La crisi silenziosa dei segretari comunali: perché riguarda tutti noi

N. 0 17/02/2026 Approfondimenti Pubblicato il 17/02/2026 01:29
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La crisi silenziosa dei segretari comunali: perché riguarda tutti noi

In Italia mancano oltre 2.400 segretari comunali. Non è un numero astratto: significa che quasi la metà delle sedi di segreteria nei Comuni è vacante. E questo non è un semplice problema burocratico. È una questione che incide direttamente sulla velocità delle decisioni pubbliche, sulla gestione dei fondi europei e sulla legalità degli appalti.

Recentemente è stata autorizzata l’assunzione di 98 nuovi segretari comunali e provinciali. Ma la domanda è: basta davvero?


Chi è (davvero) il segretario comunale?

Molti cittadini non sanno nemmeno che esiste questa figura. Il segretario comunale non è un politico, non è il sindaco, non è un assessore. È un dirigente pubblico altamente qualificato che garantisce che il Comune lavori nel rispetto della legge.

In parole semplici, è il “custode della legalità” dell’ente locale.

Il suo compito principale è verificare che ogni atto amministrativo – delibere, contratti, gare pubbliche, regolamenti – sia conforme alla normativa. Se un Comune deve approvare un appalto, firmare un contratto importante o gestire un finanziamento, il segretario controlla che tutto sia corretto.

Senza di lui, l’amministrazione rischia errori, ritardi o perfino atti illegittimi.


Perché mancano così tanti segretari?

Le cause sono diverse e si sommano nel tempo.

Primo problema: i pensionamenti. Negli ultimi anni molti segretari sono andati in pensione e non sono stati sostituiti in numero sufficiente.

Secondo problema: il percorso di accesso è lungo e complesso. Per diventare segretario comunale bisogna superare un concorso nazionale molto selettivo, seguito da un corso di formazione e da un esame finale. Non è una semplice assunzione diretta.

Terzo problema: la distribuzione territoriale. I piccoli Comuni, soprattutto nelle aree interne o montane, sono meno attrattivi. Questo porta a una concentrazione dei segretari nelle città più grandi, lasciando scoperti molti centri minori.

Il risultato? Oltre 2.400 sedi vacanti su circa 4.900.


Cosa succede quando manca il segretario?

Quando un Comune non ha un segretario titolare, spesso ne condivide uno con altri enti. In alcuni casi un solo segretario segue più Comuni contemporaneamente.

Questo comporta conseguenze concrete:

• rallentamento delle delibere e dei bandi pubblici
• difficoltà nella gestione dei fondi PNRR
• maggiore rischio di errori amministrativi
• minore controllo preventivo sugli appalti

Nei piccoli Comuni la situazione è ancora più delicata. Spesso hanno poco personale e il segretario rappresenta il punto di riferimento tecnico-giuridico dell’intera macchina amministrativa.

Senza una presenza stabile, il funzionamento dell’ente si indebolisce.


Perché il problema riguarda anche il PNRR?

Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) prevede miliardi di euro destinati ai Comuni per opere pubbliche, digitalizzazione, scuole, infrastrutture.

Ma ottenere i fondi non basta: bisogna gestirli correttamente.

Ogni finanziamento richiede:

• atti formali corretti
• bandi regolari
• contratti conformi alla legge
• rispetto delle scadenze

Il segretario comunale è la figura che garantisce la correttezza giuridica di questi passaggi. Se manca o è sovraccarico, aumenta il rischio di ritardi o di irregolarità che possono portare alla perdita dei fondi.


Le 98 nuove assunzioni: sono sufficienti?

L’autorizzazione riguarda 98 nuove unità. È un passo importante, ma se il deficit supera le 2.400 sedi vacanti, è evidente che non basta a risolvere il problema strutturale.

Si tratta piuttosto di un intervento parziale, utile ma non risolutivo.

Il nodo vero è rendere la professione più attrattiva e velocizzare i percorsi di accesso, senza abbassare la qualità della selezione.


Perché si parla di “crisi silenziosa”?

Perché non è un tema che fa rumore mediatico. Non riguarda una nuova tassa o una riforma eclatante.

Eppure incide sul funzionamento quotidiano dei Comuni, cioè dell’istituzione più vicina ai cittadini.

Se un Comune è lento, inefficiente o commette errori amministrativi, spesso dietro c’è anche una carenza strutturale di personale qualificato.

È una crisi che non si vede, ma si sente nei ritardi, nelle pratiche bloccate, nei cantieri che non partono.


Domande frequenti (FAQ)

Il segretario comunale è scelto dal sindaco?
No. È un funzionario iscritto a un Albo nazionale. Il sindaco può nominarlo tra quelli disponibili, ma non è una scelta politica libera come quella degli assessori.

Il segretario è un dipendente del Comune?
Formalmente dipende dal Ministero dell’Interno, ma lavora presso il Comune che lo nomina.

Cosa succede se un Comune resta senza segretario?
Può avere un segretario “a scavalco”, cioè condiviso con altri Comuni. Ma questo comporta minore presenza e maggiore carico di lavoro.

La mancanza di segretari può bloccare un’opera pubblica?
Non direttamente, ma può rallentare l’approvazione degli atti necessari per far partire gare e contratti.

Perché il concorso è così difficile?
Perché il segretario deve conoscere diritto amministrativo, contabilità pubblica, appalti, enti locali. È una figura tecnica di altissima responsabilità.

Le 98 assunzioni risolveranno il problema?
Aiuteranno, ma non eliminano la carenza strutturale. Servirebbero interventi più ampi e continuativi.


Conclusione

La carenza dei segretari comunali non è solo un tema tecnico per addetti ai lavori. È un problema che incide sulla qualità dei servizi pubblici, sulla gestione dei fondi europei e sulla legalità amministrativa.

Non si tratta di un dettaglio burocratico, ma di un elemento fondamentale per far funzionare lo Stato nei territori.

Per questo può essere definita, a pieno titolo, una delle crisi silenziose più rilevanti della macchina amministrativa italiana.

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