L’intelligenza artificiale entra nelle nuove regole per le agenzie di stampa nazionali.

Serie Generale N. 0 22/09/2026 Approfondimenti Pubblicato il 22/09/2026 11:03
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L’intelligenza artificiale entra formalmente tra i requisiti organizzativi previsti per le agenzie di stampa di rilevanza nazionale che intendono rientrare nel sistema disciplinato dallo Stato.

È una delle novità più interessanti contenute nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 219 del 21 settembre 2026, attraverso il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 agosto 2026.

Il provvedimento non riguarda soltanto l’IA. Modifica anche il sistema attraverso il quale le agenzie accedono all’elenco nazionale, disciplina i contratti per i servizi informativi destinati alle pubbliche amministrazioni, stabilisce come distribuire le risorse e introduce una conseguenza particolarmente importante per chi non paga regolarmente gli stipendi ai giornalisti.

Vediamo cosa cambia, punto per punto, traducendo le nuove regole dal linguaggio amministrativo a quello di tutti i giorni.

Perché il Governo ha modificato le regole

Il provvedimento interviene sul DPCM dell’11 luglio 2023, che aveva stabilito requisiti e parametri necessari per l’iscrizione nell’elenco delle agenzie di rilevanza nazionale.

Nelle premesse del nuovo decreto viene richiamata l’evoluzione dell’ecosistema dell’informazione e, in particolare, la necessità di tenere conto delle trasformazioni tecnologiche e delle problematiche legate alla disinformazione.

È all’interno di questo aggiornamento che compare esplicitamente il tema dell’intelligenza artificiale.

Non viene quindi introdotta una disciplina generale sull’uso dell’IA nel giornalismo italiano. Il campo di applicazione è molto più preciso: i requisiti previsti per le agenzie di stampa che intendono essere riconosciute come di rilevanza nazionale nell’ambito di questo sistema.

La novità: una figura professionale specializzata nell’IA

Il punto destinato probabilmente a suscitare maggiore interesse riguarda l’organizzazione interna delle agenzie.

Tra i requisiti viene prevista la presenza di una figura professionale specializzata che, all’interno dell’agenzia, affianchi la direzione editoriale nell’applicazione dell’intelligenza artificiale.

Il decreto collega questa attività al rispetto dell’articolo 19 del nuovo codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti.

Questo passaggio merita attenzione.

Il provvedimento non dice semplicemente che un’agenzia può utilizzare strumenti di IA.

Introduce invece una professionalità dedicata all’interno dell’organizzazione, collegandola direttamente alla direzione editoriale.

In termini pratici, l’intelligenza artificiale viene trattata come un tema che richiede una competenza professionale specifica, e non soltanto come l’adozione di un nuovo software.

Cosa potrebbe fare questa figura?

Su questo punto è importante non attribuire al decreto più di quanto effettivamente stabilisca.

Il testo pubblicato in Gazzetta prevede una figura specializzata nell’applicazione dell’intelligenza artificiale che affianchi la direzione editoriale, ma non contiene nel dettaglio un mansionario completo con tutte le attività che questa persona dovrà svolgere.

Non possiamo quindi ricavare dal decreto, per esempio, un elenco ufficiale di compiti come controllo degli algoritmi, verifica automatica delle fonti o supervisione di ogni contenuto generato dall’IA.

Il dato certo è il requisito organizzativo: deve esserci una professionalità specializzata che affianchi la direzione editoriale nell’applicazione dell’IA secondo il quadro deontologico richiamato dal provvedimento.

Un esempio semplice

Immaginiamo una grande agenzia di stampa che utilizzi sistemi di intelligenza artificiale per supportare alcune attività redazionali.

La nuova regola può essere paragonata alla situazione di un’impresa che introduce una tecnologia particolarmente importante nel proprio processo produttivo.

Non basta semplicemente acquistare il programma.

L’organizzazione deve prevedere anche una professionalità capace di affiancare chi prende le decisioni editoriali nell’applicazione di quella tecnologia.

È questa la logica essenziale che emerge dalla norma.

Domande di iscrizione: arriva una finestra annuale precisa

Il DPCM interviene anche sulle modalità di iscrizione.

La domanda può essere presentata dal 1° al 31 ottobre di ogni anno.

Si crea quindi una finestra temporale annuale ben individuata per le agenzie che possiedono i requisiti e vogliono entrare nell’elenco.

Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria aggiorna l’elenco in relazione alle domande presentate e alle eventuali cancellazioni derivanti dalla perdita dei requisiti.

Essere nell’elenco non significa automaticamente ottenere un contratto

Questa distinzione è fondamentale.

Il possesso dei requisiti consente l’iscrizione e la permanenza nell’elenco.

Successivamente possono essere stipulati i contratti relativi ai servizi di carattere informativo messi a disposizione delle pubbliche amministrazioni, alle condizioni stabilite dal decreto.

In particolare, per le agenzie entrate nell’elenco dopo il 2024, il testo prevede che le procedure negoziate possano essere avviate soltanto in presenza di determinate condizioni.

Devono esserci maggiori disponibilità finanziarie oppure economie derivanti, per esempio, dalla cancellazione di altre agenzie e deve emergere la necessità, da parte delle pubbliche amministrazioni, di ulteriori servizi informativi.

Tradotto: entrare nell’elenco non equivale automaticamente ad avere diritto a un contratto finanziato dallo Stato.

Dal “contributo” al “corrispettivo”

Un altro cambiamento terminologico merita di essere spiegato.

Nel testo viene sostituito il riferimento al contributo con quello al corrispettivo.

Il corrispettivo è, in termini semplici, una somma pagata in relazione a una prestazione prevista dal contratto.

Il decreto collega infatti queste risorse all’acquisizione dei servizi di carattere informativo delle agenzie messi a disposizione delle pubbliche amministrazioni.

È quindi utile evitare una lettura troppo semplicistica secondo cui lo Stato starebbe semplicemente distribuendo contributi alle agenzie di stampa.

Il meccanismo disciplinato dal decreto riguarda servizi informativi acquisiti dalla pubblica amministrazione attraverso rapporti contrattuali.

Come vengono scelti i contraenti

Il decreto fa riferimento alla procedura negoziata senza pubblicazione di un bando prevista dall’articolo 76 del decreto legislativo n. 36 del 2023, cioè il Codice dei contratti pubblici.

Una procedura negoziata è una modalità di affidamento nella quale l’amministrazione negozia il contratto con gli operatori individuati secondo le condizioni previste dalla normativa.

Non siamo quindi davanti alla classica gara aperta alla quale qualsiasi impresa può semplicemente presentare un’offerta.

Il DPCM disciplina un sistema specifico collegato alle agenzie che possiedono i requisiti per rientrare nell’elenco nazionale.

Quante risorse possono essere utilizzate

Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria determina annualmente le risorse destinate all'acquisizione dei servizi.

Il decreto pone però un limite.

L’importo non può essere superiore alla media delle risorse complessivamente assegnate alle agenzie di rilevanza nazionale nei tre anni precedenti e deve comunque rispettare le disponibilità dello specifico capitolo di bilancio.

Inoltre il provvedimento contiene una clausola di invarianza finanziaria: dall’attuazione delle nuove disposizioni non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Il meccanismo 90%-10%

Una delle parti più concrete riguarda il modo in cui vengono ripartite le risorse.

Il sistema può essere sintetizzato così:

90% → quota generale

10% → quota collegata ai parametri premianti

Il 90% delle risorse viene ripartito tra tutte le agenzie iscritte nell’elenco prendendo come riferimento il numero medio di giornalisti impiegati nei cinque anni precedenti con rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

Il restante 10% viene invece destinato alle agenzie che possiedono almeno tre dei cinque parametri premianti previsti dalla disciplina.

Anche questa quota viene ripartita considerando il numero medio di giornalisti a tempo pieno e indeterminato occupati nel quinquennio precedente.

Un esempio numerico per capire il 90%-10%

Facciamo un esempio puramente illustrativo.

Immaginiamo che le risorse disponibili siano 10 milioni di euro.

Con il meccanismo previsto:

9 milioni costituirebbero la quota del 90%;

1 milione costituirebbe la quota del 10%.

I 9 milioni non verrebbero semplicemente divisi in parti uguali fra tutte le agenzie: nella ripartizione avrebbe peso il numero medio dei giornalisti a tempo pieno e indeterminato nel periodo considerato.

Il milione dell’esempio relativo al 10%, invece, sarebbe riservato alle agenzie che raggiungono almeno tre dei cinque parametri premianti.

Le cifre di questo esempio servono soltanto a rendere comprensibile il meccanismo: non rappresentano lo stanziamento indicato dal decreto.

I contratti possono durare fino a tre anni, ma con verifiche

Anche la durata dei rapporti viene ridefinita.

Per ciascun ciclo triennale, il contratto ha inizialmente durata di un anno, a condizione che continuino a essere posseduti i requisiti.

È poi previsto il rinnovo per ulteriori due anni, sempre subordinato alla permanenza dei requisiti.

La logica è quindi quella di un rapporto potenzialmente triennale, ma non completamente svincolato dai controlli successivi.

L’agenzia deve continuare a possedere le caratteristiche che le hanno consentito di accedere al sistema.

Se si perdono i requisiti si esce dall’elenco

Le agenzie devono comunicare eventuali variazioni relative ai requisiti e ai parametri previsti.

Se vengono meno i requisiti minimi richiesti, l’agenzia viene cancellata dall’elenco.

Questo significa che l’iscrizione non rappresenta un riconoscimento acquisito una volta per tutte.

La permanenza dipende dal mantenimento delle condizioni stabilite dalla disciplina.

Stipendi dei giornalisti: la tutela più concreta

C’è poi una disposizione che riguarda direttamente il rapporto con i lavoratori.

Il decreto stabilisce che vengano cancellate dall’elenco anche le agenzie che, durante il periodo di validità del contratto, non provvedono al regolare pagamento delle retribuzioni dei giornalisti.

La conseguenza non si limita alla cancellazione.

Il decreto stabilisce che questa comporta anche la risoluzione del contratto.

È uno dei passaggi più immediatamente comprensibili dell’intero provvedimento.

Per continuare a partecipare al sistema non basta conservare caratteristiche formali e organizzative: durante il contratto deve essere rispettata anche la regolarità nel pagamento degli stipendi dei giornalisti.

Cosa cambia davvero per i giornalisti

Per un giornalista che lavora in un’agenzia interessata dalla disciplina emergono soprattutto due elementi.

Il primo è che l’occupazione stabile mantiene un peso concreto nel sistema: il numero medio di giornalisti con rapporto a tempo pieno e indeterminato è utilizzato nella distribuzione delle risorse.

Il secondo riguarda le retribuzioni: l’irregolarità nel loro pagamento può avere conseguenze sulla stessa permanenza dell’agenzia nell’elenco e sul contratto.

Il decreto, quindi, collega alcuni aspetti del rapporto tra Stato e agenzie anche a elementi relativi alla struttura occupazionale e alla regolarità delle retribuzioni.

Cosa cambia per le agenzie di stampa

Per le agenzie il quadro diventa più articolato.

Devono possedere e mantenere i requisiti previsti, organizzarsi anche rispetto all’impiego dell’intelligenza artificiale, comunicare eventuali variazioni e rispettare le condizioni necessarie per mantenere il rapporto contrattuale.

Inoltre, l’ingresso nell’elenco successivamente al 2024 non garantisce automaticamente l'attivazione di una nuova procedura negoziata.

Servono disponibilità economiche e una reale necessità di ulteriori servizi informativi da parte delle amministrazioni.

Cosa cambia per i cittadini

A prima vista può sembrare un decreto destinato esclusivamente agli addetti ai lavori.

In realtà il sistema riguarda servizi informativi acquistati per essere messi a disposizione delle pubbliche amministrazioni.

Per il cittadino l’effetto è quindi prevalentemente indiretto.

La questione centrale è come vengono individuati e remunerati i soggetti che forniscono questi servizi informativi alla pubblica amministrazione e quali requisiti devono possedere.

Il nuovo decreto aggiunge a questo sistema anche una componente contemporanea: la necessità di una professionalità specializzata nell'applicazione dell’intelligenza artificiale all’interno delle agenzie interessate.

L’IA diventa quindi obbligatoria nelle redazioni italiane?

No.

Questa sarebbe una conclusione troppo ampia rispetto al testo pubblicato.

Il decreto riguarda i requisiti delle agenzie di stampa di rilevanza nazionale nell'ambito dello specifico sistema disciplinato dal DPCM.

Non stabilisce che tutte le redazioni giornalistiche italiane debbano assumere un esperto di intelligenza artificiale.

È una distinzione importante per evitare di trasformare una norma settoriale in una regola generale che il provvedimento non contiene.

FAQ – Domande frequenti

Tutte le agenzie di stampa devono avere un esperto di intelligenza artificiale?

Il decreto interviene sui requisiti per le agenzie di stampa di rilevanza nazionale disciplinate da questo specifico sistema. Non introduce un obbligo generale per tutte le testate giornalistiche italiane.

Che ruolo deve avere lo specialista di IA?

Deve affiancare la direzione editoriale nell’applicazione dell’intelligenza artificiale, nel rispetto del riferimento deontologico richiamato dal decreto. Il testo pubblicato non fornisce un mansionario dettagliato di tutte le sue attività.

Quando si può chiedere l’iscrizione nell’elenco?

La finestra indicata dal nuovo decreto va dal 1° al 31 ottobre di ogni anno.

Essere iscritti significa ricevere automaticamente denaro pubblico?

No. Iscrizione nell’elenco e stipulazione del contratto non devono essere confuse. Per le agenzie entrate successivamente al 2024 sono inoltre previste specifiche condizioni legate alle disponibilità finanziarie e alla necessità di ulteriori servizi da parte delle pubbliche amministrazioni.

Come vengono distribuite le risorse?

Il 90% viene ripartito tra le agenzie iscritte secondo il criterio relativo al numero medio di giornalisti a tempo pieno e indeterminato nel quinquennio precedente. Il restante 10% riguarda le agenzie che possiedono almeno tre dei cinque parametri premianti, con la ripartizione effettuata secondo il criterio occupazionale indicato dal decreto.

Che cosa succede se un’agenzia non paga regolarmente gli stipendi?

Durante il periodo contrattuale, il mancato regolare pagamento delle retribuzioni dei giornalisti può comportare la cancellazione dall’elenco. La cancellazione determina anche la risoluzione del contratto.

Quanto dura il contratto?

Nel ciclo triennale il contratto ha inizialmente durata annuale e può essere rinnovato per i successivi due anni, purché continuino a essere rispettati i requisiti previsti.

Il decreto aumenta la spesa pubblica?

Il provvedimento stabilisce che dalla sua attuazione non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Paragone semplice per capire la norma

Immaginiamo che un grande Comune debba acquistare ogni giorno un servizio informativo da società specializzate.

Prima di stipulare i contratti stabilisce una serie di condizioni: dimensioni e caratteristiche dell’organizzazione, personale stabile, requisiti professionali e altri parametri.

Con le nuove regole aggiunge un altro elemento: se utilizzi l’intelligenza artificiale nel contesto previsto, devi avere nella tua organizzazione una professionalità specializzata che affianchi la direzione editoriale.

Poi stabilisce come distribuire le risorse: una parte molto consistente tiene conto della struttura giornalistica stabile, mentre una quota ulteriore è collegata al possesso di parametri premianti.

Infine introduce una regola molto concreta: se durante il contratto non vengono pagati regolarmente gli stipendi dei giornalisti, non basta dire di possedere tutti gli altri requisiti. L’agenzia può essere cancellata dall’elenco e perdere il contratto.

È questo, in termini semplici, il cuore delle nuove regole: tecnologia, organizzazione professionale, occupazione e responsabilità economica entrano nello stesso sistema di requisiti e controlli.

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