Una copertura pubblica contro le calamità, assicurazioni che possono integrarla e nuove polizze semplificate pensate per ampliare il numero delle aziende assicurate.
È il sistema di gestione del rischio agricolo che emerge dal Piano 2026 e che il Ministero dell’agricoltura ha corretto con il decreto del 30 luglio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 212 del 12 settembre.
La modifica chiarisce soprattutto un punto che poteva creare problemi pratici: che cosa succede quando una polizza semplificata viene sottoscritta da un agricoltore che non partecipa al Fondo AgriCat?
La risposta è importante perché AgriCat, secondo quanto espressamente ricordato dal decreto, copre esclusivamente gli agricoltori beneficiari dei pagamenti diretti.
Di conseguenza, il meccanismo assicurativo non può funzionare nello stesso modo per chi è dentro e per chi è fuori dal Fondo.
Il Fondo AgriCat rappresenta il punto di riferimento del PGRA 2026 per la protezione contro le avversità catastrofali degli agricoltori che rientrano nel sistema.
Il decreto chiarisce un elemento fondamentale:
AgriCat copre esclusivamente gli agricoltori beneficiari di pagamenti diretti.
Questo significa che, quando si parla di rapporto tra Fondo AgriCat e assicurazioni agricole, bisogna innanzitutto distinguere due categorie:
gli agricoltori beneficiari dei pagamenti diretti e gli agricoltori che non partecipano al Fondo.
È proprio questa distinzione che ha reso necessario l'intervento correttivo pubblicato in Gazzetta.
I pagamenti diretti sono gli aiuti previsti nell'ambito della Politica agricola comune ai quali il decreto fa riferimento per individuare gli agricoltori coperti dal Fondo.
Per comprendere la modifica non è necessario entrare nell'intera disciplina della PAC.
Il concetto essenziale è questo: nel sistema descritto dal provvedimento, essere beneficiario dei pagamenti diretti determina anche la partecipazione alla copertura AgriCat richiamata dal PGRA.
Ed è da qui che deriva la differenza nel funzionamento delle polizze.
Il PGRA 2026 consente a tutti gli agricoltori di stipulare le cosiddette polizze semplificate per determinate combinazioni di rischi assicurabili previste dal Piano.
Una polizza semplificata è una particolare copertura assicurativa agricola costruita secondo le regole specifiche del PGRA.
Queste polizze utilizzano valori assicurati determinati attraverso i valori indice del Fondo AgriCat e coprono la mancata resa quantitativa.
Tradotto in termini semplici: il punto centrale è la quantità di produzione che l'azienda perde a causa degli eventi coperti, secondo le condizioni previste dal sistema.
Il decreto precisa inoltre che, salvo l'eccezione indicata dal Piano per una particolare combinazione, la franchigia relativa ai rischi catastrofali deve essere almeno pari al limite di indennizzo del Fondo quando opera la complementarità prevista.
La franchigia è la parte del danno che, secondo le condizioni della copertura, rimane fuori dall'indennizzo assicurativo.
Un esempio semplice può aiutare.
Immaginiamo un danno agricolo pari a 100 e, soltanto a fini illustrativi, una franchigia pari a 20.
La copertura assicurativa non partirebbe dal primo euro di danno: quella prima parte resterebbe a carico dell'assicurato secondo le condizioni stabilite.
Nel sistema AgriCat-polizza, però, la franchigia assume un significato particolare perché bisogna evitare che Fondo e assicurazione si sovrappongano senza coordinamento.
Accanto alle polizze semplificate esistono le polizze complementari ad AgriCat.
Il PGRA 2026 individua per queste nuove coperture i pacchetti:
AC, BC, DC ed EC.
Secondo il decreto, queste polizze operano per le avversità catastrofali integrando la copertura del Fondo fino a concorrenza del valore della produzione media annua aziendale.
Il termine fondamentale è quindi complementare.
Non significa semplicemente avere due assicurazioni uguali sullo stesso rischio.
Significa costruire una protezione nella quale la polizza interviene in coordinamento con la copertura AgriCat prevista dal sistema.
Possiamo rappresentarlo in maniera semplice.
Per un agricoltore beneficiario dei pagamenti diretti, il primo livello è rappresentato dalla protezione AgriCat prevista dal sistema.
Il secondo livello può essere costituito dalla copertura assicurativa complementare.
La polizza integra quindi la protezione del Fondo secondo le condizioni stabilite dal PGRA.
È come costruire un tetto con due strati: il primo fornisce una protezione di base contro determinati eventi catastrofali, mentre il secondo completa la copertura nei limiti e secondo le regole previste.
Il PGRA permette di stipulare polizze semplificate anche agli agricoltori.
Ma il decreto ricorda contemporaneamente che AgriCat copre esclusivamente gli agricoltori beneficiari di pagamenti diretti.
Qui nasceva una questione logica.
Come può una polizza essere obbligatoriamente complementare a un Fondo se l'agricoltore che sottoscrive quella polizza non partecipa al Fondo?
È proprio questo il punto che il Ministero ha deciso di correggere.
Il provvedimento modifica il PGRA specificando che le polizze semplificate e le analoghe coperture semplificate devono operare in maniera complementare al Fondo AgriCat quando vengono sottoscritte da agricoltori beneficiari di pagamenti diretti.
Sono poche parole aggiunte al Piano, ma cambiano l'interpretazione pratica della disposizione.
Il principio diventa più chiaro:
se l'agricoltore partecipa ad AgriCat, la copertura assicurativa deve coordinarsi con il Fondo nei casi previsti;
se invece non partecipa al Fondo, non può essere trattato come se disponesse già della protezione AgriCat.
Questo è probabilmente il passaggio più importante dell'intero approfondimento.
Il decreto spiega che, nel caso di polizze o coperture semplificate sottoscritte da agricoltori non partecipanti al Fondo, la relativa franchigia deve poter essere concordata liberamente tra le parti.
La ragione è semplice.
Se non esiste la copertura AgriCat sottostante, non avrebbe senso costruire automaticamente la franchigia come se quella protezione fosse presente.
Il nuovo decreto distingue quindi le due situazioni.
Immaginiamo due aziende agricole.
L'azienda agricola Rossi è beneficiaria dei pagamenti diretti e rientra quindi nel sistema AgriCat descritto dal decreto.
L'azienda agricola Bianchi non partecipa invece al Fondo.
Entrambe sono interessate a una copertura semplificata.
Per Rossi esiste già il livello di protezione AgriCat e, nei casi previsti dal PGRA, la polizza deve funzionare in maniera complementare a quel livello.
Per Bianchi quel primo livello non esiste.
Di conseguenza, per la copertura semplificata la relativa franchigia può essere concordata liberamente tra le parti.
È questa, in sostanza, la distinzione resa esplicita dalla modifica del 2026.
Il PGRA 2026 ha introdotto anche una serie di sigle che possono apparire incomprensibili a chi non lavora quotidianamente nel settore assicurativo agricolo.
Per le polizze complementari ad AgriCat troviamo:
AC, BC, DC, EC.
Per le polizze semplificate troviamo:
AS, BS, CS, DS.
Queste nuove combinazioni si affiancano ai pacchetti delle polizze tradizionali indicati con:
A, B, C, D, E.
Il decreto sottolinea che i nuovi pacchetti fanno riferimento alle stesse combinazioni di eventi atmosferici dei corrispondenti pacchetti tradizionali.
La modifica del 2026 non si limita a chiarire il rapporto con AgriCat.
Il Ministero interviene anche sul sistema dei parametri contributivi.
Il parametro contributivo è uno degli elementi utilizzati dal PGRA nel calcolo della spesa del premio assicurativo ammissibile a contributo.
Il decreto stabilisce che ai pacchetti delle polizze complementari ad AgriCat e delle polizze semplificate venga applicato il parametro calcolato per il corrispondente pacchetto delle polizze tradizionali.
In sostanza:
AC, BC, DC ed EC e AS, BS, CS e DS vengono collegati, secondo la rispettiva corrispondenza prevista dal Piano, ai parametri delle tradizionali A, B, C, D o E.
Il decreto spiega anche il motivo della scelta.
Nel sistema precedente descritto nelle premesse, quando un certificato assicurativo era privo di parametro contributivo, per determinare la spesa ammissibile veniva applicato al premio totale un coefficiente di riduzione.
Questo comportava comunque una diminuzione della spesa ammissibile.
L'applicazione del parametro contributivo, invece, secondo quanto osserva il Ministero, potrebbe non comportare riduzioni, salvo il caso in cui il tasso della polizza sia superiore al parametro.
La modifica vuole quindi evitare che le nuove formule assicurative partano con un meccanismo potenzialmente meno favorevole proprio mentre si cerca di incentivarne l'utilizzo.
Il decreto dice chiaramente che le nuove combinazioni di rischi assicurabili introdotte per il 2026 hanno anche l'obiettivo di allargare la platea degli assicurati.
Il Ministero richiama inoltre la necessità di ottenere un maggiore equilibrio territoriale e settoriale del sistema.
Un altro obiettivo è evitare la disaffezione degli agricoltori nei confronti degli strumenti assicurativi e aumentare l'integrazione tra le diverse forme di gestione del rischio.
Secondo il provvedimento, le caratteristiche delle nuove combinazioni dovrebbero permettere agli agricoltori di proteggere le produzioni a costi inferiori rispetto al passato.
Pensiamo a una piccola azienda che ogni anno deve decidere se assicurare le proprie colture.
Il titolare deve confrontare il costo della polizza con il rischio economico di perdere una parte della produzione.
Se l'assicurazione è troppo costosa o il sistema è troppo complicato, potrebbe decidere di rinunciare.
Il PGRA 2026 tenta di introdurre strumenti più semplici e maggiormente integrati con AgriCat.
La modifica pubblicata in Gazzetta cerca poi di eliminare alcune rigidità che avrebbero potuto rendere queste nuove coperture meno convenienti o poco coerenti per determinate categorie di agricoltori.
È importante non confondere i due strumenti.
AgriCat è il Fondo richiamato dal PGRA per la copertura dei rischi catastrofali degli agricoltori beneficiari dei pagamenti diretti.
La polizza agricola è invece una copertura assicurativa sottoscritta secondo le condizioni previste.
Quando il PGRA parla di copertura complementare, significa che i due strumenti vengono coordinati.
Non significa che siano diventati un'unica assicurazione.
Per capire quale situazione si applica alla propria azienda, le domande essenziali sono:
La risposta concreta dipende quindi dalla posizione dell'impresa e dal contratto assicurativo.
Che cos'è AgriCat?
Nel PGRA 2026 è il Fondo di riferimento per la copertura delle avversità catastrofali degli agricoltori beneficiari dei pagamenti diretti.
AgriCat copre tutti gli agricoltori?
No. Il decreto del 30 luglio 2026 afferma espressamente che il Fondo AgriCat copre esclusivamente gli agricoltori beneficiari di pagamenti diretti.
Le polizze semplificate possono essere sottoscritte soltanto da chi è dentro AgriCat?
No. Il PGRA richiamato dal decreto stabilisce che le polizze semplificate previste dalla disposizione possono essere stipulate da tutti gli agricoltori. Ciò che cambia è il rapporto della polizza con AgriCat.
Cosa cambia per un agricoltore beneficiario dei pagamenti diretti?
Quando ricorrono le condizioni previste dal Piano, la copertura assicurativa opera in maniera complementare al Fondo AgriCat.
E per chi non partecipa al Fondo?
Il decreto chiarisce che, in caso di polizze e coperture semplificate sottoscritte da agricoltori non partecipanti al Fondo, la relativa franchigia deve poter essere concordata liberamente tra le parti.
Cosa sono AC, BC, DC ed EC?
Sono le sigle utilizzate dal PGRA 2026 per i nuovi pacchetti relativi alle polizze complementari ad AgriCat.
Cosa sono AS, BS, CS e DS?
Sono invece i pacchetti delle polizze semplificate individuati dal Piano.
Cosa cambia per i parametri contributivi?
Il decreto stabilisce che ai nuovi pacchetti complementari ad AgriCat e semplificati venga applicato il parametro calcolato per il corrispondente pacchetto delle polizze tradizionali A, B, C, D o E.
Il decreto introduce un nuovo bonus per gli agricoltori?
No. Il provvedimento modifica il funzionamento di alcune coperture e dei relativi parametri del PGRA 2026. Non introduce un pagamento automatico generalizzato.
Perché il Ministero vuole favorire queste nuove polizze?
Il decreto indica tra gli obiettivi l'ampliamento della platea degli assicurati, il riequilibrio territoriale e settoriale, una maggiore integrazione degli strumenti di gestione del rischio e la riduzione della disaffezione nei confronti delle assicurazioni.
Pensiamo a un condominio che dispone già di una copertura generale contro un grave evento.
Un condomino può decidere di acquistare una seconda assicurazione per aumentare la propria protezione.
Se è già coperto dalla polizza generale del condominio, la seconda assicurazione deve sapere dove termina la prima copertura e dove comincia quella aggiuntiva.
Questo è il concetto di complementarità.
Ma immaginiamo ora una casa vicina che non appartiene a quel condominio.
Il proprietario non dispone della copertura generale.
Non avrebbe senso imporgli una seconda polizza costruita come se la prima assicurazione esistesse già.
È sostanzialmente il problema affrontato dal decreto.
Per l'agricoltore beneficiario dei pagamenti diretti esiste la copertura AgriCat prevista dal sistema e la polizza può integrarla.
Per l'agricoltore che non partecipa al Fondo quel livello non esiste: per questo il decreto chiarisce che, nelle coperture semplificate interessate, la relativa franchigia deve poter essere concordata liberamente.
La modifica pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 12 settembre 2026 cerca di rendere più coerente il rapporto tra AgriCat e assicurazioni agricole.
La distinzione da ricordare è semplice:
beneficiario dei pagamenti diretti → AgriCat + eventuale copertura complementare secondo il PGRA;
non partecipante ad AgriCat → nessuna copertura del Fondo da integrare e, per le coperture semplificate interessate, franchigia concordabile tra le parti.
Parallelamente, il Ministero interviene sui parametri dei nuovi pacchetti AC, BC, DC, EC e AS, BS, CS, DS, collegandoli ai corrispondenti pacchetti tradizionali.
Dietro sigle e formule assicurative c'è quindi un obiettivo molto concreto: fare in modo che più aziende agricole possano trovare conveniente proteggere le proprie produzioni dai rischi.
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