Riforma della Corte dei conti e nuove regole per chi gestisce soldi pubblici: ecco cosa cambia con la legge del 7 gennaio 2026
La Gazzetta Ufficiale n. 4 del 7 gennaio 2026 pubblica una legge molto importante (Legge n. 1/2026), che segna una svolta nel funzionamento della Corte dei conti, l’organo che controlla come vengono spesi i soldi pubblici in Italia, e nelle regole di responsabilità per chi lavora nella pubblica amministrazione.
Vediamo insieme cosa prevede questa legge e perché è rilevante per tutti, anche per chi non lavora nello Stato.
La Corte dei conti è come un giudice dei conti pubblici: controlla che i soldi delle tasse vengano spesi bene e punisce chi crea danni economici allo Stato per errori gravi o intenzionali. La nuova legge aggiorna le sue funzioni, semplifica i controlli e rende più chiari i limiti della responsabilità per chi prende decisioni nella Pubblica Amministrazione.
Uno dei temi centrali è quando e come un funzionario pubblico può essere ritenuto responsabile di un danno economico causato allo Stato. La legge dice:
Si può parlare di colpa grave solo in casi evidenti, come quando si ignorano leggi chiare o si negano fatti dimostrati dai documenti.
Non è colpa grave se il funzionario ha seguito l’orientamento di tribunali o pareri ufficiali.
Se l’errore è stato commesso con dolo (cioè volontariamente), si risponde pienamente.
In alcuni casi, anche chi non ha agito con dolo, ma con negligenza, potrà essere condannato, ma il risarcimento massimo non potrà superare il 30% del danno o il doppio dello stipendio del funzionario.
๐ก Inoltre, chiunque assuma incarichi che comportano la gestione di soldi pubblici, dovrà stipulare un’assicurazione obbligatoria per coprire i danni che potrebbe causare per colpa grave.
Un altro punto importante riguarda il PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che serve per utilizzare i fondi europei post-Covid. Se un pubblico ufficiale ritarda ingiustificatamente l’esecuzione di un progetto PNRR, può essere punito con una multa fino a due anni del proprio stipendio.
Il controllo preventivo della Corte (cioè prima che un atto produca effetti) sarà più veloce, anche per evitare che i progetti si blocchino.
Gli enti locali (Comuni, Regioni) potranno chiedere che la Corte controlli in anticipo alcuni contratti, soprattutto quelli legati al PNRR.
Chi segue il parere della Corte dei conti, se poi sbaglia, non sarà punito, perché ha agito in buona fede.
Il Parlamento ha dato al Governo il compito di riscrivere l’organizzazione interna della Corte per renderla più efficiente. I principi guida sono:
Unificare in ogni sede della Corte le funzioni consultive, di controllo e giudicanti.
Migliorare la distribuzione del personale in base al lavoro reale.
Rafforzare il ruolo del Procuratore generale, che potrà anche intervenire in tempo reale nei fascicoli delle procure territoriali.
Introdurre meccanismi più trasparenti per disciplinare i magistrati contabili.
Regolare l’accesso alla carriera con criteri più rigidi (es. test psicoattitudinali).
Limitare la durata dei mandati del Presidente e del Procuratore generale della Corte.
Prevedere strumenti per chiudere le cause in modo rapido e consensuale, pagando solo una parte dell’importo contestato.
Oltre alla legge di riforma, il numero 4 della Gazzetta contiene altri provvedimenti:
Il Ministero dell’Agricoltura ha riconosciuto lo stato di calamità naturale per la Regione Puglia, colpita da eventi meteorologici intensi tra l’1 e il 2 ottobre 2025.
Il Ministero delle Imprese ha nominato i commissari per la liquidazione del Gruppo Piaggio, in crisi e sotto amministrazione straordinaria.
Il CIPESS (Comitato interministeriale) ha modificato le assegnazioni dei fondi alla Regione Campania per progetti di coesione territoriale.
L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha revocato, su richiesta delle aziende, le autorizzazioni di diversi farmaci non più in commercio e aggiornato altre autorizzazioni.
Sono state soppresse alcune storiche confraternite religiose a Napoli, che ormai non erano più attive.
Sono stati fissati nuovi criteri per calcolare i costi standard in sanità, a partire dal 2025, per migliorare l’efficienza e l’equità del sistema sanitario.
La legge pubblicata il 7 gennaio 2026 rappresenta un passaggio decisivo per modernizzare il controllo sui soldi pubblici, tutelare meglio i funzionari onesti e punire con giustizia chi agisce con dolo o negligenza grave. Il tutto si inserisce in un quadro più ampio di riforme legate al PNRR, che richiedono efficienza, rapidità e responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche.