Bonus casa genitori separati 2026: requisiti, 20 milioni e domanda

Serie Generale N. 239 14/10/2026 Approfondimenti Pubblicato il 14/10/2026 22:34
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Il Governo ha definito le regole per il nuovo fondo destinato al sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati che non hanno ottenuto l'assegnazione della casa familiare e hanno figli a carico di età inferiore a 21 anni.

La misura dispone di 20 milioni di euro per il 2026 e prevede domande telematiche, graduatorie regionali e criteri di priorità collegati alla situazione economica e familiare.

L'obiettivo è affrontare una difficoltà concreta: dopo una separazione, un genitore può dover trovare un'altra abitazione, pur continuando a contribuire alle necessità dei figli.

Il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, adottato di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, è pubblicato alle pagine 27–32 della Gazzetta Ufficiale del 14 ottobre 2026.

Perché nasce il fondo per i genitori separati

Una separazione può cambiare profondamente l'equilibrio economico di una famiglia.

Quando la casa familiare viene assegnata a uno dei due genitori, l'altro può trovarsi a sostenere nuove spese abitative, oltre agli obblighi economici nei confronti dei figli.

La legge di bilancio 2026, legge n. 199 del 30 dicembre 2025, ha istituito un fondo per intervenire su questa situazione.

Il decreto del 14 settembre 2026 ne disciplina l'accesso, la selezione dei beneficiari e l'erogazione delle risorse.

Chi può richiedere il contributo

La misura è rivolta a genitori separati o divorziati che non risultano assegnatari dell'abitazione familiare di proprietà e hanno almeno un figlio a carico con meno di 21 anni.

Non è quindi un contributo rivolto indistintamente a tutte le persone separate.

L'espressione abitazione familiare assegnata indica, in termini semplici, la casa il cui utilizzo è stato attribuito a uno dei genitori nell'ambito della separazione o del divorzio.

Un esempio: due genitori si separano e la casa familiare viene assegnata alla madre. Il padre, che continua a contribuire al mantenimento dei figli, deve trovare una nuova sistemazione. Se soddisfa anche gli altri requisiti previsti, può rientrare tra i potenziali beneficiari del fondo.

La misura non è riservata ai padri: riguarda entrambi i genitori, purché siano rispettate le condizioni stabilite.

Come vengono distribuiti i 20 milioni

Le risorse sono suddivise tra Regioni e Province autonome attraverso criteri che tengono conto del numero di genitori separati o divorziati, del reddito medio territoriale e della presenza di Comuni ad alta tensione abitativa.

Un Comune ad alta tensione abitativa è un territorio individuato secondo specifiche disposizioni normative, nel quale la pressione sul mercato delle abitazioni assume particolare rilevanza.

L'obiettivo del riparto è distribuire le risorse considerando le diverse condizioni territoriali.

Come funzionano le graduatorie

Il decreto prevede graduatorie elaborate attraverso una piattaforma informatica dedicata.

I punteggi tengono conto di condizioni economiche, figli a carico, disabilità, disoccupazione involontaria e caratteristiche del Comune di residenza.

In caso di parità di punteggio, viene data precedenza al richiedente con reddito più basso.

Questo significa che possedere i requisiti non equivale automaticamente a ricevere il contributo: occorre rientrare nelle risorse disponibili.

Come presentare la domanda

Il decreto prevede una procedura telematica attraverso una piattaforma dedicata accessibile dal sito istituzionale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Le modalità operative e il termine per presentare le richieste sono collegati all'avviso pubblico previsto dal provvedimento.

La pubblicazione del decreto in Gazzetta non deve quindi essere confusa con l'apertura automatica delle domande.

È necessario consultare l'avviso ufficiale prima di procedere.

Quando viene pagato il contributo

Il decreto prevede l'erogazione in un'unica soluzione dopo la pubblicazione della graduatoria dei beneficiari ammessi.

Sono possibili controlli sulle dichiarazioni presentate. Le domande non conformi ai requisiti possono essere escluse.

Quali effetti avrà per le famiglie

Il fondo rappresenta uno strumento di sostegno per una categoria di cittadini che può affrontare costi abitativi aggiuntivi dopo la separazione.

L'effetto concreto dipenderà dal numero di domande, dalle graduatorie e dalle risorse disponibili.

Non si tratta di un'assegnazione automatica di una casa, ma di un contributo economico disciplinato dal decreto.

FAQ – Domande frequenti

1. Chi può richiedere il bonus casa 2026?

I genitori separati o divorziati non assegnatari dell'abitazione familiare di proprietà, con almeno un figlio a carico di età inferiore a 21 anni e in possesso degli ulteriori requisiti previsti.

2. Quanto denaro è disponibile?

Il fondo dispone di 20 milioni di euro per il 2026. Questa è la dotazione complessiva, non l'importo spettante a ogni beneficiario.

3. Un padre separato può richiedere il contributo?

Sì, se soddisfa tutti i requisiti. Il beneficio non è limitato a un genere.

4. Anche una madre divorziata può presentare domanda?

Sì, alle stesse condizioni previste per gli altri richiedenti.

5. Dove si presenta la domanda?

Attraverso la piattaforma telematica dedicata, secondo le indicazioni dell'avviso pubblico ministeriale.

6. È già possibile inviare la richiesta?

Il decreto disciplina la procedura, ma non è sufficiente per confermare l'apertura dello sportello. Occorre verificare la pubblicazione dell'avviso e l'effettiva attivazione della piattaforma.

7. Come vengono selezionati i beneficiari?

Attraverso graduatorie regionali basate su punteggi che considerano reddito e altre condizioni personali e familiari.

8. Chi è disoccupato ha una priorità?

La disoccupazione involontaria è uno degli elementi considerati nell'attribuzione del punteggio, ma non garantisce automaticamente il contributo.

9. Quando arriveranno i pagamenti?

Il decreto prevede un'erogazione in un'unica soluzione dopo la pubblicazione delle graduatorie. Non stabilisce una data di pagamento uguale per tutti.

10. Il contributo è automatico per chi ha figli minorenni?

No. Occorrono tutti i requisiti richiesti, una domanda valida e l'ammissione entro le risorse disponibili.

Paragone semplice per capire la norma

Immaginiamo due genitori che, dopo il divorzio, continuano a occuparsi del proprio figlio.

La casa familiare viene assegnata a uno dei due. L'altro deve affittare un appartamento, acquistare mobili e sostenere le normali spese quotidiane, continuando a contribuire alle necessità del figlio.

Il fondo pubblico nasce per offrire un sostegno abitativo in situazioni di questo tipo.

È simile a un aiuto economico distribuito attraverso una graduatoria: prima si verificano i requisiti, poi si attribuiscono i punteggi e infine si assegnano le risorse disponibili.

Non basta quindi trovarsi in difficoltà economica per ricevere automaticamente il contributo.

Conclusione

Il fondo per i genitori separati o divorziati rappresenta una misura specifica di politica abitativa.

La sua efficacia dipenderà dall'attuazione della procedura, dal numero di richieste e dalla distribuzione delle risorse.

Per i cittadini interessati, il passaggio decisivo sarà consultare l'avviso ministeriale, verificare attentamente i requisiti e rispettare le modalità di presentazione della domanda.

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