La notizia può facilmente essere fraintesa: nella Gazzetta Ufficiale compare una decisione europea dedicata all’“Introduzione di un reddito di base incondizionato (RBI) in tutta l’UE”.
Ma il punto fondamentale è questo: l’Unione europea non ha introdotto un reddito di base europeo, non ha approvato un nuovo assegno e non ha stabilito pagamenti automatici ai cittadini.
La Decisione di esecuzione (UE) 2026/1798 della Commissione, del 7 luglio 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale italiana del 10 settembre 2026, riguarda esclusivamente la registrazione di un’iniziativa dei cittadini europei.
Si tratta quindi dell’avvio formale di una procedura politica europea promossa da cittadini, non della nascita di una nuova misura economica.
L’articolo 1 della decisione è molto chiaro: viene registrata l’iniziativa dei cittadini europei intitolata “Introduzione di un reddito di base incondizionato (RBI) in tutta l’UE”.
La parola decisiva è registrata.
La Commissione non dice che il reddito di base viene istituito. Non stabilisce un importo. Non individua beneficiari. Non fissa una data di pagamento. Non crea un nuovo fondo europeo.
Autorizza invece gli organizzatori a portare avanti formalmente la loro iniziativa nell’ambito dello strumento europeo previsto dal Regolamento (UE) 2019/788.
L’iniziativa dei cittadini europei, spesso indicata anche come ICE, è uno strumento che consente ai cittadini di chiedere alle istituzioni europee di prendere in considerazione una determinata proposta politica.
È quindi qualcosa di molto diverso da un regolamento che introduce direttamente un beneficio economico.
Possiamo immaginarla come una grande petizione europea dotata però di una procedura giuridica specifica.
La registrazione rappresenta il momento in cui la Commissione verifica che l’iniziativa possa entrare formalmente nel percorso previsto dalla normativa.
Non equivale però all’approvazione della proposta contenuta nell’iniziativa.
La prima richiesta di registrazione è stata presentata alla Commissione il 14 maggio 2026.
La Commissione ha però rilevato un problema: nella formulazione iniziale, l’iniziativa risultava manifestamente al di fuori della sua competenza a presentare una proposta di atto giuridico dell’Unione per applicare i trattati.
Per questo, il 15 giugno 2026, ha informato gli organizzatori della possibilità di modificare l’iniziativa, mantenerla nella versione originaria oppure ritirarla.
Gli organizzatori hanno scelto di modificarla.
La nuova versione è stata presentata il 16 giugno 2026.
Lo scopo dichiarato dell’iniziativa modificata è quello di promuovere l’istituzione nell’Unione europea di un reddito di base incondizionato.
Secondo gli organizzatori, lo sviluppo rapido dell’intelligenza artificiale e della robotica potrebbe modificare profondamente il mercato del lavoro, rendendo necessario separare maggiormente il sostentamento economico dalla possibilità di vendere la propria forza lavoro.
La richiesta rivolta alla Commissione è quindi di adottare misure e strumenti giuridici utili a contribuire all’introduzione del RBI negli Stati membri e di formulare una raccomandazione affinché gli Stati valutino l’introduzione di questo tipo di reddito.
Questa è però la posizione degli organizzatori, non della Commissione europea.
Questo è probabilmente il passaggio più importante dell’intera decisione.
La stessa Commissione precisa espressamente che la registrazione non significa che confermi la correttezza fattuale dei contenuti dell’iniziativa.
Il contenuto resta sotto la responsabilità degli organizzatori e non può essere considerato rappresentativo dell’opinione della Commissione europea.
Tradotto in termini semplici:
Bruxelles ha detto “questa iniziativa può essere registrata”, non “approviamo il reddito di base europeo”.
È una differenza enorme.
La nuova formulazione è risultata compatibile con alcune competenze che la Commissione può esercitare nell’ambito dei trattati.
La decisione richiama in particolare gli articoli 121 e 148 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Secondo il documento, la Commissione può raccomandare al Consiglio di elaborare indirizzi di massima sulle politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione.
Può inoltre proporre orientamenti in materia di occupazione di cui gli Stati membri devono tenere conto nelle rispettive politiche.
Per questo motivo, nella versione modificata, la Commissione ha ritenuto che nessuna parte dell’iniziativa risultasse manifestamente estranea alle sue competenze.
Attenzione però: anche questo non significa che esista già la base giuridica per imporre a tutti gli Stati un identico reddito di base.
Significa soltanto che l’iniziativa, così riformulata, può essere ammessa alla procedura prevista.
Il reddito di base incondizionato è un modello teorico di sostegno economico nel quale viene riconosciuto un reddito senza collegarlo necessariamente alle tradizionali condizioni previste da molti strumenti assistenziali, come perdita del lavoro o appartenenza a una specifica categoria.
Nel documento pubblicato in Gazzetta non vengono però fissati:
Questi elementi non fanno parte della decisione di registrazione.
È importante evitare un altro equivoco.
Questa decisione non istituisce un “bonus UE”.
Non esiste, sulla base del provvedimento pubblicato in questa Gazzetta, una domanda da presentare per ottenere il reddito di base.
Non esiste un portale per richiedere il pagamento.
Non esiste una graduatoria.
Non esiste un assegno già quantificato.
Un cittadino italiano che legge questa decisione non acquisisce quindi alcun diritto immediato a ricevere denaro dall’Unione europea.
Uno degli elementi politicamente più interessanti dell’iniziativa è il collegamento con intelligenza artificiale e robotica.
Gli organizzatori sostengono che la crescita dell’automazione potrebbe ridurre progressivamente il numero di posti di lavoro disponibili e rendere necessario ripensare il rapporto tra lavoro e reddito.
È però importante distinguere ancora una volta due livelli.
La Gazzetta registra questa motivazione perché fa parte dell’iniziativa presentata.
Non significa che la Commissione europea abbia certificato che l’intelligenza artificiale eliminerà posti di lavoro in misura tale da rendere necessario un reddito universale.
La decisione specifica infatti che le affermazioni contenute nell’iniziativa rimangono sotto la responsabilità degli organizzatori.
La registrazione consente all’iniziativa di proseguire lungo il percorso previsto per le iniziative dei cittadini europei.
Ma il passaggio dalla registrazione a un eventuale intervento politico è tutt’altro che automatico.
La stessa decisione sottolinea che la registrazione non pregiudica la successiva valutazione delle condizioni sostanziali che sarebbero necessarie perché la Commissione intervenga.
Tra gli aspetti da valutare vengono citati anche proporzionalità, sussidiarietà e compatibilità con i diritti fondamentali.
Il principio di sussidiarietà significa, semplificando, che l’Unione deve intervenire soltanto quando gli obiettivi possono essere raggiunti meglio a livello europeo piuttosto che esclusivamente dai singoli Stati.
Il principio di proporzionalità richiede invece che un intervento europeo non vada oltre quanto necessario per raggiungere il suo obiettivo.
Altro punto essenziale: la registrazione dell’iniziativa non obbliga l’Italia o gli altri Stati dell’Unione a introdurre immediatamente il reddito di base.
La decisione evidenzia che la Commissione potrebbe agire attraverso strumenti quali raccomandazioni o proposte di orientamenti sulle politiche economiche e occupazionali.
Una raccomandazione europea, però, non è automaticamente equivalente a una legge nazionale che dispone un pagamento.
Per arrivare a una concreta misura economica sarebbero necessari ulteriori passaggi politici e giuridici, che questa decisione non contiene.
Immaginiamo un gruppo di cittadini che chiede al proprio Comune di creare un nuovo servizio gratuito di trasporto pubblico.
Il Comune verifica che la proposta possa essere formalmente presentata e permette ai promotori di raccogliere adesioni.
Questo non significa che gli autobus gratuiti esistano già.
Non significa nemmeno che il Comune abbia già stanziato il denaro.
Significa soltanto che la proposta ha superato il primo controllo formale e può continuare il proprio percorso.
È sostanzialmente ciò che è accaduto con il reddito di base europeo.
La decisione individua come destinatario il gruppo di organizzatori dell’iniziativa.
Le persone indicate come contatti sono Klaus Sambor e Michele Gianella.
Questo dato conferma ulteriormente la natura del provvedimento: il destinatario non è la generalità dei cittadini europei e non sono gli enti previdenziali nazionali.
È il gruppo che ha promosso l’iniziativa.
Dal punto di vista economico immediato, nulla.
La decisione non modifica pensioni, Reddito di cittadinanza, Assegno di inclusione o altri strumenti nazionali.
Non crea una nuova prestazione previdenziale.
Non introduce un diritto individuale a una somma mensile.
Quello che cambia è il piano politico: un’iniziativa che propone un reddito di base incondizionato in tutta l’UE è stata ammessa formalmente al meccanismo europeo delle iniziative dei cittadini.
È quindi una questione che può entrare più strutturalmente nel dibattito istituzionale europeo, ma siamo ancora molto lontani dall’eventuale nascita di un vero reddito di base europeo.
L’Unione europea ha approvato un reddito di base universale?
No. La Decisione di esecuzione (UE) 2026/1798 ha soltanto registrato un’iniziativa dei cittadini europei che propone l’introduzione di un reddito di base incondizionato.
Posso fare domanda per ricevere questo reddito?
No. Il provvedimento non introduce alcun beneficio economico e non prevede domande, importi o pagamenti.
Quanto sarebbe il reddito di base europeo?
La decisione non stabilisce alcun importo. La Gazzetta pubblicata non contiene una misura economica già definita.
Chi ha proposto l’iniziativa?
È stata presentata da un gruppo di organizzatori. La decisione indica Klaus Sambor e Michele Gianella come persone di contatto.
Perché la prima proposta non era stata accettata subito?
La Commissione aveva ritenuto che la versione presentata il 14 maggio 2026 esulasse manifestamente dalla sua competenza di presentare una proposta di atto giuridico dell’Unione. Gli organizzatori hanno quindi presentato una versione modificata il 16 giugno.
Perché la versione modificata è stata registrata?
Perché la Commissione ha ritenuto che, così riformulata, nessuna parte dell’iniziativa fosse manifestamente al di fuori delle sue competenze. Il documento richiama, tra l’altro, le competenze europee sugli indirizzi di politica economica e sugli orientamenti in materia di occupazione.
La Commissione europea sostiene il reddito di base?
La decisione non dice questo. Anzi, precisa espressamente che la registrazione non equivale a confermare la correttezza delle affermazioni contenute nell’iniziativa e che esse non rappresentano il punto di vista della Commissione.
L’Italia sarà obbligata a introdurlo?
Non sulla base di questa decisione. Non viene imposto alcun nuovo reddito agli Stati membri.
L’intelligenza artificiale è il motivo dell’iniziativa?
È uno dei principali argomenti presentati dagli organizzatori, secondo i quali IA e robotica potrebbero trasformare radicalmente il lavoro. Si tratta però della loro motivazione politica, non di una conclusione ufficiale della Commissione.
Quando entrerà in vigore il reddito di base europeo?
Non esiste una data, perché il reddito di base europeo non è stato istituito da questa decisione.
Pensiamo a un referendum o a una proposta popolare.
Quando l’autorità competente dichiara che una proposta è ammissibile, non significa che quella proposta sia diventata legge.
Significa semplicemente che può iniziare il percorso previsto: raccolta del sostegno, discussione e valutazione istituzionale.
La decisione europea sul reddito di base funziona nello stesso modo.
È stato dato il via libera alla proposta, non al pagamento.
Questa è la frase più semplice da ricordare.
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