Serie Generale n.36 del 13/02/2026

Serie Generale N. 36 13/02/2026 Pubblicato il 13/02/2026 23:53
Condividi questo articolo
Serie Generale n.36 del 13/02/2026

La Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2026 contiene due interventi di particolare rilievo:

  1. la conversione in legge del decreto sulle elezioni e i referendum del 2026;

  2. l’introduzione della nuova classificazione nazionale dei dispositivi medici.

Si tratta di provvedimenti tecnici, ma con effetti molto concreti sulla vita amministrativa del Paese e sull’organizzazione della sanità pubblica. Vediamo cosa significano, in modo chiaro e accessibile.


PARTE I – ELEZIONI 2026: NUOVE REGOLE PER REFERENDUM E COMUNI PICCOLI

La conversione del decreto: cosa significa?

Il Parlamento ha convertito in legge il decreto-legge del 27 dicembre 2025 sulle consultazioni elettorali e referendarie del 2026.

Un decreto-legge è un atto adottato dal Governo in casi di necessità e urgenza. Entra subito in vigore, ma deve essere approvato dal Parlamento entro 60 giorni. Questo passaggio si chiama conversione in legge. Durante la conversione, il Parlamento può modificare il testo originario.

In questo caso, le modifiche riguardano soprattutto:

  • l’organizzazione dei seggi;

  • il funzionamento delle operazioni di voto;

  • le regole nei comuni con una sola lista.


Quando si vota per più cose insieme: cosa succede?

Nel 2026 potrebbero svolgersi nello stesso giorno:

  • referendum costituzionali (previsti dall’articolo 138 della Costituzione);

  • elezioni amministrative (elezione di sindaci e consigli comunali).

Quando due consultazioni avvengono insieme si parla di abbinamento elettorale.

La legge chiarisce che:

  • la composizione del seggio (presidente, scrutatori, segretario) seguirà le regole delle elezioni amministrative;

  • i compensi dei componenti del seggio seguiranno invece la disciplina dei referendum;

  • lo scrutinio (cioè il conteggio dei voti) avverrà prima per i referendum e poi per le amministrative, senza interruzioni.

Questa precisazione evita incertezze organizzative e possibili contestazioni.


La novità più importante: comuni fino a 15.000 abitanti con una sola lista

Qui troviamo la modifica più delicata e significativa.

Nei piccoli comuni può accadere che si presenti una sola lista di candidati. In questi casi, per evitare che il sindaco venga eletto con pochissimi voti, la legge prevede dei requisiti minimi.

Per il solo anno 2026, l’elezione sarà valida solo se:

  • la lista ottiene almeno il 50% dei voti validi;

  • ha votato almeno il 40% degli elettori iscritti.

Se queste soglie non vengono raggiunte, l’elezione è nulla.

Cosa sono i “voti validi”?

Sono i voti effettivamente attribuiti alla lista, esclusi:

  • schede bianche,

  • schede nulle.

Chi si conta tra gli elettori?

Non vengono conteggiati, per il calcolo del 40%, gli iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) che non votano. Questa precisazione evita di alzare artificialmente il quorum.


Aumento del fondo per le spese elettorali

La legge incrementa di oltre 6 milioni di euro il fondo destinato alle spese elettorali.

Si tratta del fondo che copre:

  • compensi ai componenti dei seggi;

  • spese organizzative;

  • materiali elettorali;

  • logistica.

Dal punto di vista tecnico, le risorse vengono spostate da un fondo di riserva del Ministero dell’Economia. Questo tipo di operazione si chiama copertura finanziaria: ogni legge che comporta spese deve indicare con precisione da dove provengono i soldi.


PARTE II – NUOVA CLASSIFICAZIONE DEI DISPOSITIVI MEDICI: COSA CAMBIA PER LA SANITÀ

Il secondo grande intervento riguarda la sanità e può sembrare molto tecnico, ma ha implicazioni rilevanti per il controllo della spesa pubblica.

Il Ministero della Salute ha introdotto la nuova Classificazione Italiana dei Dispositivi Medici (CID).


Cosa sono i dispositivi medici?

Per dispositivi medici si intendono:

  • protesi,

  • siringhe,

  • pacemaker,

  • dispositivi per la diagnostica,

  • strumenti chirurgici,

  • apparecchi per analisi di laboratorio,

  • dispositivi medico-diagnostici in vitro (cioè utilizzati su campioni biologici, come esami del sangue).

Non sono farmaci, ma strumenti o apparecchi utilizzati per diagnosi, prevenzione o terapia.


Perché serve una classificazione?

Per gestire la spesa sanitaria occorre sapere esattamente:

  • che tipo di dispositivo si acquista,

  • in quale quantità,

  • con quali caratteristiche tecniche.

Una classificazione è un sistema organizzato di codici che consente di catalogare ogni dispositivo in modo preciso.

Finora era in vigore la CND (Classificazione Nazionale Dispositivi). Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore la nuova CID.


Struttura della nuova CID: cos’è un sistema “ad albero”?

La CID ha una struttura alfanumerica ad albero.

Un sistema “ad albero” significa che:

  • esiste un livello generale (es. categoria ampia);

  • si scende progressivamente verso livelli più specifici;

  • ogni livello aggiunge dettagli.

È come una cartella principale che contiene sottocartelle, che a loro volta contengono altre sottocartelle.

I primi sette livelli sono allineati alla nomenclatura europea EMDN. Questo permette uniformità a livello europeo.


Perché è importante l’allineamento europeo?

L’Unione Europea ha previsto una nomenclatura unica per facilitare:

  • la tracciabilità dei dispositivi;

  • il controllo del mercato;

  • la sicurezza dei pazienti.

Avere una classificazione coerente con quella europea significa:

  • meno duplicazioni;

  • maggiore trasparenza;

  • dati comparabili tra Paesi.


Obiettivi concreti della nuova classificazione

La CID serve a:

  1. migliorare l’uso appropriato dei dispositivi;

  2. rafforzare il monitoraggio della spesa;

  3. rendere più efficienti le procedure di acquisto.

Cosa significa “uso appropriato”?

Significa utilizzare il dispositivo giusto, nel contesto clinico corretto, evitando sprechi o acquisti sovradimensionati.

Cosa significa “monitoraggio della spesa”?

Vuol dire poter controllare in modo dettagliato:

  • quanto si spende,

  • per quali categorie,

  • in quali regioni.

Questo è fondamentale per contenere la spesa sanitaria pubblica.


Aggiornamento annuale

La nuova classificazione sarà aggiornata ogni anno.

Gli aggiornamenti dei primi sette livelli seguiranno le decisioni europee.
Dal livello ottavo in poi, le modifiche potranno essere approvate dal Ministero della Salute con il coinvolgimento delle Regioni.

Questo sistema garantisce:

  • stabilità della struttura;

  • capacità di adattarsi all’innovazione tecnologica.


Nessun nuovo costo per lo Stato

Il decreto prevede una clausola di invarianza finanziaria.

Questa formula tecnica significa che:

  • l’attuazione della riforma non deve comportare nuove spese per la finanza pubblica;

  • le amministrazioni devono operare con le risorse già disponibili.


Perché questo numero della Gazzetta è rilevante?

Questo numero mette insieme due ambiti fondamentali:

  • la qualità della democrazia locale (regole elettorali più chiare e quorum rafforzato nei piccoli comuni);

  • la sostenibilità del sistema sanitario (maggiore controllo e trasparenza sui dispositivi medici).

Nel primo caso, si rafforza la legittimazione democratica.
Nel secondo, si interviene su uno dei settori più delicati della spesa pubblica.

Dietro norme apparentemente tecniche si nasconde un obiettivo comune: rendere il sistema pubblico più ordinato, trasparente e controllabile.

Incorpora questo articolo

Copia e incolla questo codice HTML nel tuo sito web:

Anteprima:

Nota: Il widget è completamente responsive e si adatta automaticamente alla larghezza del contenitore.