Serie Generale n.212 del 12/09/2026

Serie Generale N. 212 12/09/2026 Pubblicato il 12/09/2026 22:48
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La Gazzetta Ufficiale n. 212 del 12 settembre 2026 contiene un provvedimento particolarmente importante per il mondo agricolo italiano: il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste modifica il Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2026, intervenendo sulle assicurazioni agevolate, sul rapporto con il Fondo AgriCat, sui valori utilizzati per alcune produzioni vitivinicole DOP e IGP e sulle regole applicabili al settore vivaistico.

Dietro formule molto tecniche c’è una questione concreta: stabilire come un’azienda agricola può proteggersi economicamente quando eventi atmosferici e altri rischi provocano perdite alla produzione.

Il decreto cerca inoltre di rendere alcune coperture assicurative più accessibili e di evitare che particolari meccanismi di calcolo penalizzino eccessivamente determinate aziende.

Che cos’è il Piano di gestione dei rischi in agricoltura

Il Piano di gestione dei rischi in agricoltura (PGRA) stabilisce le condizioni attraverso le quali gli agricoltori possono accedere agli strumenti agevolati per proteggere produzioni, allevamenti e strutture aziendali dai rischi previsti dalla normativa.

In termini semplici, possiamo considerarlo una sorta di “manuale delle regole” delle assicurazioni agricole sostenute attraverso gli strumenti pubblici previsti dalla politica agricola.

Il decreto pubblicato il 12 settembre modifica il PGRA 2026 già approvato con decreto ministeriale del 22 dicembre 2025.

Uno degli obiettivi dichiarati dal Ministero è favorire l’ampliamento del numero delle imprese assicurate e migliorare l'integrazione tra i diversi strumenti di gestione del rischio.

Polizze semplificate e Fondo AgriCat: viene chiarito il rapporto

Uno dei primi interventi riguarda le cosiddette polizze semplificate.

Una polizza semplificata è una particolare copertura assicurativa agricola prevista dal Piano con modalità specifiche di determinazione dei valori assicurati e delle garanzie.

Il decreto chiarisce che il meccanismo di complementarità con il Fondo AgriCat deve operare, per le fattispecie indicate dal Piano, quando l'agricoltore è beneficiario dei pagamenti diretti.

La ragione viene spiegata nelle premesse dello stesso provvedimento: il Fondo AgriCat copre gli agricoltori beneficiari dei pagamenti diretti.

Per gli agricoltori che non partecipano al Fondo, quindi, il Ministero rileva che la relativa franchigia delle coperture semplificate deve poter essere concordata liberamente tra le parti.

Cos'è il Fondo AgriCat

Il Fondo AgriCat è lo strumento richiamato dal Piano per la copertura dei rischi catastrofali nel settore agricolo.

Il decreto cerca di coordinare questo sistema con le assicurazioni private agevolate.

Un agricoltore può quindi trovarsi davanti a più livelli di protezione: da una parte la copertura collegata ad AgriCat, quando ne ricorrono le condizioni; dall'altra una polizza assicurativa che può integrare quella protezione secondo le regole stabilite dal Piano.

È un po' come avere una protezione di base alla quale può aggiungersi una seconda copertura per ridurre ulteriormente l'esposizione economica dell'azienda.

Cambiano anche i parametri delle nuove polizze

Un'altra modifica riguarda i pacchetti assicurativi introdotti per il 2026.

Il Piano individua, tra gli altri, i pacchetti delle polizze complementari ad AgriCat denominati AC, BC, DC ed EC e quelli delle polizze semplificate denominati AS, BS, CS e DS.

Il nuovo decreto stabilisce che a questi pacchetti venga applicato il parametro calcolato per il corrispondente pacchetto delle polizze tradizionali A, B, C, D oppure E.

La scelta nasce anche dalla volontà dichiarata di favorire la sottoscrizione delle nuove coperture.

Secondo quanto riportato nel decreto, queste nuove combinazioni sono state introdotte anche con l'obiettivo di ampliare la platea degli assicurati e riequilibrare territorialmente e settorialmente il sistema.

Uva da vino DOP e IGP: intervento sugli Standard Value

Una delle modifiche più interessanti riguarda il settore vitivinicolo.

Il provvedimento interviene sugli Standard Value.

Lo Standard Value è, in questo contesto, un valore utilizzato dal sistema di gestione del rischio agricolo per determinare i valori delle produzioni secondo la metodologia prevista dal Piano.

La disciplina del PGRA 2026 prevedeva per le produzioni vegetali una decurtazione del 20% dei valori unitari determinati secondo la metodologia prevista.

Durante il 2026, però, per diverse menzioni dell'uva da vino sono state registrate forti diminuzioni degli Standard Value. Il decreto riferisce che in alcuni casi le riduzioni arrivavano a superare il 50%.

Le Regioni hanno quindi chiesto un intervento.

La soluzione adottata prevede che, per le menzioni dell'uva da vino DOP e IGP che registrano una riduzione superiore al 25% del valore unitario rispetto alla campagna precedente, venga applicata una decurtazione del 10%.

È una modifica che può assumere un peso concreto per le aziende vitivinicole interessate, perché interviene sul valore utilizzato nell'ambito del sistema assicurativo agevolato.

Perché il Governo è intervenuto sul vino

Il decreto non nasconde le difficoltà del comparto.

Nelle motivazioni vengono richiamati problemi legati all'instabilità dei mercati e alla contrazione della domanda.

Queste dinamiche, secondo il Ministero, hanno inciso negativamente sulla redditività delle aziende produttrici di uva da vino, comprimendo i margini economici e aumentando le tensioni finanziarie.

La modifica dello Standard Value deve essere letta proprio all'interno di questo quadro.

Un esempio concreto per un'azienda vitivinicola

Immaginiamo un'azienda che produce un'uva appartenente a una delle menzioni DOP o IGP interessate.

Se il relativo valore unitario 2026 ha registrato una diminuzione superiore al 25% rispetto alla campagna precedente, entra in gioco la nuova previsione del Piano: la decurtazione prevista dalla modifica è del 10%.

Non significa automaticamente che ogni viticoltore italiano riceverà più denaro.

Significa invece che cambia uno dei criteri tecnici utilizzati nel sistema per le specifiche produzioni che soddisfano la condizione prevista dal decreto.

Novità anche per i vivai

Un altro settore interessato è quello vivaistico.

Il Ministero riferisce una difficoltà operativa legata alla rappresentazione delle colture nel piano colturale grafico contenuto nel fascicolo aziendale.

Il piano colturale grafico è lo strumento attraverso il quale vengono rappresentate le superfici e le coltivazioni dell'azienda agricola.

Nel settore vivaistico la situazione può essere particolarmente complessa perché sulle parcelle possono trovarsi numerose tipologie di piante e la loro composizione può cambiare frequentemente.

Questa complessità rischiava di creare problemi nella determinazione della soglia di danno necessaria ai fini assicurativi.

Il decreto modifica quindi il livello al quale deve essere applicato l'obbligo previsto dal Piano per determinate produzioni vivaistiche: il riferimento diventa il “COD. PRODOTTO” indicato nell'allegato 1 del PGRA.

L'obiettivo dichiarato è evitare che difficoltà operative non dipendenti dagli agricoltori scoraggino le aziende vivaistiche dall'utilizzare le assicurazioni agevolate.

Cosa cambia concretamente per gli agricoltori

Il provvedimento non introduce un contributo automatico destinato indistintamente a tutte le aziende agricole.

Modifica invece le regole tecniche attraverso le quali funziona una parte importante del sistema di gestione del rischio.

Gli effetti più rilevanti riguardano quindi gli agricoltori che utilizzano o intendono utilizzare strumenti assicurativi agevolati.

In particolare vengono interessati gli agricoltori beneficiari dei pagamenti diretti collegati al sistema AgriCat, le imprese che utilizzano le nuove polizze semplificate o complementari, alcune aziende vitivinicole DOP e IGP e le aziende vivaistiche.

Perché questa modifica è importante

Negli ultimi anni eventi meteorologici estremi e instabilità economica hanno reso la gestione del rischio sempre più importante per un'impresa agricola.

Una grandinata, una gelata o un altro evento grave può compromettere in poco tempo una parte significativa della produzione.

Il sistema assicurativo agricolo cerca quindi di distribuire il rischio tra azienda, strumenti assicurativi e meccanismi pubblici previsti dalla normativa.

Le modifiche pubblicate in Gazzetta cercano soprattutto di rendere questo sistema più utilizzabile e di evitare che determinate regole tecniche producano effetti disincentivanti.

FAQ – Domande frequenti

1. Cosa cambia con il decreto pubblicato il 12 settembre 2026?

Vengono modificate alcune disposizioni del Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2026. Gli interventi riguardano, tra l'altro, polizze semplificate, coperture complementari ad AgriCat, Standard Value di determinate uve DOP e IGP e assicurazioni del settore vivaistico.

2. Tutti gli agricoltori ricevono un nuovo contributo?

No. Il decreto non istituisce un bonus generalizzato. Modifica alcune regole del sistema delle assicurazioni agricole agevolate.

3. Cosa cambia per le uve DOP e IGP?

Per le menzioni dell'uva da vino DOP e IGP che registrano una riduzione superiore al 25% del valore unitario rispetto alla campagna precedente, il Piano modificato stabilisce una decurtazione del 10%.

4. Che cosa sono le polizze complementari ad AgriCat?

Sono coperture previste dal Piano che, nelle condizioni stabilite dalla disciplina, si coordinano con la protezione fornita dal Fondo AgriCat.

5. Cosa cambia per chi non beneficia dei pagamenti diretti?

Il decreto precisa il collegamento delle coperture semplificate con AgriCat facendo riferimento agli agricoltori beneficiari dei pagamenti diretti. Nelle premesse viene chiarito che, per gli agricoltori non partecipanti al Fondo, la relativa franchigia deve poter essere concordata liberamente tra le parti.

6. Perché sono state modificate le regole dei vivai?

Perché le caratteristiche del settore rendono difficile rappresentare con grande dettaglio tutte le colture presenti nelle parcelle. Questa situazione poteva complicare il calcolo della soglia di danno e scoraggiare l'accesso alle assicurazioni agevolate.

7. Le nuove regole interessano tutte le assicurazioni agricole?

No. Il decreto modifica specifiche disposizioni e determinati pacchetti del PGRA 2026. Occorre verificare la tipologia di produzione e di copertura utilizzata dall'azienda.

Paragone semplice per capire la norma

Pensiamo all'assicurazione di un condominio.

Esiste una copertura generale per alcuni grandi rischi, ma ogni condomino può avere bisogno di una protezione aggiuntiva per situazioni specifiche.

Se le regole utilizzate per calcolare il valore assicurabile di un appartamento fossero troppo rigide o producessero valori poco aderenti alla situazione reale, alcuni proprietari potrebbero decidere di non assicurarsi.

Nel settore agricolo il problema è simile.

AgriCat, polizze tradizionali e nuove coperture assicurative costituiscono diversi pezzi del sistema di protezione. Con il decreto pubblicato in Gazzetta, il Ministero modifica alcuni meccanismi affinché questi pezzi possano coordinarsi meglio e per evitare che particolari criteri tecnici scoraggino determinate aziende dall'assicurarsi.

In sintesi

La Gazzetta Ufficiale del 12 settembre porta quindi un intervento molto tecnico, ma con conseguenze potenzialmente concrete per il mondo agricolo.

Le parole chiave sono assicurazioni agricole, AgriCat, vino DOP e IGP, vivai e gestione del rischio.

Per le imprese interessate, il punto fondamentale è verificare come le modifiche al PGRA 2026 incidano sulla propria produzione e sulla copertura assicurativa utilizzata.

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