornisce componenti tecniche e infrastrutturali assegnategli.
Il Dipartimento per la trasformazione digitale tiene insieme l'architettura istituzionale.
Sul telefono il cittadino vedrà un portafoglio digitale.
Dietro quel portafoglio, invece, funzionerà una vera catena nazionale ed europea di fiducia, controllo e certificazione.
Tocca un punto per ingrandirlo, oppure trascina per selezionare un'area e leggerla comoda. Tocca di nuovo per tornare indietro.