Il Consiglio comunale di Castellammare di Stabia è stato sciolto e la gestione dell'ente affidata per 18 mesi a una commissione straordinaria. Ma per comprendere davvero la portata del provvedimento bisogna andare oltre il decreto e leggere la lunga relazione prefettizia pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 2 settembre 2026.
Il documento ricostruisce un quadro che, secondo gli accertamenti, non riguarda un singolo appalto o un episodio amministrativo isolato. Gli ispettori descrivono invece una combinazione di relazioni politiche considerate problematiche, debolezza degli uffici, controlli insufficienti, affidamenti diretti, anomalie urbanistiche e difficoltà nella gestione del patrimonio pubblico.
La conclusione delle autorità è stata che esistessero elementi concreti, univoci e rilevanti di collegamento diretto o indiretto tra componenti dell'amministrazione locale ed esponenti della criminalità organizzata, oltre a forme di condizionamento dell'ente.
È importante una precisazione: quanto segue ricostruisce ciò che viene contestato e valutato nella relazione prefettizia e negli accertamenti amministrativi pubblicati in Gazzetta, senza trasformare automaticamente tali valutazioni in responsabilità penali individuali.
Il decreto del Presidente della Repubblica è datato 16 luglio 2026.
Il Consiglio comunale viene sciolto ai sensi dell'articolo 143 del decreto legislativo n. 267 del 2000, il Testo unico degli enti locali.
La gestione viene affidata per 18 mesi a tre commissari:
Dario Caputo, prefetto a riposo; Mara Moscato, viceprefetto; Maurizio Vallone, dirigente di prima fascia dell'Area Funzioni centrali a riposo.
La commissione esercita le attribuzioni normalmente spettanti al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale, oltre agli altri poteri collegati a queste funzioni.
L'articolo 143 del TUEL consente l'intervento dello Stato sugli enti locali quando emergono gli elementi previsti dalla legge relativi a collegamenti con la criminalità organizzata o a forme di condizionamento capaci di compromettere la libera determinazione degli organi, il buon andamento o l'imparzialità dell'amministrazione.
In termini semplici, non stiamo parlando del normale commissariamento provocato, per esempio, dalle dimissioni di un sindaco o dalla crisi di una maggioranza.
Qui lo Stato sostiene che il funzionamento dell'ente sia stato compromesso da una situazione molto più profonda.
Ed è proprio questo il punto centrale della relazione su Castellammare.
C'è un elemento che rende il caso ancora più significativo.
Castellammare di Stabia era già stata sciolta ai sensi dell'articolo 143 con decreto del Presidente della Repubblica del 28 febbraio 2022.
Era quindi iniziata una gestione commissariale durata fino al giugno 2024, quando, dopo le elezioni amministrative dell'8 e 9 giugno, erano entrati in carica i nuovi organi elettivi.
Secondo la relazione, il nuovo assetto politico avrebbe dovuto rappresentare una forte discontinuità rispetto al passato.
Gli ispettori ritengono invece che il rinnovo formale degli organi elettivi non abbia determinato una completa interruzione dei circuiti politico-amministrativi considerati problematici.
Ed è qui che comincia una delle parti più delicate dell'indagine.
La commissione ha esaminato anche candidature, rapporti personali, familiari e professionali e la composizione della rappresentanza politica.
La relazione parla di una continuità "soggettiva e relazionale" rispetto alla precedente consiliatura: vengono richiamati consiglieri riconfermati, persone già candidate nelle precedenti elezioni e figure che erano già state segnalate nella precedente attività ispettiva.
Per numerosi consiglieri, inoltre, la relazione riferisce elementi di attenzione antimafia collegati a rapporti di parentela, prossimità, frequentazione e contiguità ambientale, oltre a collegamenti professionali o societari con realtà economiche considerate meritevoli di attenzione.
Questo passaggio va interpretato correttamente: una parentela o una frequentazione non equivale automaticamente a una responsabilità penale. La relazione utilizza questi elementi all'interno di una valutazione amministrativa complessiva sul rischio di condizionamento dell'ente.
La relazione dedica spazio anche a un episodio apparentemente lontano da appalti e pratiche amministrative: i festeggiamenti per la conclusione della stagione calcistica.
Secondo il documento, alcuni soggetti considerati controindicati, individuati come vertici di gruppi ultras e ricondotti attraverso legami familiari e contiguità all'area d'influenza della criminalità organizzata locale, furono accolti sul palco istituzionale per consegnare una targa a un calciatore.
Per gli ispettori l'episodio assume rilievo perché, in un territorio particolarmente delicato, offrire visibilità istituzionale a determinate figure può produrre una forma di legittimazione sociale.
La relazione rileva inoltre che la successiva presa di distanza del sindaco arrivò dopo il clamore mediatico provocato dalla diffusione delle immagini.
Una delle parti più interessanti dell'intera relazione riguarda la macchina amministrativa.
Il problema individuato dagli ispettori non sarebbe stato solamente politico.
La relazione descrive un apparato amministrativo debole e disorganizzato, con presidi di vigilanza ritenuti insufficienti.
Particolare attenzione viene riservata agli uffici tecnici e urbanistici.
Secondo gli accertamenti, esistevano rapporti informali che potevano permettere a tecnici esterni di frequentare gli uffici e accedere a informazioni non strettamente necessarie.
Vengono inoltre contestate una circolazione disordinata degli atti e persino la condivisione di credenziali dirigenziali con collaboratori dell'ufficio.
Per capire perché sia così grave basta pensare a un conto bancario aziendale.
Se più persone utilizzano la stessa password, dopo un'operazione diventa difficile stabilire con certezza chi l'abbia materialmente effettuata.
In un Comune il problema è ancora più delicato: bisogna poter ricostruire chi ha aperto una pratica, chi l'ha modificata, chi ha adottato una decisione e attraverso quale procedimento.
La commissione segnala inoltre anomalie nel sistema di protocollazione.
Il protocollo è, semplificando, il sistema attraverso il quale i documenti amministrativi vengono registrati, datati e fatti circolare negli uffici.
È la "carta d'identità" del percorso di un documento.
Secondo la relazione, le criticità riscontrate non consentivano una tempestiva e automatica circolazione degli atti negli uffici competenti, contribuendo a rendere più difficile la ricostruzione delle responsabilità amministrative.
Un caso specifico viene considerato particolarmente significativo.
La relazione riferisce di un tecnico esterno assiduamente presente negli uffici comunali, successivamente arrestato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare e poi sospeso dall'ordine professionale.
Il documento lo descrive come soggetto a disposizione di una delle consorterie criminali locali.
La commissione ha monitorato le pratiche edilizie e produttive riconducibili al professionista e sostiene di aver riscontrato l'utilizzo del suo nominativo nel circuito amministrativo anche dopo l'arresto.
Tra le pratiche viene segnalata quella riferibile alla coniuge di una persona con pendenze penali per reati di stampo mafioso ed estorsivo.
Per gli ispettori, questo episodio rappresenta uno degli indicatori della capacità di penetrazione nei circuiti tecnico-professionali e, attraverso questi, nei procedimenti del Comune.
La relazione individua proprio nei settori tecnici il principale snodo amministrativo delle vulnerabilità rilevate.
Non è difficile capire perché.
Qui si concentrano lavori pubblici, urbanistica, edilizia, servizi e forniture, cioè settori nei quali il Comune movimenta risorse e assegna contratti alle imprese.
Uno degli aspetti maggiormente criticati è il ricorso reiterato agli affidamenti diretti.
L'affidamento diretto non è di per sé illecito: nei casi previsti dalla normativa consente all'amministrazione di individuare direttamente un operatore economico.
Il problema descritto dalla relazione è un altro.
Secondo la commissione, la scelta dell'impresa sarebbe stata spesso basata sulla fiducia o sulla conoscenza personale anziché su criteri quali rotazione, confronto delle offerte e apertura alla concorrenza.
Gli ispettori parlano quindi di un ricorso reiterato e artificioso allo strumento.
Un esempio riguarda la fornitura di materiale per la raccolta differenziata.
Secondo la relazione, dopo un primo affidamento temporaneo e sperimentale nel 2023, seguirono assegnazioni dirette anche nel 2024 e nel 2025.
Formalmente risultavano coinvolte due ditte differenti.
Gli accertamenti evidenziano però che entrambe facevano capo alla stessa famiglia di imprenditori, per la quale vengono riportate frequentazioni con esponenti legati al clan dei Casalesi.
Secondo la commissione, proseguendo il servizio negli anni successivi sarebbe stata necessaria una programmazione capace di evitare la frammentazione degli affidamenti e di arrivare invece a una gara pubblica pluriennale.
La relazione sottolinea inoltre che la questione era stata oggetto di un'interrogazione consiliare e che quindi le anomalie erano state portate all'attenzione del sindaco e dei consiglieri.
Altro caso riguarda il servizio di sgombero e svuotamento di edifici e immobili comunali.
La relazione riferisce che nel giugno 2025 il servizio fu affidato direttamente a una società che presentava pendenze fiscali verso l'Erario e che, secondo gli ispettori, non possedeva quindi i requisiti richiesti per le commesse pubbliche.
C'è anche un secondo elemento.
Il ribasso offerto sarebbe stato inizialmente del 4%, per poi diventare del 3% negli atti esecutivi.
La relazione considera questa variazione contraria al principio di immutabilità dell'offerta e rileva anche un danno economico per l'ente.
Gli ispettori analizzano poi l'allestimento della spiaggia libera per il 2025, affidato direttamente a una ditta il cui titolare viene indicato nella relazione come legato da rapporti di contiguità con esponenti apicali della criminalità organizzata locale.
Un'altra vicenda riguarda il servizio di soccorso con ambulanza e assistenza steward.
Secondo la relazione, l'affidamento diretto interessò un'impresa il cui titolare aveva precedenti giudiziari anche per reati richiamati dall'articolo 416-bis.1 del codice penale.
La stessa relazione afferma che l'effettiva gestione dell'impresa sarebbe stata riconducibile a una consorteria locale e riferisce che l'azienda venne successivamente raggiunta da un'interdittiva antimafia della Prefettura di Napoli il 22 ottobre 2025.
L'interdittiva antimafia è una misura amministrativa preventiva volta a impedire che imprese ritenute esposte al rischio di condizionamento mafioso instaurino o mantengano determinati rapporti con la pubblica amministrazione.
La relazione segnala anomalie anche nel servizio funebre destinato agli indigenti.
La ditta assegnataria venne raggiunta da interdittiva antimafia il 4 marzo 2026.
Secondo il documento, gli affidamenti diretti proseguirono nel dicembre 2025 a favore di un'altra società ricondotta al medesimo centro di interesse considerato problematico.
Il settore viene considerato particolarmente sensibile nel contesto territoriale esaminato.
Nemmeno la refezione scolastica resta fuori dall'indagine.
Per questo appalto, definito di rilevante valore economico, la commissione segnala tra il personale della società affidataria dipendenti con precedenti di polizia o rapporti parentali con soggetti ritenuti contigui al contesto criminale locale.
La relazione cita anche l'ex titolare della società, indagato per estorsione continuata e destinatario nel 2012 di un'ordinanza cautelare.
Vengono inoltre esaminati gli affidamenti diretti per l'allestimento dei seggi elettorali e le luminarie natalizie, assegnati a un'impresa ricondotta a un soggetto considerato controindicato e già citata nella relazione che aveva accompagnato il precedente scioglimento del Comune.
C'è un concetto della relazione particolarmente importante anche al di fuori del caso di Castellammare: la differenza tra controllo preventivo e controllo successivo.
Gli ispettori contestano verifiche definite "postume o meramente cartolari".
In alcuni casi, per esempio, i requisiti fiscali dell'operatore sarebbero stati controllati quando la prestazione era già stata eseguita.
Ma un controllo antimafia o sui requisiti economici serve soprattutto prima di affidare un servizio.
È come verificare la patente di un autista dopo che ha già terminato il viaggio: l'informazione resta importante, ma non ha più impedito il rischio iniziale.
Secondo la commissione, il Comune non disponeva di un sistema preventivo sufficientemente efficace per individuare reti societarie, familiari ed economiche sottostanti agli operatori.
Un altro capitolo particolarmente delicato riguarda urbanistica ed edilizia.
La relazione analizza una procedura per un permesso di costruire in sanatoria in favore della coniuge di un soggetto sottoposto a procedimento penale per associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Secondo la commissione, l'iter presentava illegittimità e carenze istruttorie.
Ma è soprattutto la cronologia ad attirare l'attenzione degli ispettori.
La pratica si sarebbe fermata tra il 2022 e il 2024, durante la gestione della commissione straordinaria, per ripartire dopo l'insediamento della nuova amministrazione eletta.
Il procedimento avrebbe avuto esito positivo pochi mesi dopo.
La relazione interpreta questa anomalia temporale come uno degli elementi significativi del quadro complessivo.
Il patrimonio immobiliare pubblico costituisce un altro punto centrale.
Durante la precedente gestione straordinaria erano state avviate attività di censimento, diffida e sgombero degli immobili occupati abusivamente.
Secondo la relazione, con il ritorno alla gestione ordinaria queste attività subirono rallentamenti e arresti.
Non sarebbero state emanate in maniera generalizzata le ordinanze di sgombero nonostante un'elevata morosità e un ampio numero di occupanti abusivi; inoltre, le operazioni effettivamente eseguite sarebbero state sostanzialmente quelle realizzate su impulso della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Per gli ispettori la gestione delle case comunali non è soltanto un problema patrimoniale.
In territori caratterizzati da forte marginalità e presenza criminale, l'assegnazione o l'occupazione di un'abitazione può trasformarsi in uno strumento di consenso, controllo sociale e intermediazione.
Presi singolarmente, molti episodi potrebbero apparire molto diversi.
Una pratica edilizia.
Un affidamento per la spiaggia.
Un servizio di ambulanza.
Le luminarie di Natale.
Gli alloggi occupati.
Una password condivisa in un ufficio.
È proprio la lettura complessiva, però, a costituire il cuore delle conclusioni della commissione.
Secondo gli accertamenti, il problema non consisteva in singole disfunzioni, ma nella combinazione tra debolezza amministrativa, relazioni personali, scarsa tracciabilità, affidamenti fiduciari, controlli tardivi e settori economici esposti al rischio di condizionamento.
Il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica ha valutato le risultanze e, secondo quanto riportato nella relazione, ha concordato all'unanimità sulla presenza di un condizionamento criminale dell'amministrazione.
Il Comune non viene chiuso e i cittadini non perdono i servizi comunali.
Cambia la sua guida.
Per 18 mesi la commissione straordinaria esercita i poteri del sindaco, della giunta e del consiglio comunale.
La finalità dichiarata del commissariamento è rimuovere gli effetti pregiudizievoli individuati dagli accertamenti e consentire il risanamento dell'amministrazione.
Questo significa che l'attenzione sarà inevitabilmente concentrata proprio sui settori indicati dalla relazione: organizzazione degli uffici, tracciabilità delle procedure, contratti pubblici, controlli sugli operatori economici, urbanistica e patrimonio.
Il caso mostra concretamente che il contrasto alle infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione non riguarda soltanto arresti e processi.
Esiste anche un livello amministrativo.
Una criminalità organizzata può cercare influenza attraverso imprese, professionisti, relazioni personali, gestione dei servizi, edilizia e controllo delle opportunità economiche.
Per questo una procedura apparentemente burocratica — come controllare i requisiti di una ditta prima di un affidamento — può diventare un vero presidio di legalità.
Perché è stato sciolto il Consiglio comunale di Castellammare di Stabia?
Il decreto richiama gli accertamenti dai quali sono emerse forme di ingerenza della criminalità organizzata e condizionamenti ritenuti capaci di compromettere buon andamento e imparzialità dell'attività comunale.
Lo scioglimento significa che tutti gli amministratori hanno commesso reati?
No. Lo scioglimento ex articolo 143 è una misura amministrativa relativa al funzionamento e al condizionamento dell'ente. Non equivale, di per sé, a una condanna penale individuale degli amministratori.
Per quanto tempo resterà la commissione straordinaria?
Il decreto stabilisce 18 mesi.
Chi governa adesso il Comune?
La commissione composta da Dario Caputo, Mara Moscato e Maurizio Vallone, alla quale sono attribuiti i poteri degli organi comunali ordinari.
Gli affidamenti diretti sono illegali?
No. Sono previsti dall'ordinamento quando ricorrono le condizioni stabilite dalla normativa. Nel caso esaminato, ciò che la commissione contesta è il loro utilizzo reiterato e ritenuto artificioso, insieme alle modalità di scelta degli operatori e alla debolezza dei controlli.
Cosa hanno trovato negli uffici comunali?
Tra gli elementi riportati figurano rapporti informali negli uffici tecnici, accessi di professionisti esterni, problemi nella circolazione e protocollazione degli atti e condivisione di credenziali dirigenziali.
Quali servizi pubblici sono finiti sotto osservazione?
La relazione esamina, tra gli altri, raccolta differenziata, sgombero di immobili, allestimento della spiaggia libera, ambulanza e steward, servizi funebri, refezione scolastica, seggi elettorali e luminarie.
Ci sono anomalie anche nell'urbanistica?
Sì. La commissione dedica particolare attenzione a una pratica di permesso di costruire in sanatoria che si sarebbe fermata durante la precedente gestione commissariale per ripartire dopo il ritorno dell'amministrazione eletta.
Che cosa succede alle case comunali occupate abusivamente?
La relazione non dispone direttamente gli sgomberi nel decreto di scioglimento. Evidenzia però rallentamenti e arresti nelle attività di censimento, diffida e sgombero e considera la gestione del patrimonio uno dei settori sensibili sui quali intervenire.
Immaginiamo un grande condominio.
L'amministrazione precedente viene sostituita perché sono emersi gravissimi problemi. Arriva un amministratore straordinario, mette nuove regole, controlla fornitori e cerca di sistemare i conti.
Dopo due anni tornano gli amministratori scelti dai condomini.
Successivamente, però, un'ispezione sostiene di trovare nuovamente fornitori scelti attraverso rapporti fiduciari, controlli eseguiti troppo tardi, documenti difficili da tracciare, tecnici esterni che frequentano liberamente gli uffici e vecchie relazioni che continuano a pesare sulle decisioni.
A quel punto non basta correggere una singola fattura.
Lo Stato ritiene necessario sostituire nuovamente l'intera gestione per ricostruire i meccanismi di controllo.
Con tutte le differenze tra un condominio e un Comune, è questo il modo più semplice per comprendere la logica del provvedimento adottato per Castellammare di Stabia.
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