Nuove regole per la verifica dei contatori dell’acqua – Cosa cambia e cosa significa per cittadini e gestori

N. 0 23/01/2026 Approfondimenti Pubblicato il 22/01/2026 18:41
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Nuove regole per la verifica dei contatori dell’acqua – Cosa cambia e cosa significa per cittadini e gestori

Con il Decreto n. 219 del 26 novembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22 gennaio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha introdotto importanti modifiche alla normativa che regola la verifica periodica dei contatori dell’acqua, strumenti utilizzati per misurare il consumo idrico nelle abitazioni, nelle aziende e negli edifici pubblici.

L’obiettivo è duplice: semplificare le procedure per i controlli e uniformare i criteri di verifica in tutta Italia, in linea con la normativa europea. Ma cosa cambia esattamente? E cosa vuol dire tutto questo per i cittadini? Vediamolo insieme in modo chiaro e accessibile.

Che cos’è un contatore dell’acqua?

È uno strumento di misura che registra quanta acqua viene consumata in un’abitazione o in un edificio. I dati rilevati servono ai gestori del servizio idrico per calcolare le bollette. Esistono diversi tipi di contatori: meccanici, statici (cioè elettronici, senza parti mobili) e venturimetrici (che sfruttano il principio fisico del restringimento del flusso d'acqua per misurare la quantità).

Perché devono essere controllati?

Per legge, tutti gli strumenti di misura devono essere verificati periodicamente per garantire che siano affidabili e precisi. Una verifica serve a controllare che il contatore non dia letture sbagliate (che potrebbero penalizzare il cittadino o il gestore). È un principio simile a quello che si applica alle bilance nei negozi o ai tachimetri nelle automobili.

Cosa prevedeva la normativa prima?

Fino ad oggi, la frequenza delle verifiche dipendeva dal tipo di contatore:

  • Meccanici con portata fino a 16 metri cubi all’ora: ogni 10 anni

  • Statici e venturimetrici con portata superiore: ogni 13 anni

Cosa prevede il nuovo decreto?

Il nuovo regolamento unifica la periodicità per tutte le tipologie di contatori: ora tutti i contatori dell’acqua devono essere verificati ogni 13 anni, indipendentemente dal tipo o dalla portata.

Perché è stata fatta questa modifica?

Le motivazioni principali sono:

  • Semplificare la normativa per cittadini, enti e imprese.

  • Allineare le regole italiane a quelle europee (in particolare alla Direttiva UE 2014/32).

  • Garantire un migliore monitoraggio e controllo degli strumenti di misura.

Cosa succede ai contatori già installati?

Il decreto chiarisce che anche i contatori già in servizio o immessi sul mercato seguiranno la nuova regola: la verifica sarà obbligatoria ogni 13 anni a partire dall’entrata in vigore del provvedimento.

Cosa cambia per il cittadino?

Per chi vive in una casa o in un condominio, questo cambiamento ha un impatto principalmente indiretto:

  • Non sarà necessario fare nulla di nuovo: i gestori del servizio idrico si occuperanno delle verifiche.

  • Le bollette dell’acqua continueranno ad arrivare come sempre, ma con la certezza che il contatore sia stato controllato secondo regole più chiare.

E per i gestori del servizio idrico?

Le aziende che gestiscono l’acqua dovranno:

  • Adeguare i propri programmi di verifica alla nuova scadenza unica.

  • Pianificare le sostituzioni o le revisioni tecniche dei contatori in modo conforme alla legge.

Chi effettua le verifiche?

Le verifiche periodiche possono essere eseguite da:

  • Enti pubblici accreditati (come le Camere di Commercio).

  • Laboratori accreditati secondo le norme vigenti, che devono garantire competenza tecnica, imparzialità e indipendenza.

Cosa succede se un contatore non è verificato nei tempi previsti?

Se un contatore non viene sottoposto alla verifica nei tempi stabiliti, può essere considerato non conforme, e il gestore potrebbe doverlo sostituire o sospendere l’uso per garantire la correttezza della misurazione.

C’è un impatto sulle finanze pubbliche?

No. Il decreto specifica che non ci saranno nuovi o maggiori oneri per lo Stato. Le amministrazioni interessate dovranno provvedere con le risorse già disponibili.

In sintesi:

  • Tutti i contatori dell’acqua devono ora essere verificati ogni 13 anni.

  • La nuova regola vale anche per i contatori già installati.

  • Il cittadino non deve fare nulla: se ne occupano i gestori.

  • Lo scopo è semplificare, garantire trasparenza e migliorare i controlli.

Questa riforma, apparentemente tecnica, ha un impatto concreto sulla quotidianità di milioni di cittadini, garantendo più chiarezza, meno burocrazia e maggiore sicurezza nella gestione di un bene prezioso come l’acqua.

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