Dai 9.760 euro richiesti come base d’asta per un fabbricato con area di corte a Crotone agli oltre 2,15 milioni di euro del complesso del Conservificio di Sibari.
La Gazzetta Ufficiale del 2 settembre 2026 pubblica un’asta dell’A.R.S.A.C. – Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese, Gestione stralcio A.R.S.S.A. – Coordinamento Patrimonio, che mette sul mercato quattro lotti immobiliari situati in diversi comuni della Calabria.
L’asta è fissata per il 23 settembre 2026 alle ore 11:00, mentre chi vuole partecipare deve presentare l’offerta entro le ore 12:00 del 22 settembre 2026.
La procedura riguarda beni molto diversi tra loro.
Ci sono un fabbricato con area di corte, un immobile accompagnato da terreno agricolo, una centrale ortofrutticola e un grande complesso produttivo con alloggi per il personale.
La procedura è un’asta pubblica ad unico incanto attraverso offerte segrete in aumento da confrontare con il prezzo posto a base d’asta.
Tradotto dal linguaggio amministrativo: i partecipanti presentano la propria offerta senza conoscere quelle degli altri concorrenti e l’offerta deve essere formulata secondo le condizioni stabilite dal bando partendo dalla base indicata.
Il primo lotto si trova nel Comune di Crotone, in località “Bucchi”.
La Gazzetta lo descrive come:
Fabbricato OVS + area di corte.
Il bene è censito al foglio 8, particella 709 sub 5, insieme a una porzione di circa 140 metri quadrati della particella 874 da frazionare.
La superficie complessiva indicata è di 5.150 metri quadrati.
Per quanto riguarda la destinazione urbanistica, l’avviso riporta:
“Zona Agricola E” e “attrezzature di interesse comune Sc”.
La base d’asta è:
9.760 euro.
È il lotto con la base economica più bassa dell’intera procedura.
Il prezzo può naturalmente attirare l’attenzione, ma non deve essere interpretato come sufficiente, da solo, per stabilire la convenienza dell’acquisto: destinazione urbanistica, situazione catastale, condizioni materiali del bene e prescrizioni contenute nel bando completo sono elementi che un eventuale interessato deve verificare.
Il secondo lotto si trova a Rocca di Neto, in provincia di Crotone, località “Setteporte”.
Qui il patrimonio messo in vendita è più articolato.
L’avviso parla di:
fabbricato OVS + corte + terreno agricolo.
Vengono indicate la particella 248, con superficie complessiva dell’ente urbano di 4.590 metri quadrati, e la particella 246, per la quale è riportata una superficie complessiva di 11.737 metri quadrati.
La destinazione urbanistica indicata è:
“Zona Agricola R1”.
La base d’asta è:
64.307 euro.
Nel testo della Gazzetta compare una particolarità che merita di essere segnalata.
Per il lotto di Rocca di Neto, la cifra numerica riportata è 64.307 euro, mentre la successiva indicazione dell’importo scritto in lettere appare non coincidente con quella cifra.
Per un articolo destinato ai cittadini è meglio non tentare di correggere autonomamente l’atto.
La cifra numerica pubblicata è € 64.307,00, ma chi fosse realmente interessato a partecipare dovrebbe verificare il valore ufficiale nel bando integrale e nei relativi allegati, indicati dalla stessa ARSAC.
Il terzo lotto cambia decisamente dimensione.
Si tratta dell’opificio denominato “Centrale ortofrutticola di Lamezia Terme”, situato in località “Frasso”.
La Gazzetta indica due immobili.
Il primo è censito al foglio 52, particella 546 sub 1, categoria D/8, con superficie complessiva di 9.000 metri quadrati.
Il secondo è censito al foglio 54, particella 346 sub 1, anch’esso categoria D/8, con superficie complessiva indicata di 3.190 metri quadrati.
La destinazione urbanistica riportata nell’avviso è:
“ZES lettera i”.
La base d’asta sale a:
563.809 euro.
Un opificio è, in termini semplici, un immobile o complesso destinato ad attività produttive o industriali.
Non stiamo quindi parlando di una normale abitazione.
Per fare un paragone concreto, è più vicino al concetto di stabilimento produttivo, con caratteristiche e destinazioni che devono essere valutate in relazione all'attività che vi può essere esercitata.
Nel caso di Lamezia Terme, la denominazione stessa – Centrale ortofrutticola – chiarisce l’origine e la funzione produttiva del complesso descritto nell’avviso.
È il lotto economicamente più importante dell’asta.
Il complesso si trova in contrada Stompi, nel Comune di Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza.
La procedura distingue due componenti.
La prima, indicata come Bene A, è l’opificio denominato:
“Conservificio di Sibari”.
L’immobile è censito al foglio 66, particella 352, con i subalterni indicati nell’avviso e una superficie riportata di 52.775 metri quadrati.
Il prezzo attribuito al Bene A è:
2.060.373,30 euro.
Il Bene B è costituito dagli “Alloggi per il personale”, anch’essi in contrada Stompi.
La superficie indicata è di circa 2.238 metri quadrati.
Il prezzo riportato è:
94.341,10 euro.
Per l’area la Gazzetta indica la destinazione urbanistica “Zona G/1 e G/2”.
Sommando le due componenti si arriva alla base d’asta complessiva del lotto:
2.154.714,40 euro.
È quindi, con grande distacco, il lotto con il valore di partenza più elevato dell’asta ARSAC.
Utilizzando gli importi numerici pubblicati nella Gazzetta, le quattro basi d’asta sono:
La somma delle basi d’asta è quindi pari a:
2.792.590,40 euro.
Questo valore è una nostra somma aritmetica dei quattro importi indicati nell’avviso e non rappresenta un prezzo unico di vendita dell’intero patrimonio. I beni sono infatti organizzati in lotti distinti.
Il dato consente anche di capire quanto sia rilevante il quarto lotto.
Dei circa 2,79 milioni di euro derivanti dalla somma delle quattro basi d’asta, oltre 2,15 milioni appartengono al solo complesso del Conservificio di Sibari.
In termini puramente matematici, il lotto 4 rappresenta circa il 77% della somma delle quattro basi d’asta.
Il cuore economico della procedura è quindi chiaramente concentrato nel grande complesso di Cassano allo Ionio.
| Lotto | Comune | Bene principale | Superfici indicate | Base d’asta |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Crotone | Fabbricato OVS + corte | 5.150 mq complessivi | € 9.760 |
| 2 | Rocca di Neto | Fabbricato + corte + terreno agricolo | 4.590 + 11.737 mq | € 64.307 |
| 3 | Lamezia Terme | Centrale ortofrutticola | 9.000 + 3.190 mq | € 563.809 |
| 4 | Cassano allo Ionio | Conservificio di Sibari + alloggi | 52.775 + circa 2.238 mq | € 2.154.714,40 |
I dati sono quelli riportati nell’avviso sintetico pubblicato in Gazzetta; per particelle, subalterni, frazionamenti e condizioni complete occorre fare riferimento alla documentazione integrale della procedura.
La Gazzetta parla di “unico incanto” e di “offerte segrete in aumento da confrontarsi con il prezzo posto a base d’asta”.
L’incanto è, in questo contesto, la fase competitiva attraverso la quale viene effettuata la vendita.
L’espressione offerta segreta significa invece che ciascun partecipante presenta la propria proposta secondo le modalità stabilite senza una gara pubblica a rilanci continui come quella che potremmo immaginare vedendo un’asta cinematografica.
Il calendario è particolarmente importante perché c’è una differenza tra la scadenza per partecipare e il giorno dell’asta.
Termine per presentare le offerte: 22 settembre 2026, ore 12:00.
Asta pubblica: 23 settembre 2026, ore 11:00.
L’esperimento d’asta è previsto presso l’Ufficio Coordinamento Patrimonio, via Popilia 15, Cosenza, primo piano.
La pubblicazione in Gazzetta è un avviso sintetico.
La stessa ARSAC precisa che il bando integrale con gli allegati è pubblicato sul proprio sito, nella sezione dedicata alla Gestione Stralcio ARSSA – Albo pretorio – bandi e avvisi di gara.
Per chi pensa realmente di partecipare, questo passaggio è fondamentale.
L’articolo divulgativo serve a capire cosa è stato messo in vendita e a quali prezzi di partenza, ma non può sostituire il bando per verificare condizioni di partecipazione, documentazione, sopralluoghi, cauzioni, stato dei beni e altri eventuali obblighi.
La pubblicazione è interessante anche dal punto di vista civico.
Qui un ente pubblico sta procedendo all’alienazione, cioè alla vendita, di beni appartenenti al proprio patrimonio.
La Gazzetta permette quindi di conoscere quali beni vengono messi sul mercato, dove si trovano e quale valore viene assunto come base della procedura.
Nel caso in esame si passa da un bene con base inferiore a 10 mila euro fino a un grande complesso produttivo valutato, come base d’asta, oltre 2,15 milioni.
Per la scheda TicGazzetta dedicata ai Contratti Pubblici:
Ente: A.R.S.A.C. – Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese, Gestione stralcio A.R.S.S.A. – Coordinamento Patrimonio.
Oggetto: alienazione mediante asta pubblica di quattro lotti immobiliari.
Valore: basi d’asta comprese tra € 9.760 e € 2.154.714,40.
Procedura: asta pubblica ad unico incanto mediante offerte segrete in aumento.
Impresa aggiudicataria: non ancora individuata nell’avviso, trattandosi dell’indizione dell’asta.
CUP: non indicato nell’avviso.
CIG: non indicato nell’avviso.
Non è corretto inventare CUP o CIG quando la pubblicazione ufficiale non li riporta.
Quanti immobili mette all’asta ARSAC?
La procedura è articolata in quattro lotti, alcuni dei quali comprendono più beni e particelle immobiliari.
Qual è il lotto meno costoso?
Il lotto 1 di Crotone parte da 9.760 euro.
Qual è il lotto più costoso?
Il lotto 4, relativo al Conservificio di Sibari e agli alloggi per il personale, ha una base d’asta complessiva di 2.154.714,40 euro.
Quanto parte la Centrale ortofrutticola di Lamezia Terme?
La base d’asta indicata è 563.809 euro.
Quando scadono le offerte?
Il termine indicato è 22 settembre 2026 alle ore 12:00.
Quando si svolge l’asta?
Il 23 settembre 2026 alle ore 11:00 a Cosenza.
Si può offrire meno della base d’asta?
L’avviso parla espressamente di offerte segrete in aumento da confrontarsi con il prezzo posto a base d’asta.
I quattro lotti valgono complessivamente 2,79 milioni?
La somma matematica delle quattro basi pubblicate è 2.792.590,40 euro, ma non si tratta di un’unica base d’asta: sono quattro lotti distinti.
Il Conservificio di Sibari viene venduto da solo?
Il lotto 4 comprende il Bene A, cioè il Conservificio, e il Bene B relativo agli alloggi per il personale. La base complessiva pubblicata è di € 2.154.714,40.
Dove si trovano le regole complete per partecipare?
Nel bando integrale e nei relativi allegati indicati da ARSAC. La Gazzetta segnala la pubblicazione sul sito dell’ente nella sezione Gestione Stralcio ARSSA dedicata a bandi e avvisi di gara.
Immaginiamo una grande amministrazione che abbia nel proprio patrimonio quattro beni molto diversi: un piccolo fabbricato, un terreno con edificio, uno stabilimento e un grande complesso produttivo.
Invece di trovare privatamente un compratore, l’ente rende pubblica la vendita e dice:
“Questi sono i beni, queste sono le basi di partenza, questa è la scadenza e queste sono le regole uguali per chi vuole partecipare”.
È questo il senso della procedura ad evidenza pubblica.
E proprio la pubblicazione in Gazzetta permette anche a chi non partecipa all’asta di sapere quale patrimonio pubblico viene messo in vendita e a quale valore di partenza.
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