Offerta economicamente più vantaggiosa vs massimo ribasso: cosa cambia davvero negli appalti pubblici

N. 0 18/02/2026 Approfondimenti Pubblicato il 18/02/2026 20:35
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Offerta economicamente più vantaggiosa vs massimo ribasso: cosa cambia davvero negli appalti pubblici

Perché negli appalti pubblici conta la qualità e non solo il prezzo
Offerta economicamente più vantaggiosa vs massimo ribasso spiegati in modo semplice

Quando si legge un esito di gara pubblica, spesso si trovano due espressioni tecniche:

  • “criterio del massimo ribasso”

  • “offerta economicamente più vantaggiosa”

Sembrano formule complicate, ma in realtà riguardano una domanda molto semplice:

👉 Lo Stato deve scegliere chi costa meno o chi offre il servizio migliore?

Vediamolo in modo chiaro, senza tecnicismi inutili.

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Cos’è il massimo ribasso?

Il massimo ribasso è il criterio più semplice possibile.

Funziona così:

  • L’amministrazione stabilisce un prezzo base.

  • Le imprese fanno un’offerta al ribasso.

  • Vince chi offre il prezzo più basso.

È una logica molto simile a un’asta al contrario.

Esempio semplice

Se il prezzo base è 1 milione di euro:

  • Impresa A offre 950.000 €

  • Impresa B offre 900.000 €

  • Impresa C offre 870.000 €

Vince chi offre 870.000 €.

Non si valutano qualità aggiuntive, organizzazione, esperienza: conta solo il prezzo.

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Cos’è l’offerta economicamente più vantaggiosa?

L’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV) funziona in modo diverso.

Non vince chi costa meno, ma chi ottiene il miglior punteggio complessivo, dato da:

  • prezzo

  • qualità del servizio

  • organizzazione

  • esperienza

  • proposte migliorative

  • sicurezza

  • personale impiegato

In pratica, si assegna un punteggio sia al prezzo sia agli aspetti qualitativi.

Esempio semplice

Una gara può prevedere:

  • 70 punti per la qualità

  • 30 punti per il prezzo

Un’impresa può non essere la più economica, ma offrire un servizio migliore e quindi vincere.

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Perché oggi non si usa più solo il prezzo più basso?

Negli anni si è capito che il massimo ribasso può creare problemi, soprattutto nei servizi delicati.

Se si sceglie sempre chi costa meno, le imprese possono:

  • ridurre il personale

  • pagare meno i lavoratori

  • tagliare sulla formazione

  • risparmiare sulla sicurezza

  • offrire un servizio minimo

Questo è particolarmente rischioso in settori come:

  • vigilanza

  • sicurezza

  • sanità

  • assistenza sociale

  • manutenzione di impianti pubblici

In questi casi, risparmiare troppo può significare abbassare la qualità.

Per questo motivo, la normativa moderna spinge sempre più verso l’offerta economicamente più vantaggiosa.

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Come si valuta la qualità nei servizi di sicurezza?

Prendiamo il caso della vigilanza universitaria.

Non basta chiedere: “Quanto costa?”

Bisogna valutare:

  • Quante guardie saranno presenti?

  • Che formazione hanno?

  • Come sono organizzati i turni?

  • Che sistemi tecnologici vengono utilizzati?

  • Come vengono gestite le emergenze?

  • Qual è il piano di controllo notturno?

Tutti questi elementi vengono tradotti in punteggi.

Ad esempio:

  • 20 punti per l’organizzazione del servizio

  • 15 punti per la formazione del personale

  • 10 punti per le soluzioni tecnologiche

  • 30 punti per il prezzo

Vince chi ottiene il punteggio più alto complessivo.

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I rischi del massimo ribasso nei servizi sensibili

Il massimo ribasso può funzionare bene per:

  • forniture standardizzate

  • beni facilmente confrontabili

  • prodotti identici tra loro

Ma nei servizi complessi può creare:

⚠ Riduzione della qualità
⚠ Turni massacranti per i lavoratori
⚠ Tagli alla sicurezza
⚠ Problemi contrattuali successivi
⚠ Rischio di contenziosi

In alcuni casi, un prezzo troppo basso può essere addirittura insostenibile.

Per questo oggi si preferisce valutare l’equilibrio tra prezzo e qualità.

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Confronto diretto tra i due sistemi

Massimo ribasso
✔ Semplice
✔ Rapido
✔ Facile da calcolare
✖ Rischia di abbassare la qualità
✖ Poco adatto ai servizi complessi

Offerta economicamente più vantaggiosa
✔ Valuta qualità e organizzazione
✔ Più adatta a servizi delicati
✔ Incentiva professionalità
✖ Più complessa da gestire
✖ Richiede commissioni tecniche di valutazione

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Perché negli appalti moderni conta la qualità?

Oggi la Pubblica Amministrazione non deve solo “spendere meno”, ma deve:

  • garantire servizi sicuri

  • tutelare i lavoratori

  • evitare disservizi

  • prevenire problemi legali

  • assicurare continuità operativa

Un servizio scadente può costare molto di più nel lungo periodo.

Meglio spendere qualcosa in più oggi che affrontare problemi domani.

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Paragoni utili per capire

Immaginiamo di scegliere:

🔹 Un’impresa di pulizie per casa
Se costa pochissimo ma lavora male, dovrai richiamarla o rifare il lavoro.

🔹 Un medico
Non scegli il più economico, ma quello più competente.

🔹 Un impianto di sicurezza
Non guardi solo il prezzo, ma l’affidabilità.

Negli appalti pubblici vale la stessa logica.

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FAQ – Domande frequenti

Il massimo ribasso è vietato?
No. È ancora utilizzabile, ma meno frequente nei servizi complessi.

L’offerta economicamente più vantaggiosa costa sempre di più?
Non necessariamente. Può garantire un miglior rapporto qualità-prezzo.

Come si evita favoritismi nella valutazione della qualità?
Attraverso criteri stabiliti prima della gara e commissioni tecniche indipendenti.

È più trasparente il massimo ribasso?
È più semplice da capire, ma non sempre più equo nei risultati.

Quale sistema è migliore?
Dipende dall’oggetto della gara.
Per beni standard → massimo ribasso può funzionare.
Per servizi complessi → meglio valutare anche la qualità.

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Conclusione

Negli appalti pubblici moderni non basta più scegliere chi costa meno.

Soprattutto nei servizi sensibili come sicurezza, sanità e assistenza, conta la qualità, l’organizzazione e l’affidabilità.

L’offerta economicamente più vantaggiosa nasce proprio per trovare un equilibrio tra risparmio e qualità.

Perché spendere meno non significa sempre spendere meglio.

Apostilla – Massimo ribasso e varianti dopo poche settimane: è normale?

Spesso accade questo:

1️⃣ Una gara viene aggiudicata con un ribasso molto alto.
2️⃣ Dopo poche settimane o pochi mesi viene approvata una variante.
3️⃣ La variante aumenta l’importo del contratto per aggiornamenti prezzi o modifiche tecniche.
4️⃣ Il forte ribasso iniziale viene, di fatto, riassorbito.

Questo fenomeno fa nascere una domanda legittima:

👉 È una pratica corretta oppure no?

Vediamolo con equilibrio.

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Quando la variante è legittima

La legge consente le varianti in corso d’opera in casi precisi, ad esempio:

  • imprevisti tecnici non prevedibili

  • sopravvenuti aumenti straordinari dei prezzi

  • esigenze migliorative non sostanziali

  • errori progettuali non rilevabili prima

In questi casi, la variante è uno strumento normale e legittimo.

Non tutte le varianti sono sospette.

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Quando bisogna prestare attenzione

Il problema nasce quando:

  • il ribasso è molto elevato (anche 30–40%)

  • poco dopo si approva una variante che riporta il prezzo vicino alla base iniziale

  • le modifiche non sembrano davvero impreviste

In questi casi può sorgere il dubbio che:

  • il ribasso fosse eccessivo e non sostenibile

  • si sia puntato a vincere la gara con un prezzo basso per poi recuperare dopo

  • la progettazione iniziale fosse carente

Non significa automaticamente che ci sia irregolarità, ma è una situazione che merita attenzione.

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Pro e contro di questa dinamica

Possibili aspetti positivi

✔ Adeguamento a situazioni impreviste reali
✔ Aggiornamento prezzi in periodi di forte inflazione
✔ Miglioramento tecnico dell’opera

Rischi e criticità

⚠ Riduzione apparente della concorrenza reale
⚠ Ribassi “aggressivi” non sostenibili
⚠ Aumento dei costi nel tempo
⚠ Scarsa programmazione iniziale
⚠ Perdita di fiducia dei cittadini

Se il ribasso viene sistematicamente riassorbito con varianti, il risparmio iniziale diventa solo teorico.

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È corretto o no?

Dipende dai casi.

È corretto quando:

  • la variante è motivata,

  • è tecnicamente giustificata,

  • rientra nei limiti previsti dalla legge,

  • è trasparente e pubblicata.

Diventa discutibile quando:

  • è ricorrente e sistematica,

  • manca una motivazione tecnica forte,

  • appare come un “aggiustamento” prevedibile fin dall’inizio.

La legge non vieta le varianti, ma impone limiti e controlli.

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Bisogna stare attenti?

Sì, ma senza automatismi.

Non tutte le varianti sono un problema.
Non tutti i ribassi elevati sono irregolari.

Tuttavia, quando si nota un pattern ripetuto di:

  • ribassi molto forti

  • varianti immediate

  • aumento consistente dell’importo

è legittimo porsi delle domande.

La trasparenza serve proprio a questo.

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Cosa può fare il cittadino?

Un cittadino può:

✔ Consultare gli atti pubblicati (delibere, varianti, motivazioni)
✔ Verificare se la variante è adeguatamente motivata
✔ Controllare se l’aumento rientra nei limiti di legge
✔ Segnalare eventuali dubbi agli organi di controllo

  • ANAC

  • Corte dei Conti

  • Consiglio comunale (se ente locale)

È importante distinguere tra:

  • controllo civico legittimo

  • accuse senza elementi

La vigilanza informata è uno strumento democratico.

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In sintesi

Il massimo ribasso seguito da variante non è automaticamente scorretto.

Ma quando il ribasso viene sistematicamente “riassorbito” poco dopo, si riduce l’effetto concorrenziale e il risparmio iniziale perde significato.

La chiave è sempre la stessa:

👉 trasparenza, motivazione tecnica e controlli.

Perché negli appalti pubblici non conta solo quanto si risparmia oggi, ma quanto si spende correttamente nel tempo.

 

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