Osservatorio civico indipendente su atti, spese e decisioni pubbliche
Nuova casa in costruzione
← Torna all'archivio TicFocus

Data Center a Caselle: i primi risultati del sondaggio. Pochi voti? Forse. Ma in una città dove anche un like richiede coraggio…

Data Center a Caselle: i primi risultati del sondaggio. Pochi voti? Forse. Ma in una città dove anche un like richiede coraggio…

Il sondaggio di Ticronometro è ancora aperto, ma in occasione della conferenza di questa sera in Sala Cervi facciamo un primo bilancio. Tra contrari, indecisi, richieste di chiarimenti e qualche sorpresa, emerge soprattutto una domanda: quanto sono stati davvero coinvolti i cittadini nelle decisioni sul futuro del territorio?

Una piccola goccia nel mare della democrazia

Questa sera, lunedì 19 ottobre alle ore 18:30, presso la Sala Fratelli Cervi di Caselle Torinese, il Comitato No Data Center Caselle Torinese organizza un incontro pubblico dal titolo «DATA CENTER: A quale costo?».

Un appuntamento aperto alla cittadinanza per discutere delle conseguenze che queste grandi infrastrutture possono avere sul territorio, sulle risorse naturali e sulle comunità locali. Interverrà Francesco Cappello, fisico e attivista di Extinction Rebellion.

Ticronometro non conosce direttamente i promotori del Comitato, ma ne apprezza lo spirito di iniziativa: quello di stimolare il confronto pubblico, approfondire le questioni e offrire ai cittadini ulteriori occasioni per informarsi ed esprimere le proprie opinioni.

E proprio in occasione di questo incontro abbiamo deciso di pubblicare i primi risultati parziali del sondaggio di Ticronometro sul Data Center di Caselle.

Un piccolo contributo al dibattito, senza la pretesa di rappresentare l'intera cittadinanza, ma con la convinzione che ogni occasione di partecipazione meriti attenzione.

Perché le decisioni spettano a chi amministra, ma il diritto di informarsi, fare domande e discutere appartiene a tutti.

Qualcuno potrebbe osservare che i partecipanti sono pochi.

Osservazione legittima.

Ma bisogna considerare il contesto.

Viviamo in una realtà dove, talvolta, persino mettere un semplice like a un articolo può diventare un momento di profonda riflessione esistenziale.

«E se poi qualcuno lo vede?»

«E se qualcuno pensa che io sia contrario?»

«E se poi devo chiedere qualcosa ?»

Naturalmente scherziamo. O forse non del tutto. :-)

In questo contesto, convincere oltre un centinaio di persone a dedicare diversi minuti a un questionario lungo, articolato, con domande tecniche, politiche e ambientali, rappresenta già un piccolo risultato.

Non stiamo parlando di un clic su un cuoricino o di scegliere il colore delle panchine.

Stiamo parlando di cittadini che hanno letto domande, valutato alternative, espresso giudizi e, in alcuni casi, scritto riflessioni personali.

Non è un referendum. Non è un campione statisticamente rappresentativo della popolazione casellese. E non pretende di esserlo.

È semplicemente una piccola goccia nel mare della democrazia.

E anche le gocce, qualche volta, meritano attenzione.

In queste settimane abbiamo sentito davvero di tutto

Il dibattito sul Data Center ha avuto il merito, almeno, di riportare al centro dell'attenzione questioni importanti: consumo energetico, acqua, ambiente, sviluppo economico, occupazione e futuro del territorio.

Abbiamo cercato di seguire e ricostruire quanto accaduto nelle commissioni, nei consigli comunali, negli incontri e attraverso i documenti disponibili.

Non è stato sempre semplice.

Abbiamo ascoltato ragionamenti sulle grandi opportunità da non perdere, sulla necessità di cogliere il treno dello sviluppo, su benefici futuri e investimenti strategici.

Abbiamo sentito parlare di scommesse, di speranze che determinate problematiche non si verifichino e, nel dibattito consiliare, sono emerse anche questioni sulla conoscenza dei documenti oggetto delle decisioni.

Il tutto accompagnato da un elemento politicamente significativo: il voto favorevole di maggioranza e opposizioni.

Un consenso istituzionale molto ampio.

Ma il consenso tra i rappresentanti politici coincide necessariamente con quello dei cittadini?

È una domanda legittima. E proprio da qui cominciamo a leggere i risultati.

La prima sorpresa: il problema non è soltanto essere favorevoli o contrari

📊 Alla prima domanda sulla posizione rispetto al progetto, su 121 risposte:

  • Il 57,9% si dichiara contrario.

  • Il 29,8% è indeciso.

  • L'8,3% ritiene di non avere ancora informazioni sufficienti.

  • Il 2,5% è favorevole.

  • L'1,7% è favorevole, ma chiede maggiori garanzie e controlli.

Il dato più evidente è certamente la prevalenza dei contrari tra i partecipanti.

Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui.

Quasi quattro rispondenti su dieci, infatti, si dichiarano indecisi oppure non sufficientemente informati.

Un elemento che merita attenzione.

Perché, se da una parte esiste una componente chiaramente contraria, dall'altra emerge uno spazio importante per l'informazione, il confronto e l'approfondimento.

Ed è proprio questo uno degli obiettivi del sondaggio: non limitarsi a contare favorevoli e contrari, ma capire quali domande si pongono i cittadini.

Quanto conosciamo davvero i Data Center?

Questa è una delle domande più interessanti, anche perché non riguarda direttamente la politica.

Alla domanda «Quanto pensi di sapere su cosa sia un Data Center?», su 124 risposte:

  • Il 52,4% dichiara di averne un'idea generale.

  • Il 32,3% afferma di sapere abbastanza bene cosa sia e come funzioni.

  • Il 12,9% ne ha sentito parlare, ma non saprebbe spiegarlo.

  • Il 2,4% ammette di non saperne praticamente nulla.

Un dato interessante: la maggioranza ritiene di avere almeno una conoscenza generale della tecnologia.

Ma conoscere il funzionamento di un Data Center non significa necessariamente conoscere le caratteristiche specifiche di quello previsto a Caselle.

E questa distinzione è fondamentale.

Perché un conto è sapere cosa sia un'infrastruttura digitale, un altro è conoscere il consumo energetico previsto, le modalità di raffreddamento, l'utilizzo dell'acqua, gli effetti sul territorio e i benefici economici locali.

Sono due livelli di conoscenza diversi.

E un progetto di queste dimensioni meriterebbe entrambi.

Da dove arrivano le informazioni? Una domanda che dovrebbe far riflettere

Una delle domande più semplici del sondaggio produce un risultato particolarmente significativo.

Alla richiesta di indicare le principali fonti di informazione, sono state registrate 193 selezioni complessive.

Le principali sono:

  • Giornali locali: 31,6%.

  • Ticronometro: 25,4%.

  • Social network: 16,6%.

  • Amici e conoscenti: 14,5%.

  • Altre fonti: 8,8%.

  • Consiglieri comunali: 2,1%.

  • Comune e Amministrazione: 0,5%.

Attenzione: trattandosi di una domanda con più risposte possibili, queste percentuali riguardano le selezioni effettuate, non la quota dei partecipanti.

Il risultato, tuttavia, merita una riflessione.

Soltanto una delle 193 selezioni indica direttamente il Comune o l'Amministrazione come fonte informativa.

Non significa che il Comune non abbia comunicato nulla. Significa che, tra coloro che hanno partecipato al sondaggio, la comunicazione istituzionale risulta pochissimo indicata.

Naturalmente Ticronometro è anche il promotore del questionario: è quindi ragionevole che una parte significativa dei partecipanti conosca e utilizzi già il nostro portale.

Ma il dato relativo alle fonti istituzionali rimane interessante.

Perché pubblicare documenti e informare efficacemente i cittadini sono due attività che non sempre coincidono.

Il 97,5% giudica insufficiente la spiegazione dell'Amministrazione

Qui il risultato diventa particolarmente netto.

Alla domanda su quanto l'Amministrazione abbia spiegato ai cittadini il progetto, i benefici e le criticità, su 120 risposte:

  • Il 74,2% risponde «Per nulla».

  • Il 23,3% risponde «Poco».

  • L'1,7% risponde «Abbastanza bene».

  • Lo 0,8% risponde «Molto bene».

Il 97,5% dei rispondenti valuta quindi negativamente la comunicazione dell'Amministrazione.

È un giudizio espresso dai partecipanti, non una valutazione oggettiva della quantità o qualità delle iniziative istituzionali.

Ma è comunque un segnale che merita di essere ascoltato.

Anche perché non riguarda direttamente l'essere favorevoli o contrari al Data Center.

Un cittadino può essere favorevole all'investimento e, contemporaneamente, ritenere che le informazioni siano state insufficienti.

E può essere contrario pur riconoscendo che l'Amministrazione abbia comunicato correttamente.

Sono aspetti distinti.

Acqua, energia e ambiente: le preoccupazioni concrete

Un'altra parte del questionario riguarda gli aspetti da controllare maggiormente.

Su 331 selezioni complessive, le priorità indicate sono:

  • Acqua e raffreddamento: 29%.

  • Energia: 26%.

  • Impatto ambientale: 20,2%.

  • Rumore: 12,4%.

  • Suolo e territorio: 5,4%.

  • Calore prodotto: 4,5%.

Queste risposte raccontano qualcosa di importante.

Le preoccupazioni non sono necessariamente rivolte alla tecnologia in sé, ma alle conseguenze concrete che una grande infrastruttura potrebbe avere sul territorio.

Quanta acqua servirà?

Da dove arriverà?

Quanta energia verrà consumata?

Quali sistemi saranno utilizzati per il raffreddamento?

Quali controlli saranno previsti?

Sono domande tecniche, non slogan.

E proprio per questo meritano risposte tecniche, documentate e verificabili.

Il 93,1% dei 116 rispondenti alla domanda sulla preoccupazione complessiva si dichiara molto o abbastanza preoccupato.

Una percentuale elevata, che descrive il sentimento di chi ha scelto di partecipare, senza poter essere estesa automaticamente all'intera cittadinanza.

Benefici economici: ma per chi?

Una delle sezioni più interessanti del sondaggio riguarda la distribuzione dei benefici economici.

Alla domanda su chi potrebbe ottenere i maggiori vantaggi, su 318 selezioni, emergono soprattutto:

  • La società che realizza o promuove l'investimento: 32,7%.

  • I proprietari dei terreni interessati: 26,7%.

  • Le aziende che realizzeranno le opere: 22,3%.

  • I gestori del Data Center: 11,9%.

Il Comune raccoglie il 3,8% delle selezioni.

Le aziende casellesi l'1,3%.

I lavoratori che verranno assunti lo 0,6%.

I cittadini di Caselle, come categoria specifica, non ricevono alcuna selezione.

Naturalmente questa è una percezione, non un'analisi economica dei benefici effettivi dell'investimento.

Ma indica chiaramente una questione sulla quale sarebbe utile approfondire il confronto pubblico.

Quali vantaggi concreti, misurabili e verificabili arriveranno alla collettività casellese?

Non basta parlare genericamente di sviluppo.

Sarebbe interessante conoscere, per esempio, le prospettive occupazionali locali, le ricadute sulle imprese del territorio, le entrate per il Comune e i benefici effettivamente destinati ai residenti.

Il 93,1% dei 116 rispondenti a un'altra domanda ritiene che i cittadini percepiranno poco o per nulla i benefici economici dell'investimento.

Anche questo è un dato di percezione, non una previsione economica.

Ed è proprio la distanza tra aspettative e benefici dimostrabili che dovrebbe essere oggetto di un confronto approfondito.

Le compensazioni ambientali: compensare non significa cancellare

Un risultato particolarmente interessante riguarda il significato delle compensazioni ambientali.

Alla domanda se una compensazione equivalga alla riduzione o eliminazione dell'impatto che intende compensare, su 116 risposte:

L'87,1% ritiene che siano due cose differenti.

È una distinzione importante.

Una misura compensativa può offrire un beneficio ambientale, ma non comporta automaticamente l'eliminazione dell'impatto originario.

Per esempio, realizzare interventi di piantumazione in un'area diversa non significa necessariamente annullare tutti gli effetti locali di un'infrastruttura.

Per questo è importante distinguere le misure di prevenzione, mitigazione e compensazione.

Quanto all'adeguatezza delle compensazioni previste, il 69,8% dei partecipanti le giudica insufficienti, mentre il 12,9% dichiara di non avere informazioni sufficienti per valutarle.

Ancora una volta, il dato non chiude il dibattito.

Semmai suggerisce la necessità di spiegare meglio cosa è previsto, con quali risorse, con quali obiettivi e con quali risultati verificabili.

Quando maggioranza e opposizioni (per fortuna non tutta) sono d'accordo, il confronto pubblico diventa meno necessario?

Questa, a nostro avviso, è una delle domande più importanti dell'intero sondaggio.

Non perché riguardi il Data Center in particolare, ma perché tocca un principio generale del funzionamento della democrazia locale.

Quando maggioranza e opposizioni concordano su un progetto di queste dimensioni, il confronto pubblico con i cittadini diventa:

  • Ancora più importante: 75,7%.

  • Ugualmente importante: 21,7%.

  • Meno necessario: 2,6%.

In totale, il 97,4% dei 115 rispondenti ritiene che il confronto con i cittadini rimanga importante o diventi addirittura più importante.

È un risultato che merita attenzione.

Il consenso politico tra forze diverse può essere un elemento positivo, soprattutto quando si affrontano scelte strategiche.

Ma non sostituisce automaticamente il confronto con la popolazione.

Anzi, proprio quando le diverse rappresentanze istituzionali convergono sulla stessa decisione, diventa ancora più importante garantire spazi nei quali i cittadini possano esprimere dubbi, richieste e osservazioni.

Il voto di un consigliere è un atto di rappresentanza democratica.

L'ascolto dei cittadini è un altro elemento della stessa democrazia.

Le due cose non sono in contraddizione.

Il treno dello sviluppo: meglio correre o capire dove porta?

In queste settimane abbiamo sentito più volte richiamare il concetto di opportunità da cogliere.

Il famoso treno che non bisogna perdere.

Ma cosa pensano i partecipanti al sondaggio?

Alla domanda sull'atteggiamento da adottare, su 113 risposte:

  • Il 57,5% preferisce prendersi tutto il tempo necessario, indipendentemente dalle dimensioni dell'investimento.

  • Il 23% vuole cogliere l'opportunità, ma dopo un confronto approfondito.

  • Il 15,9% ritiene che dipenda dal progetto.

  • Il 2,7% preferisce decidere rapidamente per cogliere l'opportunità.

Un risultato interessante perché non emerge necessariamente un rifiuto dello sviluppo, ma una richiesta di approfondimento prima delle decisioni.

Del resto, anche quando arriva un treno, prima di salire sarebbe utile conoscere almeno la destinazione.

E magari sapere se il biglietto comprende anche il viaggio di ritorno.

Una domanda delicata: il voto unanime aumenta la fiducia?

Il questionario ha affrontato anche il rapporto tra decisioni politiche e fiducia.

Alla domanda se il voto favorevole di maggioranza e opposizioni incida sulla fiducia nel progetto, su 115 risposte:

  • Il 66,1% dichiara che diminuisce la propria fiducia.

  • Il 31,3% afferma che non cambia il proprio giudizio.

  • L'1,7% ritiene che aumenti la fiducia.

È uno dei risultati politicamente più significativi, ma va interpretato con cautela.

Non dimostra che l'accordo tra maggioranza e opposizioni sia sbagliato.

E non significa che i cittadini siano contrari, per principio, alla collaborazione tra forze politiche.

Indica piuttosto che, nel gruppo dei partecipanti, l'unanimità istituzionale non si traduce automaticamente in maggiore fiducia.

Una ragione in più per spiegare pubblicamente le motivazioni delle scelte e i documenti sui quali esse si fondano.

Le 42 domande libere: forse la parte più preziosa

Il questionario non si limita alle percentuali.

Abbiamo chiesto ai partecipanti:

«Se potessi fare una sola domanda al sindaco, agli amministratori o ai responsabili del progetto Data Center, quale sarebbe?»

Sono arrivate 42 risposte.

Alcune sono ironiche, altre polemiche, altre ancora molto tecniche.

Non tutte utilizzano toni diplomatici, ma nel loro insieme mostrano quanto il tema susciti interrogativi.

Tra le domande più concrete troviamo:

«Quante persone di Caselle trarranno beneficio dal progetto tra persone impiegate e persone indennizzate?»

«Perché non è stata fatta un'assemblea pubblica all'aperto in cui si invitava la cittadinanza spiegando il progetto?»

«Dopo il voto unanime, quali garanzie ci fornite sul futuro dei nostri figli e sul valore degli immobili?»

E ancora:

«Come farete a convincere gli indecisi come me che il Data Center è un progetto vincente per Caselle?»

Quest'ultima domanda è particolarmente interessante.

Perché arriva da chi non ha ancora una posizione definitiva.

Non chiede necessariamente di bloccare il progetto.

Chiede di essere convinto con argomenti e assunzione di responsabilità.

È una differenza sostanziale.

Naturalmente le domande libere rappresentano opinioni e interrogativi dei partecipanti, non fatti accertati né posizioni necessariamente condivise da Ticronometro.

Ma potrebbero diventare un utile punto di partenza per un confronto pubblico con i soggetti coinvolti.

Il sondaggio non è finito. E proprio adesso può diventare più interessante

Fin qui abbiamo raccontato i primi risultati.

Ma c'è un aspetto che vorremmo sottolineare.

Non cerchiamo soltanto persone contrarie al Data Center.

Anzi.

Ci piacerebbe che partecipassero soprattutto coloro che sono favorevoli, gli indecisi, quelli che ritengono il progetto una grande opportunità e quelli che ancora non hanno avuto il tempo di approfondire.

Perché un sondaggio diventa più interessante quando raccoglie opinioni differenti.

Chi è favorevole può spiegare quali benefici ritiene più importanti.

Chi è contrario può indicare le criticità che considera decisive.

Chi è indeciso può far emergere quali informazioni mancano per formarsi un'opinione.

E chi non sa ancora cosa sia un Data Center può partire proprio da lì.

Non serve essere ingegneri, urbanisti, ambientalisti o esperti di informatica.

Basta essere cittadini interessati al futuro del proprio territorio.

Il questionario richiede qualche minuto e comprende anche domande semplici, accessibili a tutti.

Non è necessario rispondere con una posizione politica.

Non ci sono risposte giuste o sbagliate.

E soprattutto non bisogna chiedere il permesso a nessuno per avere un'opinione.

Una piccola conclusione, in attesa dei risultati definitivi

Il Data Center è un progetto importante.

Può rappresentare un investimento significativo, ma porta con sé interrogativi ambientali, economici, urbanistici e sociali che meritano risposte documentate.

Le istituzioni hanno il compito di valutare, decidere e assumersi la responsabilità delle scelte.

I cittadini hanno il diritto di conoscere, comprendere, esprimersi e, quando lo ritengono necessario, dissentire.

Ticronometro continuerà a seguire la vicenda, cercando documenti, ricostruendo passaggi amministrativi, pubblicando approfondimenti e offrendo strumenti di partecipazione.

Non abbiamo la pretesa di rappresentare tutta Caselle.

Non abbiamo nemmeno la pretesa che un sondaggio online possa sostituire gli strumenti istituzionali della democrazia.

Ma crediamo che anche cento persone disposte a dedicare il proprio tempo a un questionario meritino di essere ascoltate.

Soprattutto in un contesto nel quale, a volte, persino un semplice like sembra richiedere una riunione preliminare con la propria coscienza. :-)

Perché la democrazia non si misura soltanto contando le mani alzate in Consiglio comunale. Si misura anche dalla disponibilità ad ascoltare chi, quelle mani, non ha occasione di alzarle.

E se questo piccolo sondaggio riuscirà a far emergere anche una sola domanda utile, una richiesta di chiarimento o un confronto in più, avrà già raggiunto parte del suo obiettivo.

Il resto lo decideranno i cittadini.

Il sondaggio rimane aperto.

E la prossima risposta potrebbe essere proprio la tua.

👉 Partecipa al sondaggio sul Data Center:
https://survey.ticronometro.com/public/survey.php?id=26

👉 Leggi gli approfondimenti e il dossier sul Data Center:
https://ticronometro.com/news/argomento.php?slug=datacenter

Nota metodologica: i dati riportati rappresentano risultati parziali di un sondaggio online a partecipazione volontaria. Il numero di risposte varia tra le domande; nei quesiti a scelta multipla il totale indica le selezioni effettuate. Il campione non è statisticamente rappresentativo della popolazione di Caselle Torinese e i risultati non possono essere interpretati come intenzioni di voto o opinioni dell'intera cittadinanza. Le percentuali sono quelle rilevate al momento dell'estrazione dei dati e possono variare con nuove partecipazioni.

Cookie Policy