Diritto alla riparazione 2026: prodotti interessati, ricambi, garanzia e nuove regole per i produttori

Serie Generale N. 0 07/10/2026 Approfondimenti Pubblicato il 07/10/2026 23:13
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Con il decreto legislativo 25 settembre 2026, n. 176, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 233 del 7 ottobre 2026, entra nel Codice del consumo una nuova disciplina dedicata alla riparazione dei beni.

L'obiettivo è rendere più semplice e conveniente riparare un prodotto invece di sostituirlo, aumentando le tutele dei consumatori e imponendo nuovi obblighi a fabbricanti, importatori, distributori e riparatori. Il decreto attua in Italia la direttiva europea 2024/1799.

Ma quali prodotti sono realmente interessati? Il produttore sarà sempre obbligato a riparare? Quanto potrà costare un ricambio? E cosa succede alla garanzia se si sceglie la riparazione?

Vediamo le novità più importanti in termini pratici.

Non significa che qualsiasi prodotto dovrà essere riparato

Il primo punto da chiarire è fondamentale: il nuovo diritto alla riparazione non introduce un obbligo generalizzato per qualsiasi oggetto presente nelle nostre case.

Il fabbricante deve riparare, su richiesta del consumatore, i prodotti per i quali la normativa europea richiamata nell'Allegato II-decies stabilisce specifici requisiti di riparabilità.

Inoltre, l'obbligo non opera quando la riparazione è impossibile. Il produttore può comunque incaricare un soggetto terzo di effettuare materialmente l'intervento.

Quali prodotti sono interessati

La Gazzetta Ufficiale contiene un elenco preciso degli atti europei che stabiliscono requisiti di riparabilità.

Le categorie indicate sono:

  1. lavatrici e lavasciuga domestiche;
  2. lavastoviglie domestiche;
  3. apparecchi di refrigerazione;
  4. display elettronici;
  5. apparecchiature di saldatura;
  6. aspirapolvere;
  7. server e prodotti per l'archiviazione dei dati;
  8. telefoni cellulari, telefoni cordless e tablet;
  9. asciugabiancheria domestiche;
  10. beni che incorporano batterie per mezzi di trasporto leggeri;
  11. apparecchi per il riscaldamento d'ambiente locale per uso domestico.

Attenzione però: la presenza di una categoria nell'elenco non significa che ogni singolo guasto debba essere riparato gratuitamente. Gli obblighi operano nei limiti e secondo le specifiche di riparabilità previste dai rispettivi atti europei.

Il produttore dovrà riparare il prodotto?

Quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa, sì: su richiesta del consumatore il fabbricante è tenuto alla riparazione.

La riparazione deve essere effettuata gratuitamente oppure a un prezzo ragionevole e deve avvenire entro un periodo di tempo ragionevole.

Durante l'attesa, il produttore può mettere a disposizione un bene sostitutivo temporaneo, gratuitamente oppure a un costo ragionevole, che dovrà essere restituito al termine della riparazione.

Se invece riparare il prodotto è impossibile, il fabbricante può offrire al consumatore un bene ricondizionato.

Bene ricondizionato significa, in termini semplici, un prodotto già utilizzato o comunque non nuovo che è stato sottoposto a interventi per essere riportato in condizioni idonee all'utilizzo.

E se il produttore si trova fuori dall'Unione Europea?

Il decreto disciplina anche questa situazione.

Se il fabbricante obbligato alla riparazione è stabilito fuori dall'Unione Europea, l'obbligo passa al suo rappresentante autorizzato nell'UE.

Se non esiste un rappresentante autorizzato, interviene l'importatore. Se manca anche l'importatore, l'obbligo ricade sul distributore.

Anche questi soggetti possono affidare materialmente la riparazione a terzi.

Ricambi: il prezzo non dovrà scoraggiare la riparazione

Uno dei passaggi più interessanti riguarda il costo dei pezzi di ricambio.

I fabbricanti che mettono a disposizione parti di ricambio e strumenti per i prodotti interessati devono offrirli a un prezzo ragionevole che non scoraggi la riparazione.

È un principio importante.

Immaginiamo una lavatrice per la quale la sostituzione di un componente relativamente semplice costi quasi quanto comprare un apparecchio nuovo. In una situazione del genere il consumatore sarebbe naturalmente spinto alla sostituzione.

La nuova disciplina cerca di contrastare proprio questo meccanismo.

I prezzi indicativi delle riparazioni dovranno essere consultabili online

Un'altra novità riguarda la trasparenza.

I soggetti tenuti all'obbligo di riparazione dovranno garantire ai consumatori l'accesso, attraverso un sito web liberamente consultabile, alle informazioni sui prezzi indicativi applicati per le normali riparazioni dei prodotti interessati.

Per il cittadino significa poter avere un riferimento economico prima ancora di decidere come procedere.

Via libera anche ai riparatori indipendenti

Il consumatore non viene obbligato a rivolgersi esclusivamente alla rete ufficiale del produttore.

Il decreto stabilisce espressamente che, fermo restando l'obbligo di riparazione previsto dalla legge, il consumatore può rivolgersi a qualsiasi riparatore di propria scelta.

La disposizione rafforza quindi anche il ruolo di artigiani, tecnici e laboratori indipendenti.

Ricambi originali, compatibili, usati e perfino stampati in 3D

Il decreto interviene anche su un tema particolarmente importante per i riparatori indipendenti.

I produttori non possono utilizzare clausole contrattuali oppure tecnologie hardware o software per impedire la riparazione, salvo quando esistano motivazioni legittime e oggettive, comprese quelle legate alla proprietà intellettuale.

In particolare, non possono impedire ai riparatori indipendenti di utilizzare ricambi originali, di seconda mano, compatibili oppure ottenuti mediante stampa 3D, purché questi rispettino i requisiti previsti dalla normativa, compresi quelli relativi alla sicurezza.

È un cambiamento significativo perché amplia concretamente le possibilità di mantenere in funzione un prodotto.

Una precedente riparazione non basta per dire "no"

C'è un'altra tutela molto concreta.

Il produttore non può rifiutarsi di riparare un prodotto interessato dalle nuove disposizioni per il solo fatto che in precedenza sia stato riparato da un altro tecnico o da un'altra persona.

Facciamo un esempio.

Un consumatore porta il proprio smartphone da un tecnico indipendente per sostituire un componente. Successivamente compare un altro problema.

La semplice circostanza che sul telefono sia già intervenuto un altro riparatore non può, da sola, giustificare il rifiuto della riparazione prevista dalla nuova disciplina.

Arriva il Modulo europeo di informazioni sulla riparazione

Il decreto introduce anche il Modulo europeo di informazioni sulla riparazione.

Il suo scopo è consentire al consumatore di sapere chiaramente che cosa gli viene proposto prima di impegnarsi.

Nel modulo possono essere specificati:

identità e contatti del riparatore, bene da riparare, natura del difetto, intervento proposto, prezzo della riparazione, metodo di calcolo quando il prezzo non è determinabile in anticipo, prezzo massimo, tempi previsti, disponibilità di un bene sostitutivo, luogo di consegna e costi degli eventuali servizi accessori, come trasporto, installazione o rimozione.

La stessa Gazzetta pubblica il modello del documento. Il periodo di validità indicato deve essere di almeno 30 giorni.

Il modulo viene fornito gratuitamente. Se però per stabilire il guasto è necessaria una diagnosi, il riparatore può chiedere il pagamento dei costi necessari, informando il consumatore.

Riparare può significare 12 mesi in più di tutela

Una delle novità più rilevanti riguarda i prodotti con un difetto di conformità.

Difetto di conformità significa, semplificando, che il prodotto non presenta le caratteristiche o il funzionamento che il consumatore ha diritto di aspettarsi secondo il contratto e il Codice del consumo.

Quando, nei casi previsti dal Codice, viene scelta la riparazione come rimedio per rendere conforme il prodotto, il periodo di responsabilità del venditore viene esteso una volta di 12 mesi.

Prima di procedere, inoltre, il venditore deve informare il consumatore del diritto di scegliere tra riparazione e sostituzione e dell'eventuale estensione del periodo di responsabilità.

Le modifiche del decreto agli articoli 129, 133, 135-bis e 135-ter del Codice del consumo si applicano ai contratti conclusi a decorrere dal 31 luglio 2026.

Attenzione: diritto alla riparazione e garanzia non sono esattamente la stessa cosa

È utile distinguere due situazioni.

Da una parte c'è la tutela per il difetto di conformità, nella quale il consumatore può avere diritto ai rimedi previsti dal Codice del consumo.

Dall'altra c'è il nuovo obbligo di riparazione disciplinato dagli articoli 127-bis e seguenti, che riguarda anche difetti che si verificano o si manifestano al di fuori della responsabilità del venditore.

In altre parole, il diritto alla riparazione punta a rendere possibile continuare a riparare determinati prodotti anche oltre il classico rapporto tra venditore, consumatore e difetto coperto dalla responsabilità legale.

Arriva anche la piattaforma europea della riparazione

Il decreto disciplina la futura sezione italiana della piattaforma online europea per la riparazione.

Potranno registrarsi riparatori, venditori di beni ricondizionati, soggetti che acquistano prodotti difettosi per ricondizionarli e iniziative partecipative dedicate alla riparazione.

Per il consumatore l'utilizzo della sezione nazionale sarà gratuito.

Il Ministero delle imprese e del made in Italy sarà il punto di contatto italiano con la Commissione europea.

Cosa rischia chi non rispetta le nuove regole

Il decreto prevede sanzioni concrete.

Fabbricante, rappresentante autorizzato, importatore, distributore o riparatore che viola gli specifici obblighi previsti dagli articoli 127-quater, 127-quinquies e 127-sexies può ricevere una sanzione amministrativa da 5.000 a 50.000 euro per ciascuna violazione.

Per stabilire l'importo vengono considerate, tra le altre cose, gravità e durata della violazione e condizioni economiche e patrimoniali dell'autore.

Nei casi particolarmente gravi o in caso di recidiva, i limiti minimo e massimo vengono raddoppiati.

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato è incaricata di accertare le violazioni, impedirne la continuazione ed eliminarne gli effetti.

Cosa cambia concretamente per una famiglia

Pensiamo a una famiglia che possiede una lavastoviglie.

Dopo alcuni anni si rompe un componente. La macchina, nel complesso, è ancora utilizzabile e sostituirla costerebbe diverse centinaia di euro.

La logica della nuova normativa è fare in modo che la famiglia abbia una possibilità più concreta di scegliere la riparazione: disponibilità dei ricambi secondo le regole applicabili, prezzi che non scoraggino l'intervento, informazioni più trasparenti e possibilità di rivolgersi anche a un riparatore indipendente.

Il principio può essere riassunto così: un guasto non deve trasformare automaticamente un prodotto riparabile in un rifiuto.

Impatto sui cittadini

Per i consumatori la riforma introduce soprattutto quattro vantaggi: maggiore possibilità di riparare determinati prodotti, maggiore trasparenza sui costi, maggiore libertà nella scelta del riparatore e nuove tutele quando la riparazione viene scelta come rimedio per un difetto di conformità.

Per produttori e operatori economici, invece, significa adeguarsi a nuovi obblighi su riparazione, ricambi, informazioni e prezzi.

La portata concreta varierà comunque a seconda del prodotto, perché il decreto rinvia alle specifiche norme europee di riparabilità applicabili alle diverse categorie.

FAQ – Domande frequenti

Tutti gli elettrodomestici devono essere riparati obbligatoriamente?
No. L'obbligo riguarda i prodotti e le condizioni per i quali le norme europee indicate dal decreto prevedono specifici requisiti di riparabilità.

Uno smartphone rientra tra i prodotti indicati?
Sì. L'Allegato II-decies comprende telefoni cellulari, telefoni cordless e tablet, richiamando il relativo regolamento europeo. Questo non significa però che qualsiasi danno sia sempre riparabile: valgono le specifiche previste dalla normativa applicabile.

La riparazione sarà sempre gratuita?
No. Nell'ambito dell'obbligo di riparazione previsto dall'articolo 127-quinquies può essere gratuita oppure effettuata a un prezzo ragionevole.

Devo necessariamente utilizzare l'assistenza ufficiale?
No. Il decreto afferma che il consumatore può rivolgersi a qualsiasi riparatore di propria scelta.

Si potranno utilizzare ricambi compatibili?
Sì, alle condizioni previste dalla normativa. I produttori non possono impedire ai riparatori indipendenti l'utilizzo di parti originali, di seconda mano, compatibili o ottenute mediante stampa 3D quando conformi ai requisiti applicabili.

Se il prodotto è già stato riparato da un tecnico indipendente perdo automaticamente il diritto alla riparazione?
No. Il produttore non può rifiutare l'intervento per il solo fatto che un'altra persona abbia effettuato precedentemente una riparazione.

La riparazione allunga la garanzia?
Più precisamente, quando la riparazione viene effettuata come rimedio per rendere conforme il bene nei casi previsti dal Codice del consumo, il periodo di responsabilità del venditore viene esteso una volta di 12 mesi.

Sono previste sanzioni per le imprese?
Sì. Per le specifiche violazioni indicate dal decreto sono previste sanzioni da 5.000 a 50.000 euro per ciascuna violazione, con possibile raddoppio dei limiti nei casi particolarmente gravi o di recidiva.

Paragone semplice per capire la norma

Pensiamo all'automobile.

Se si rompe l'alternatore, normalmente nessuno pensa di buttare l'intera macchina. Si cerca il componente, si chiede quanto costa la riparazione e si decide se intervenire.

Per molti prodotti elettronici ed elettrodomestici questo meccanismo è stato spesso più difficile: ricambi costosi o difficili da trovare, informazioni poco chiare e ostacoli tecnici possono rendere più semplice acquistare un prodotto nuovo.

Il nuovo diritto alla riparazione cerca di avvicinare determinati beni di consumo alla logica dell'automobile: se il prodotto può essere riparato, il consumatore deve avere una possibilità reale e informata di farlo.

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