Novità 2026: iniziamo a semplificare la Gazzetta Ufficiale!
A partire da quest’anno, inizieremo a trattare sempre più spesso i contenuti della Gazzetta Ufficiale, cercando di spiegare in modo semplice e chiaro cosa viene pubblicato, anche quando si tratta di leggi, decreti e norme che solitamente sembrano riservati ai soli addetti ai lavori.
Il nostro obiettivo è rendere accessibili a tutti le informazioni ufficiali, perché spesso hanno effetti concreti sulla vita di cittadini, lavoratori, enti pubblici e imprese.
Alla fine di ogni articolo, troverete sempre il link al documento originale, così potrete consultare la fonte ufficiale in modo diretto e trasparente.
Ci scusiamo sin da ora per eventuali imprecisioni: il nostro intento è divulgativo e non sostituisce l’interpretazione giuridica professionale. Ma faremo sempre del nostro meglio per essere corretti, chiari e utili.
Speriamo che questa iniziativa sia di vostro interesse e gradimento, e come sempre siamo aperti a suggerimenti e osservazioni per migliorare insieme!
Il 7 gennaio 2026 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale una nuova legge (n. 1/2026) che riforma in modo importante le regole sul controllo dei soldi pubblici e sulla responsabilità dei funzionari pubblici.
Questa legge modifica una normativa del 1994 e riguarda in particolare:
Come e quando si può accusare un funzionario di aver causato un danno economico allo Stato;
Come si organizza il lavoro della Corte dei conti, cioè l’ente che controlla la spesa pubblica;
Quali sono i limiti e le tutele per chi lavora in buona fede;
Come vengono controllati i progetti legati al PNRR, cioè il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (finanziato con fondi europei).
Vediamo punto per punto cosa cambia.
Fino ad oggi, un funzionario pubblico poteva essere chiamato a rispondere di danno erariale (cioè danno alle casse pubbliche) anche per semplici errori. Ora la legge chiarisce meglio quando scatta la colpa grave e quando no.
Quando è colpa grave (cioè grave negligenza):
Se un funzionario ignora leggi molto chiare.
Se dice il falso o nega un fatto evidente nei documenti ufficiali.
Se interpreta i fatti in modo totalmente sbagliato.
Quando non è colpa grave:
Se si segue un parere tecnico o una sentenza già esistente (cioè si agisce in buona fede basandosi su precedenti validi).
In più, per chi prende decisioni politiche (es. assessori, ministri), la buona fede si presume (cioè si dà per scontata) fino a prova contraria, se gli atti sono stati preparati e firmati da tecnici o dirigenti e non c’erano pareri contrari.
La Corte dei conti potrà ridurre l’importo che un funzionario deve risarcire:
Il massimo da pagare sarà il 30% del danno accertato.
Oppure non più del doppio dello stipendio lordo annuo del dipendente (nell’anno in cui è stato commesso l’errore o negli anni vicini).
Questo vale solo se non c’è stato dolo, cioè se il danno non è stato causato con intenzione.
Inoltre, se il funzionario paga spontaneamente, finiscono anche gli altri effetti negativi della condanna.
Nei casi più seri, la Corte dei conti potrà sospendere il dirigente pubblico dalla gestione dei soldi pubblici per un periodo da 6 mesi a 3 anni.
Durante questo tempo, la persona potrà essere assegnata a compiti di studio o ricerca, ma non potrà gestire fondi pubblici.
Una novità importante: chiunque assuma un incarico che comporti la gestione di denaro pubblico, dovrà stipulare una polizza assicurativa obbligatoria, per coprire eventuali danni causati per colpa grave.
In caso di processo per danni, anche l’assicurazione dovrà partecipare (sarà “litisconsorte necessario”).
La legge aggiorna anche le modalità con cui la Corte dei conti controlla gli appalti pubblici, soprattutto quelli legati al PNRR e al PNC (Piano Nazionale Complementare).
Le nuove regole dicono che:
Il controllo avviene sui contratti di appalto di valore superiore a certe soglie, anche se provvisori.
I tempi del controllo sono brevi e precisi: se la Corte non si pronuncia entro il termine, l’atto si considera approvato.
Anche Regioni, Province autonome e Comuni possono chiedere il controllo preventivo su atti importanti legati al PNRR.
Le amministrazioni pubbliche potranno chiedere pareri consultivi alla Corte dei conti, anche per chiarimenti su questioni tecniche.
Se l’amministrazione segue questi pareri, non sarà considerata colpevole se dovesse emergere un errore.
I pareri devono essere dati entro 30 giorni, altrimenti si considerano positivi (cioè approvano quanto richiesto).
Il Parlamento ha dato al Governo 12 mesi di tempo per scrivere nuove regole (decreti legislativi) per modernizzare la Corte dei conti.
Gli obiettivi principali sono:
Semplificare la struttura interna della Corte;
Unificare le funzioni (controllo, consulenza, giudizio) in ogni sede;
Migliorare la distribuzione dei magistrati sul territorio;
Introdurre prove psicoattitudinali per accedere alla magistratura contabile;
Evitare passaggi tra chi giudica e chi accusa (separazione delle funzioni);
Introdurre forme di accordo anticipato per chi vuole chiudere una causa senza arrivare al processo (pagando una parte dell’importo);
Garantire la trasparenza e rapidità nei procedimenti disciplinari;
Migliorare il coordinamento centrale delle procure regionali.
Chi lavora su progetti PNRR e ritarda la conclusione di un procedimento oltre il 10% del tempo previsto può essere multato da 150 euro fino a due annualità del proprio stipendio.
Gli avvocati dello Stato ora sono soggetti alle stesse regole sulla responsabilità civile previste per i magistrati, rendendo più chiaro e limitato il campo d’azione delle accuse nei loro confronti.
Le nuove regole si applicano anche ai procedimenti in corso che non sono stati ancora chiusi definitivamente.
La legge 1/2026 ha un obiettivo chiaro: equilibrio tra controllo e responsabilità. Vuole:
Proteggere chi agisce in buona fede, seguendo le regole;
Punire solo chi sbaglia in modo grave o intenzionale;
Snellire la burocrazia, rendendo i controlli più rapidi;
Rendere la Corte dei conti più moderna e funzionale.
È una legge tecnica, ma con effetti concreti e importanti per tutti i cittadini, perché migliora la gestione delle risorse pubbliche e garantisce una maggiore fiducia nelle istituzioni.