Registro pubblico delle opposizioni: cosa cambia nel 2026 e come funziona davvero

N. 0 30/01/2026 Approfondimenti Pubblicato il 29/01/2026 23:19
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Registro pubblico delle opposizioni: cosa cambia nel 2026 e come funziona davvero

Nel mare di provvedimenti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 29 gennaio 2026, uno dei più vicini alla vita quotidiana dei cittadini riguarda il Registro pubblico delle opposizioni (RPO). Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha approvato il piano preventivo dei costi di funzionamento e manutenzione del registro per l’anno 2026, insieme alle nuove tariffe per l’accesso da parte degli operatori.

Questo tema tocca direttamente la tutela della privacy e la lotta contro le chiamate pubblicitarie indesiderate. Ma come funziona davvero questo registro? E cosa cambia con le nuove tariffe?


Cos’è il Registro pubblico delle opposizioni

Il RPO è un servizio pubblico istituito con la legge n. 5/2011 e aggiornato nel tempo. Permette a chiunque abbia un numero di telefono (fisso o mobile) di opporsi all’uso dei propri dati personali a fini pubblicitari, da parte di call center, aziende di marketing o società che effettuano ricerche di mercato.

Una volta iscritti al registro:

  • le aziende non possono più contattarti per offerte commerciali,

  • i tuoi dati devono essere cancellati dagli elenchi a cui gli operatori accedono,

  • puoi comunque autorizzare specificamente alcune aziende a contattarti, se lo desideri.

L’iscrizione è gratuita e può essere fatta online, via email o telefonicamente.


Chi deve rispettarlo: gli obblighi per gli operatori

Le aziende che fanno attività promozionale tramite telefono o posta cartacea devono:

  1. Verificare i numeri che intendono contattare, consultando il Registro.

  2. Pagare una tariffa per accedere alla banca dati.

  3. Aggiornare periodicamente i propri elenchi di numeri, per rimuovere quelli iscritti.

  4. Dimostrare di avere ottenuto un consenso valido, se contattano qualcuno nonostante l’iscrizione.

In caso di violazioni, sono previste sanzioni da parte del Garante per la protezione dei dati personali.


Cosa cambia con le nuove tariffe del 2026

Il decreto pubblicato stabilisce per l’anno 2026:

  • un piano dei costi di gestione e manutenzione del sistema RPO,

  • l’aggiornamento delle tariffe di accesso al registro per le aziende.

Queste tariffe variano in base a:

  • numero di interrogazioni effettuate (più numeri si controllano, più si paga),

  • durata dell’abbonamento,

  • servizi richiesti (accesso singolo o periodico, supporto tecnico, ecc.).

Lo scopo del nuovo piano è:

  • garantire la sostenibilità economica del servizio,

  • promuovere un utilizzo responsabile e consapevole da parte degli operatori,

  • assicurare migliori prestazioni tecniche e sicurezza della piattaforma.


Perché è importante

Il Registro pubblico delle opposizioni è uno strumento essenziale per difendere il proprio tempo e la propria riservatezza, soprattutto in un contesto dove l’abuso di dati personali è sempre più frequente.

Le modifiche del 2026 non cambiano le regole per i cittadini, ma mirano a rafforzare il sistema e a responsabilizzare gli operatori commerciali. Più trasparenza, più controllo, meno fastidi.

Per chi riceve chiamate insistenti nonostante l’iscrizione al registro, è sempre possibile fare segnalazione al Garante della Privacy, allegando eventuali prove.


Conclusione

La Gazzetta Ufficiale conferma che la tutela della privacy resta una priorità. Con questo aggiornamento al Registro delle opposizioni, il 2026 si apre con un segnale chiaro: la pubblicità sì, ma solo se scelta consapevolmente dal cittadino.

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