La nuova definizione di "giovane agricoltore" nella pac: cosa cambia e perché è importante

N. 0 10/02/2026 Approfondimenti Pubblicato il 09/02/2026 22:34
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La nuova definizione di "giovane agricoltore" nella pac: cosa cambia e perché è importante

Il decreto del 22 dicembre 2025 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 32 del 9 febbraio 2026 introduce una modifica alla definizione di giovane agricoltore, concetto chiave per accedere agli aiuti della Politica Agricola Comune (PAC) dell’Unione Europea. Dietro questa apparente modifica tecnica si nasconde un’opportunità strategica per migliaia di giovani che vogliono investire in agricoltura.

Chi è il "giovane agricoltore" secondo la nuova definizione?

Con la nuova formulazione, viene recepito l’aggiornamento del Piano Strategico Nazionale della PAC 2023–2027, approvato dalla Commissione Europea. Secondo il quadro aggiornato:

  • Il giovane agricoltore è una persona di età non superiore a 40 anni al momento della presentazione della domanda;

  • Deve essere insediato per la prima volta come capo di un’azienda agricola entro un certo termine (stabilito a livello nazionale);

  • Deve possedere adeguate qualifiche e competenze professionali, oppure acquisirle entro un certo periodo.

Questi requisiti sono necessari per ottenere:

  • il pagamento supplementare per giovani agricoltori,

  • il sostegno agli investimenti nelle aziende agricole,

  • e altri strumenti finanziari mirati a favorire il ricambio generazionale.

Perché è importante questa modifica?

Negli anni, uno dei limiti principali dell’accesso agli aiuti PAC è stato proprio legato a una definizione troppo rigida o non allineata alle esigenze reali degli aspiranti imprenditori agricoli. Con questa revisione:

  • Si allarga la platea dei beneficiari, grazie a una maggiore flessibilità sui tempi di insediamento;

  • Si favorisce una transizione generazionale più efficace, fondamentale in un settore dove l’età media dei titolari è molto elevata;

  • Si rafforzano gli strumenti di formazione e professionalizzazione, che diventano parte integrante del percorso di accesso agli aiuti.

Quali sono le implicazioni pratiche?

Chi oggi ha meno di 41 anni, sta avviando un’impresa agricola o è in procinto di subentrare a quella familiare, può:

  • accedere a contributi diretti per il reddito;

  • partecipare a bandi regionali per ammodernare le strutture, introdurre innovazioni o migliorare la sostenibilità;

  • avere priorità nei programmi legati a insediamento e formazione.

È bene sottolineare che ogni regione, pur all’interno delle linee guida nazionali, potrà definire ulteriori criteri operativi. È quindi consigliabile rivolgersi a un Centro di Assistenza Agricola (CAA) o a una organizzazione professionale agricola per avere supporto nella presentazione delle domande.

Conclusione

Il cambiamento nella definizione di "giovane agricoltore" non è solo un aggiornamento normativo, ma un ponte concreto tra le nuove generazioni e un settore chiave dell’economia italiana. L’agricoltura del futuro ha bisogno di innovazione, sostenibilità e competenze, e questi strumenti sono pensati proprio per chi è pronto a raccogliere la sfida.

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