Il rifinanziamento dell’Invito 2° 2025 di Fondartigianato, con oltre 10 milioni di euro destinati alla formazione, potrebbe sembrare una comunicazione tecnica riservata agli addetti ai lavori. In realtà si tratta di una notizia economica rilevante per migliaia di imprese artigiane e per il sistema produttivo italiano.
Per capire perché, occorre fare un passo indietro e spiegare alcuni concetti chiave.
Fondartigianato è un fondo interprofessionale per la formazione continua.
I fondi interprofessionali sono strumenti previsti dalla legge che permettono alle imprese di finanziare la formazione dei propri dipendenti utilizzando una parte dei contributi che già versano all’INPS.
In pratica:
Ogni impresa versa contributi obbligatori per i propri lavoratori.
Una piccola quota (lo 0,30% del monte salari) può essere destinata a un fondo interprofessionale.
Il fondo utilizza queste risorse per finanziare corsi di aggiornamento e riqualificazione.
Non si tratta quindi di “nuove tasse”, ma di un meccanismo che consente di recuperare risorse già versate per investirle nella crescita delle competenze.
Fondartigianato è il fondo dedicato in particolare al mondo dell’artigianato e delle piccole e medie imprese.
Il rifinanziamento dell’Invito 2° 2025 significa che vengono messe a disposizione nuove risorse economiche, con nuove scadenze, per sostenere progetti formativi.
Non è un semplice atto burocratico.
È un segnale economico chiaro:
il sistema investe ancora sulla formazione;
si amplia la platea delle imprese che possono accedere ai contributi;
si rafforza la competitività del comparto artigiano.
Parliamo di oltre 10 milioni di euro suddivisi in diverse linee di intervento, che riguardano sviluppo territoriale, accordi regionali, progetti aziendali e nuove adesioni.
Nel mondo delle piccole imprese, la formazione spesso rappresenta un costo difficile da sostenere autonomamente.
Un corso di aggiornamento tecnico può costare migliaia di euro.
Se l’impresa ha pochi dipendenti, l’investimento diventa impegnativo.
Ecco perché la formazione finanziata assume un peso strategico:
consente alle imprese di aggiornare competenze senza sostenere interamente i costi;
permette di affrontare innovazioni tecnologiche (digitalizzazione, automazione, sostenibilità);
migliora la qualità dei servizi offerti.
In settori come meccanica, edilizia, impiantistica, moda, agroalimentare, l’aggiornamento continuo è fondamentale per restare sul mercato.
Il numero preciso dipende dalla dimensione dei progetti finanziati.
In media:
un progetto formativo aziendale può valere da alcune migliaia a decine di migliaia di euro;
i progetti territoriali o di filiera possono coinvolgere più imprese contemporaneamente.
Con uno stanziamento superiore ai 10 milioni di euro, è realistico stimare che centinaia di imprese possano beneficiare direttamente dei contributi, con un impatto indiretto su migliaia di lavoratori.
L’effetto moltiplicatore è significativo: ogni euro investito in formazione tende a generare maggiore produttività, innovazione e capacità di adattamento.
La formazione continua è l’aggiornamento professionale dei lavoratori già occupati.
Non si tratta di formazione scolastica, ma di:
corsi su nuove tecnologie;
aggiornamenti normativi;
sicurezza sul lavoro;
gestione aziendale;
competenze digitali;
innovazione di prodotto o processo.
Per una PMI, investire in formazione significa:
ridurre errori e inefficienze;
migliorare la qualità del prodotto o servizio;
rispondere più rapidamente ai cambiamenti del mercato;
aumentare la capacità di competere anche a livello internazionale.
In un contesto economico caratterizzato da transizione digitale e transizione ecologica, le competenze diventano il vero fattore competitivo.
Nel sistema di Fondartigianato si parla spesso di bilateralità.
La bilateralità è un modello in cui organizzazioni datoriali (che rappresentano le imprese) e sindacati (che rappresentano i lavoratori) collaborano nella gestione di strumenti comuni, come fondi per la formazione o per il sostegno al reddito.
Questo significa che:
le decisioni non sono unilaterali;
i programmi formativi nascono da esigenze reali del settore;
si favorisce un equilibrio tra sviluppo dell’impresa e tutela del lavoratore.
Nel mondo artigiano, la bilateralità ha una lunga tradizione ed è considerata uno strumento di stabilità e dialogo sociale.
Il rifinanziamento arriva in una fase economica delicata, in cui le imprese devono:
affrontare l’aumento dei costi energetici;
adeguarsi a nuove normative;
investire in digitalizzazione;
gestire la transizione generazionale.
Mettere a disposizione nuove risorse per la formazione significa:
sostenere la resilienza delle PMI;
prevenire perdita di competitività;
favorire innovazione e occupazione qualificata.
Non è solo un atto amministrativo.
È una scelta di politica industriale.
Molti imprenditori non sanno di poter accedere a questi strumenti o li considerano troppo complessi.
In realtà, con il supporto di consulenti o enti formativi accreditati, la partecipazione è strutturata e guidata.
Il vero rischio non è la complessità burocratica, ma la mancata informazione.
Il rifinanziamento di Fondartigianato per oltre 10 milioni di euro rappresenta:
un sostegno concreto al sistema artigiano;
un investimento nella qualità del lavoro;
una leva strategica per la competitività delle PMI.
In un’economia in cui il capitale umano è sempre più decisivo, la formazione non è un costo accessorio, ma un investimento strutturale.
Ed è proprio su questo terreno che si gioca una parte importante del futuro delle piccole e medie imprese italiane.
Possono accedere le imprese aderenti a Fondartigianato.
L’adesione avviene attraverso la destinazione dello 0,30% dei contributi INPS (Fondo interprofessionale).
Se l’azienda non è ancora iscritta, può valutare l’adesione prima della presentazione del progetto.
👉 Verifica con il consulente del lavoro se la tua azienda risulta aderente.
Il finanziamento copre in tutto o in parte i costi della formazione.
In molti casi:
i corsi sono finanziati al 100%;
l’azienda sostiene solo il costo del tempo lavorativo del dipendente.
Non si tratta di un prestito, ma di un contributo a fondo perduto.
Dipende dalla linea di intervento, ma generalmente si possono finanziare:
aggiornamenti tecnici di settore
formazione digitale (software, gestione dati, e-commerce)
sicurezza sul lavoro
sostenibilità ambientale
innovazione di processo
competenze manageriali
La formazione deve essere coerente con le esigenze aziendali.
La procedura è strutturata, ma non impossibile.
Spesso le imprese si affidano a:
enti di formazione accreditati
consulenti specializzati
associazioni di categoria
Questi soggetti supportano nella progettazione, nella compilazione e nella rendicontazione.
Dipende dalla linea scelta.
Alcune linee funzionano con “sportelli periodici” (finestre di presentazione ogni due settimane).
Altre prevedono scadenze precise.
I tempi di valutazione possono variare, ma generalmente si tratta di alcuni mesi.
Sì.
Fondartigianato è pensato soprattutto per:
microimprese
piccole imprese
imprese artigiane
Esistono anche progetti collettivi che coinvolgono più aziende dello stesso territorio o settore.
Una volta approvato:
Si avvia la formazione.
I corsi devono essere svolti secondo il piano presentato.
Occorre documentare presenze e attività.
Viene effettuata la rendicontazione finale.
È fondamentale rispettare le regole amministrative per non perdere il contributo.
Perché oggi la competitività si basa sulle competenze.
La formazione permette di:
ridurre errori e costi nascosti
migliorare qualità e produttività
affrontare nuove tecnologie
rendere l’impresa più attrattiva anche per giovani lavoratori
Nel medio periodo, l’investimento in competenze ha un ritorno economico concreto.
No.
Ma non utilizzare strumenti già disponibili significa rinunciare a risorse che l’impresa sta già versando tramite i contributi.
Il rischio non è aderire: è non informarsi.
Il rifinanziamento non è solo un annuncio tecnico.
È un’opportunità reale per rafforzare le imprese artigiane attraverso la crescita delle competenze.
Per molte PMI, può fare la differenza tra subire il cambiamento o guidarlo.