Un tratto della Tangenziale di Napoli entra ufficialmente nell'elenco italiano delle Smart Road di tipo I.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con il decreto del 18 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 211 dell'11 settembre 2026, ha riconosciuto la qualifica di Smart Road al tratto dell'autostrada A56 compreso tra il km 7+400 e il km 13+600, in entrambe le direzioni.
Parliamo quindi di circa 6,2 chilometri di infrastruttura per ciascun senso di marcia.
Non significa semplicemente installare qualche telecamera o un nuovo pannello elettronico.
La qualifica certifica un processo più ampio di trasformazione digitale della strada, basato su infrastrutture, piattaforme tecnologiche, monitoraggio, elaborazione dei dati e servizi destinati sia a chi gestisce la rete sia agli automobilisti.
Il decreto è molto preciso.
La nuova qualifica riguarda:
Tangenziale di Napoli – autostrada A56
dal km 7+400 al km 13+600
in entrambe le direzioni.
Il tratto viene inserito nell'elenco ufficiale delle infrastrutture viarie Smart Road previsto dal decreto ministeriale n. 70 del 2018.
Da quel momento l'infrastruttura può anche utilizzare il logo identificativo Smart Road previsto dalla normativa.
La definizione contenuta nella normativa richiamata dal decreto aiuta a capire che non stiamo parlando semplicemente di una “strada con internet”.
Una Smart Road è un'infrastruttura stradale sottoposta a un processo di trasformazione digitale attraverso piattaforme tecnologiche e servizi.
Gli obiettivi comprendono:
riduzione dell'incidentalità;
interoperabilità con i veicoli di nuova generazione;
continuità con i servizi europei C-ITS;
migliore gestione del traffico;
sostenibilità;
efficienza;
maggiore resilienza della rete.
In altre parole, la strada smette progressivamente di essere soltanto asfalto, guardrail e segnaletica e diventa anche una infrastruttura digitale capace di raccogliere, elaborare e utilizzare informazioni.
Uno degli elementi centrali della trasformazione riguarda le piattaforme di osservazione e monitoraggio del traffico.
La strada digitale raccoglie informazioni sul funzionamento dell'infrastruttura e sulla circolazione.
Questi dati possono essere elaborati attraverso appositi modelli e utilizzati per fornire servizi avanzati.
Il principio è simile a quello di una centrale operativa che non si limita ad aspettare una segnalazione telefonica, ma riceve continuamente informazioni dalla rete e può costruire un quadro più preciso di ciò che sta accadendo.
La normativa Smart Road parla espressamente di modelli di elaborazione dei dati e delle informazioni.
È un passaggio importante.
Una strada tradizionale comunica principalmente attraverso segnaletica verticale, orizzontale e pannelli.
Una strada intelligente aggiunge un ulteriore livello: i dati.
Informazioni provenienti dall'infrastruttura possono essere raccolte ed elaborate per migliorare la conoscenza delle condizioni della rete e offrire servizi a gestori, pubbliche amministrazioni e utenti.
Uno degli obiettivi strategici delle Smart Road è creare un ecosistema favorevole all'interoperabilità tra infrastrutture e veicoli di nuova generazione.
In termini semplici, significa preparare la strada affinché possa interagire sempre più con automobili connesse e, in prospettiva, con veicoli caratterizzati da livelli elevati di automazione.
Il decreto richiama infatti espressamente lo sviluppo dei veicoli automatizzati e sottolinea che infrastrutture stradali e servizi C-ITS sono destinati a interagire sempre maggiormente con i veicoli connessi che percorrono le strade.
La sigla C-ITS indica i Cooperative Intelligent Transport Systems, cioè sistemi di trasporto intelligenti cooperativi.
Il concetto può sembrare complicato, ma l'idea è abbastanza semplice.
Immaginiamo un'automobile connessa che non riceva informazioni soltanto dai propri sensori, ma anche dall'infrastruttura e dall'ecosistema digitale della mobilità.
La strada diventa quindi parte di una rete informativa.
L'obiettivo generale è creare una mobilità nella quale veicolo, infrastruttura e sistemi di gestione possano scambiarsi informazioni utili.
La qualifica Smart Road non viene assegnata automaticamente.
L'ente gestore ha presentato la domanda relativa al tratto A56 il 31 luglio 2025.
È stata quindi avviata una verifica tecnica.
L'Osservatorio Smart Road ha affidato le verifiche al Centro nazionale della mobilità sostenibile dell'Università degli studi di Napoli.
La valutazione ha riguardato quattro aspetti fondamentali:
la conformità delle infrastrutture esistenti;
l'implementazione e qualificazione dei sistemi tecnologici;
la disponibilità dei servizi ai viaggiatori;
la rispondenza delle procedure operative e di gestione.
Il Centro nazionale della mobilità sostenibile ha redatto il 27 dicembre 2025 una relazione di prova sulle verifiche Smart Road.
Il documento ha attestato un livello di aderenza alle specifiche Smart Road conforme ai requisiti previsti dal decreto ministeriale n. 70/2018 e la corretta operatività delle tecnologie.
Successivamente, il 3 febbraio 2026, l'Osservatorio ha preso atto dell'esito positivo e ha autorizzato all'unanimità l'inserimento del tratto della Tangenziale di Napoli nell'elenco delle infrastrutture Smart Road.
Il decreto del 18 giugno 2026 formalizza questo riconoscimento.
Possiamo definirla, in modo divulgativo, una sorta di certificazione della trasformazione digitale dell'infrastruttura.
Non basta che il gestore dichiari che una strada è tecnologicamente avanzata.
Devono essere verificati requisiti funzionali, sistemi tecnologici, servizi disponibili e procedure operative.
Solo dopo l'esito positivo delle verifiche il tratto può essere inserito nell'elenco ufficiale e utilizzare il logo Smart Road.
Il decreto non introduce nuovi obblighi specifici per gli automobilisti che percorrono il tratto.
Non viene istituito un nuovo pedaggio, non vengono modificate dal decreto le regole generali di circolazione e non nasce una corsia riservata alle auto connesse.
Il cambiamento riguarda principalmente l'infrastruttura che si trova sotto e intorno all'automobilista.
Il viaggiatore percorre una strada dotata di un sistema tecnologico riconosciuto conforme alle specifiche Smart Road, progettato per monitorare il traffico, elaborare informazioni e offrire servizi avanzati.
Uno dei benefici più immediati della digitalizzazione riguarda il gestore.
Più informazioni significano una maggiore capacità di conoscere ciò che sta accadendo sulla rete.
Pensiamo a un incidente, a un improvviso rallentamento o a una situazione anomala.
In una rete tradizionale molte informazioni possono arrivare attraverso segnalazioni successive.
In un'infrastruttura sempre più digitalizzata, invece, sistemi di osservazione, monitoraggio ed elaborazione possono contribuire a rendere la gestione più tempestiva ed efficiente.
Uno degli obiettivi fondamentali indicati dalla normativa è la riduzione dell'incidentalità stradale.
Questo non significa che una Smart Road possa eliminare gli incidenti.
Significa piuttosto che la tecnologia viene utilizzata per aumentare la quantità e qualità delle informazioni disponibili e favorire una gestione più efficiente della mobilità.
Una strada che conosce meglio ciò che sta accadendo può contribuire a una risposta più rapida alle criticità.
Un'altra finalità prevista dalla normativa è lo snellimento del traffico.
In una grande area metropolitana come Napoli questo aspetto assume particolare rilevanza.
Monitorare meglio i flussi significa disporre di informazioni utili per capire dove si stanno formando congestioni e come sta evolvendo la circolazione.
L'obiettivo della Smart Road non è quindi soltanto tecnologico: è anche utilizzare la tecnologia per rendere più efficiente la mobilità reale.
Il decreto richiama esplicitamente anche la sperimentazione dei veicoli automatizzati.
La normativa italiana ha infatti previsto la sperimentazione su strada delle soluzioni Smart Road e della guida connessa e automatica.
È importante, però, evitare un equivoco.
Il riconoscimento della A56 come Smart Road non significa che il tratto diventi automaticamente una strada sulla quale qualsiasi automobile possa viaggiare senza conducente.
La sperimentazione della guida automatizzata segue una propria disciplina e specifiche autorizzazioni.
La Smart Road rappresenta piuttosto l'infrastruttura tecnologica sulla quale può svilupparsi progressivamente l'interazione con veicoli sempre più connessi e automatizzati.
Il decreto riguarda concretamente un tratto della A56, ma il quadro normativo nel quale si inserisce ha una dimensione nazionale ed europea.
Il processo di trasformazione digitale è stato concepito partendo dalle infrastrutture della rete europea TEN-T e prevedendo una progressiva estensione verso altre infrastrutture appartenenti al Sistema nazionale integrato dei trasporti.
L'obiettivo di fondo è quindi costruire progressivamente una rete nella quale strade, piattaforme digitali e veicoli possano dialogare.
Presso il Ministero opera l'Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road e per il veicolo connesso e a guida automatica.
Tra i suoi compiti rientra la gestione e l'aggiornamento dell'elenco delle infrastrutture che ottengono la qualifica Smart Road.
L'Osservatorio verifica inoltre il rispetto delle specifiche funzionali previste dalla normativa.
È quindi una sorta di presidio tecnico istituzionale che accompagna il processo di digitalizzazione delle infrastrutture stradali.
Il provvedimento specifica che non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Questo significa che il decreto di riconoscimento della qualifica Smart Road non determina, di per sé, nuovi stanziamenti a carico del bilancio pubblico.
Il decreto stabilisce che entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Essendo stato pubblicato l'11 settembre 2026, l'entrata in vigore è quindi il 12 settembre 2026.
Da quel momento il tratto interessato è formalmente incluso nell'elenco e può fregiarsi del logo identificativo Smart Road.
Quale strada diventa Smart Road?
Il decreto riguarda la Tangenziale di Napoli A56, dal km 7+400 al km 13+600, in entrambe le direzioni.
Tutta la Tangenziale di Napoli diventa Smart Road?
No. Il decreto pubblicato in questa Gazzetta attribuisce la qualifica allo specifico tratto indicato, non automaticamente all'intera A56.
Cosa significa Smart Road di tipo I?
Significa che l'infrastruttura rientra nella classificazione prevista dal decreto ministeriale n. 70/2018 e soddisfa le relative specifiche funzionali di trasformazione digitale.
Gli automobilisti devono avere un'auto particolare per percorrerla?
No. Il decreto non stabilisce che il tratto possa essere percorso esclusivamente da veicoli connessi o tecnologicamente avanzati.
Cambiano pedaggi o limiti di velocità?
Il decreto sulla qualifica Smart Road non introduce nuovi pedaggi né modifica direttamente i limiti di velocità.
La Smart Road è una strada per auto senza conducente?
Non automaticamente. L'infrastruttura è progettata anche pensando alla progressiva interazione con veicoli connessi e ad elevata automazione, ma la sperimentazione della guida automatizzata segue regole specifiche.
Chi ha verificato le tecnologie?
Le verifiche tecniche sono state affidate al Centro nazionale della mobilità sostenibile dell'Università degli studi di Napoli. La relazione del 27 dicembre 2025 ha attestato la conformità ai requisiti previsti.
Quali aspetti sono stati controllati?
Infrastrutture esistenti, sistemi tecnologici, servizi disponibili ai viaggiatori e procedure operative e di gestione.
Una Smart Road può utilizzare un logo ufficiale?
Sì. Il decreto autorizza il tratto riconosciuto a utilizzare il logo identificativo Smart Road previsto dalla normativa.
Quando diventa ufficialmente Smart Road?
Il decreto entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi il 12 settembre 2026.
Pensiamo alla differenza tra un vecchio telefono e uno smartphone.
Entrambi permettono di telefonare, ma lo smartphone dispone anche di sensori, connessione, applicazioni, dati e servizi capaci di comunicare continuamente con altri sistemi.
La Smart Road segue una logica simile.
Rimane una strada sulla quale viaggiano automobili, camion e motociclette, ma all'infrastruttura fisica viene aggiunto un livello digitale.
La strada può monitorare ciò che accade, produrre informazioni, dialogare con sistemi tecnologici e prepararsi a interagire sempre di più con le automobili connesse del futuro.
La Tangenziale di Napoli continua quindi a essere una tangenziale.
Ma su quei 6,2 chilometri della A56, dal 12 settembre 2026, è ufficialmente anche una Smart Road di tipo I.
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