Pensioni farmacisti 2026, approvato l’adeguamento ENPAF: cosa cambia e chi è interessato

Serie Generale N. 0 29/09/2026 Approfondimenti Pubblicato il 29/09/2026 22:36
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Novità previdenziale per i farmacisti iscritti all'ENPAF.

Nella Gazzetta Ufficiale del 29 settembre 2026 è stata pubblicata l'approvazione della delibera n. 5 adottata il 28 gennaio 2026 dal Consiglio di amministrazione dell'Ente nazionale di previdenza e assistenza farmacisti (ENPAF).

Il provvedimento riguarda l'adeguamento per il 2026 delle pensioni in essere e degli importi utilizzati per il calcolo delle pensioni.

In termini semplici, l'intervento interessa sia gli assegni pensionistici già erogati dall'ente sia alcuni valori previdenziali utilizzati per determinare le prestazioni.

Che cos'è l'ENPAF

L'ENPAF, Ente nazionale di previdenza e assistenza farmacisti, è l'ente previdenziale della categoria professionale dei farmacisti.

Quando parliamo di previdenza ci riferiamo al sistema attraverso il quale i contributi versati durante l'attività professionale concorrono, secondo le regole dell'ente, alla costruzione delle prestazioni previdenziali.

Il provvedimento pubblicato in Gazzetta riguarda proprio uno degli elementi fondamentali di questo sistema: l'aggiornamento degli importi.

Cosa è stato approvato

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha approvato, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, la delibera ENPAF n. 5 del 28 gennaio 2026.

La delibera riguarda due aspetti principali:

l'adeguamento delle pensioni in essere per il 2026;

l'adeguamento degli importi utilizzati ai fini del calcolo delle pensioni.

Si tratta quindi di un intervento che non riguarda soltanto chi sta già ricevendo una pensione ENPAF.

L'aggiornamento interessa anche i parametri previdenziali che entrano nel meccanismo di determinazione delle prestazioni.

Perché le pensioni vengono adeguate

Nel corso del tempo il valore reale del denaro cambia.

Se, per esempio, il costo medio di beni e servizi aumenta, mantenere una pensione nominalmente identica per molti anni significa ridurne progressivamente il potere d'acquisto.

Il meccanismo di adeguamento serve proprio ad aggiornare gli importi secondo le regole previdenziali applicabili.

Questo concetto viene spesso indicato anche con il termine rivalutazione: significa aggiornare un valore economico utilizzando i criteri stabiliti dalla disciplina previdenziale.

Chi è interessato dal provvedimento

Il primo gruppo direttamente interessato è costituito dai farmacisti che percepiscono già una pensione erogata dall'ENPAF.

Il secondo effetto riguarda invece gli importi utilizzati per il calcolo delle pensioni.

Questo significa che l'aggiornamento ha una funzione più ampia rispetto alla semplice modifica degli assegni già in pagamento.

Non bisogna però interpretare la pubblicazione come l'introduzione di un nuovo bonus o di una nuova pensione.

Si tratta dell'approvazione dell'adeguamento annuale previsto nell'ambito del sistema previdenziale dell'ente.

Di quanto aumenta la pensione?

Su questo punto è importante distinguere ciò che la Gazzetta pubblicata consente di affermare da ciò che non riporta direttamente nell'avviso.

Il comunicato pubblicato nella Serie Generale informa dell'approvazione della delibera ENPAF relativa all'adeguamento 2026 delle pensioni in essere e degli importi utili al loro calcolo.

L'estratto della Gazzetta non pubblica però una tabella completa con il nuovo importo individuale della pensione di ciascun farmacista.

Non sarebbe quindi corretto affermare che tutti i pensionati ENPAF riceveranno lo stesso aumento in euro.

L'effetto concreto sulla singola posizione dipende dalle regole ENPAF e dalle caratteristiche della prestazione interessata.

Non è un aumento uguale per tutti

Questo è un punto fondamentale.

Quando si parla di adeguamento previdenziale, una percentuale o un parametro di rivalutazione non significa necessariamente che ogni pensionato riceverà la stessa somma aggiuntiva.

Facciamo un esempio puramente illustrativo.

Se due pensionati ricevono importi differenti e viene applicato un determinato criterio percentuale, l'effetto economico espresso in euro può essere diverso.

È come applicare la stessa percentuale a 1.000 euro e a 2.000 euro: la regola può essere identica, ma il risultato monetario non lo è.

Cosa significa “pensioni in essere”

L'espressione pensioni in essere può sembrare burocratica, ma il significato è semplice.

Indica le prestazioni pensionistiche già esistenti e riconosciute.

In altre parole, il provvedimento non guarda esclusivamente alle pensioni che verranno liquidate in futuro: interessa anche quelle già erogate dall'ente.

Cosa sono gli importi utilizzati per il calcolo delle pensioni

La seconda parte del provvedimento è meno immediata, ma altrettanto importante.

Una pensione viene determinata applicando regole, parametri e valori stabiliti dal sistema previdenziale di riferimento.

Quando alcuni di questi valori vengono aggiornati, cambia la base utilizzata per effettuare determinati calcoli previdenziali.

Per questo la delibera non parla soltanto di pensioni già in pagamento, ma anche degli importi utilizzati ai fini del calcolo delle pensioni.

Cosa deve fare il pensionato ENPAF

La pubblicazione in Gazzetta rappresenta l'approvazione ministeriale della delibera adottata dall'ente.

Non emerge dal comunicato pubblicato nella Gazzetta un nuovo obbligo generalizzato per i pensionati di presentare una domanda semplicemente per ottenere l'adeguamento.

Per conoscere l'importo concretamente applicato alla propria pensione è comunque necessario fare riferimento alla propria posizione previdenziale e alle comunicazioni dell'ENPAF.

Perché intervengono anche i Ministeri

Gli enti previdenziali delle professioni adottano deliberazioni attraverso i propri organi.

Determinati provvedimenti sono però sottoposti al sistema di vigilanza previsto dalla normativa.

Nel caso pubblicato in Gazzetta, la delibera ENPAF è stata approvata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze.

Questo passaggio non significa che la pensione dei farmacisti venga trasformata in una pensione INPS.

L'ente previdenziale rimane ENPAF.

Cosa cambia nella vita pratica

Immaginiamo un farmacista ormai in pensione.

Ogni mese riceve la propria prestazione ENPAF.

L'ente, applicando le proprie regole previdenziali, procede all'adeguamento previsto per il 2026.

Per quel pensionato il risultato concreto sarà visibile nell'importo della prestazione determinato secondo le nuove grandezze applicabili.

Pensiamo poi a un secondo farmacista la cui pensione deve essere calcolata secondo le regole dell'ente.

In questo caso assumono rilevanza anche gli importi aggiornati utilizzati ai fini del calcolo della prestazione.

Sono quindi due facce dello stesso intervento: aggiornare ciò che viene già erogato e aggiornare i valori utilizzati nel sistema di calcolo.

Perché questa notizia è importante

Gli adeguamenti previdenziali possono sembrare provvedimenti tecnici, ma hanno un effetto molto concreto.

Dietro parole come “rivalutazione”, “importi pensionistici” e “parametri di calcolo” ci sono infatti le somme che un professionista riceve dopo la conclusione della propria attività lavorativa.

Per questo anche una breve comunicazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale merita attenzione.

Per i farmacisti pensionati significa verificare come l'adeguamento 2026 viene applicato alla propria prestazione.

Per chi si avvicina alla pensione significa invece conoscere l'aggiornamento dei valori che partecipano al sistema di determinazione delle prestazioni ENPAF.

FAQ – Domande frequenti

Cosa è stato approvato per le pensioni dei farmacisti?

È stata approvata la delibera n. 5/2026 dell'ENPAF riguardante l'adeguamento per il 2026 delle pensioni in essere e degli importi utilizzati ai fini del calcolo delle pensioni.

Chi ha adottato la delibera?

La delibera è stata adottata dal Consiglio di amministrazione dell'ENPAF il 28 gennaio 2026 e successivamente approvata nell'ambito della vigilanza ministeriale.

L'adeguamento riguarda anche chi è già pensionato?

Sì. Il provvedimento riguarda espressamente le pensioni in essere.

Tutti i farmacisti pensionati ricevono lo stesso aumento in euro?

La Gazzetta non dice questo. L'importo concreto dipende dalla posizione previdenziale e dalle regole applicabili alla prestazione.

Si tratta di un bonus per i farmacisti?

No. Il provvedimento riguarda l'adeguamento previdenziale delle pensioni e dei valori utilizzati per il loro calcolo, non l'introduzione di un bonus una tantum.

Bisogna presentare una nuova domanda?

Nel comunicato pubblicato in Gazzetta non viene indicato un nuovo obbligo generalizzato di domanda collegato semplicemente all'adeguamento.

Dove posso sapere quanto cambia concretamente la mia pensione?

Per l'importo individuale occorre verificare la propria posizione previdenziale e le comunicazioni ufficiali dell'ENPAF.

Paragone semplice per capire l'adeguamento

Immaginiamo un ascensore sul quale siano indicati dei limiti di peso stabiliti molti anni fa.

Con il passare del tempo vengono effettuati controlli e aggiornati alcuni parametri per mantenere il sistema coerente con la situazione attuale.

Nelle pensioni accade qualcosa di concettualmente simile: alcuni valori economici non possono essere considerati immutabili per sempre.

L'adeguamento ENPAF 2026 aggiorna sia le pensioni già in essere sia determinati importi utilizzati nel loro calcolo.

Per il singolo farmacista, però, il dato veramente importante resta quello personale: quanto cambia concretamente la propria prestazione previdenziale.

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