Tra i provvedimenti più rilevanti della Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio 2026, spicca la riapertura di una seconda tranche dei BTP Green con tasso di interesse 4,10%, scadenza 30 aprile 2046 e godimento a partire dal 15 gennaio 2025.
Ma cosa significa in pratica? E perché lo Stato emette questi titoli?
I BTP Green sono una particolare forma di Buoni del Tesoro Poliennali, cioè titoli di Stato a medio-lungo termine, con una peculiarità: i fondi raccolti non vanno genericamente a finanziare la spesa pubblica, ma sono vincolati a progetti con impatto ambientale positivo.
Questo tipo di titolo fa parte della cosiddetta finanza sostenibile e si ispira ai principi internazionali dei Green Bonds, promossi da organizzazioni come ICMA (International Capital Market Association).
Quando si parla di riapertura di una tranche, si intende che il Ministero dell’Economia decide di emettere nuovi titoli con le stesse caratteristiche di una precedente emissione già collocata sul mercato. Questo consente di:
Aumentare la disponibilità del titolo per gli investitori
Raccogliere ulteriori fondi senza creare nuovi strumenti con scadenze o condizioni diverse
Rendere più liquido e appetibile il titolo nei mercati secondari
Nel caso specifico, lo Stato italiano ha deciso di riaprire una seconda tranche del BTP Green emesso la prima volta l’8 gennaio 2025.
Durata: 21 anni, con scadenza il 30 aprile 2046
Tasso di interesse lordo: 4,10% annuo, pagato in due cedole semestrali (30 aprile e 30 ottobre)
Prezzo di riapertura: 99,778, leggermente sotto la pari (100)
Importo minimo sottoscrivibile: 1.000 euro
Totale collocato: 5 miliardi di euro
L’emissione è avvenuta tramite un sindacato di collocamento formato da alcune delle principali banche europee e internazionali. A coordinare l’operazione, in qualità di lead manager, ci sono Banca Monte dei Paschi di Siena, Barclays, BNP Paribas, Crédit Agricole, Morgan Stanley e NatWest Markets.
I proventi dell’emissione sono destinati a finanziare – o rifinanziare – spese ambientali già effettuate o in corso, coerentemente con quanto stabilito nell’Italian Green Bond Framework, un documento che disciplina in modo trasparente:
la tipologia dei progetti ammissibili
i criteri di selezione
il monitoraggio dell’impatto ambientale
la rendicontazione ai cittadini e agli investitori
Tra i progetti finanziabili rientrano:
Transizione energetica: sostegno alle energie rinnovabili, efficienza energetica, riqualificazione energetica degli edifici pubblici.
Mobilità sostenibile: potenziamento di treni elettrici, metropolitane, piste ciclabili e infrastrutture a basso impatto.
Tutela della biodiversità e dell’acqua: protezione degli ecosistemi, gestione idrica sostenibile.
Economia circolare: progetti per il riuso, il riciclo e la riduzione dei rifiuti.
Resilienza climatica: interventi contro dissesto idrogeologico, incendi, eventi climatici estremi.
Questa iniziativa si inserisce nella strategia del Governo per conciliare sostenibilità ambientale e responsabilità fiscale. Emissioni come i BTP Green permettono:
Allo Stato di accedere a capitali internazionali interessati a investimenti “verdi”
Agli investitori (istituzionali e privati) di contribuire a progetti utili all’ambiente, ottenendo al tempo stesso un rendimento stabile
Ai cittadini di beneficiare indirettamente di infrastrutture e politiche ambientali migliorative per il territorio
Inoltre, i titoli sono quotati sui mercati, possono essere comprati e venduti, e offrono garanzie fiscali previste dalla normativa italiana sui titoli di Stato.
In sintesi, la riapertura dei BTP Green al 4,10% rappresenta un’azione concreta dello Stato verso una finanza pubblica responsabile e orientata al futuro. Una mossa che non solo raccoglie fondi, ma costruisce fiducia tra cittadini, mercati e ambiente.