È ufficialmente partita la sessione 2026 dell'esame di Stato per ottenere l'abilitazione all'esercizio della professione forense.
Il Ministero della Giustizia ha pubblicato il nuovo bando nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie Speciale “Concorsi ed Esami” n. 70 dell'11 settembre 2026.
Per i praticanti avvocati ci sono diverse date da segnare subito sul calendario: le domande potranno essere presentate dal 1° ottobre all'11 novembre 2026, mentre le due prove scritte sono fissate per il 15 e 16 dicembre 2026, con inizio alle ore 9.
L'esame sarà articolato in due prove scritte e una prova orale.
Vediamo in modo semplice come funziona, quanto costa partecipare, quali materie bisogna scegliere e quali punteggi sono necessari per superarlo.
Il punto fondamentale riguarda il completamento della pratica professionale.
Il bando stabilisce che possono presentare domanda coloro che abbiano completato la prescritta pratica forense entro il 10 novembre 2026.
La pratica forense è il periodo di tirocinio professionale previsto per chi intende accedere alla professione di avvocato.
C'è però una situazione importante da considerare.
Chi presenta la domanda quando non ha ancora terminato la pratica, ma prevede di completarla entro il 10 novembre 2026, può comunque procedere con l'iscrizione.
Dovrà dichiarare questa situazione nell'apposito campo della domanda telematica.
La domanda di partecipazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica.
La procedura sarà disponibile:
dal 1° ottobre 2026 all'11 novembre 2026.
Il candidato dovrà accedere alla procedura del Ministero della Giustizia utilizzando uno dei sistemi di identificazione previsti:
SPID di secondo livello, Carta d'identità elettronica (CIE) oppure Carta nazionale dei servizi (CNS).
Durante la compilazione sarà necessario indicare anche una casella di posta elettronica personale, utilizzata per le comunicazioni relative alla procedura.
Nella domanda il candidato deve selezionare la Corte d'appello alla quale indirizzare la propria candidatura, secondo le regole previste dalla normativa professionale.
Deve inoltre indicare il Consiglio dell'Ordine degli avvocati, compreso nel relativo distretto, che ha certificato o certificherà il completamento della pratica forense.
L'esame viene organizzato presso numerose Corti d'appello italiane, tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Venezia, Palermo, Bari, Genova, Cagliari, Brescia e molte altre.
È prevista anche la sezione distaccata di Bolzano della Corte d'appello di Trento.
L'iscrizione comporta un pagamento complessivo di:
90,91 euro.
La cifra è suddivisa in due pagamenti digitali attraverso PagoPA.
Il primo ammonta complessivamente a 74,91 euro ed è composto da:
12,91 euro di tassa;
62 euro di contributo forfettario per le spese.
A questi si aggiungono 16 euro di imposta di bollo.
Il totale arriva quindi a 90,91 euro.
Questo passaggio non deve essere sottovalutato: il bando stabilisce che il mancato pagamento entro la scadenza della domanda comporta l'esclusione dalla procedura.
Compilare i moduli online non basta.
Dopo avere inserito i dati richiesti e completato i pagamenti PagoPA, il candidato deve effettuare l'invio attraverso la procedura informatica.
Il sistema genera quindi una ricevuta contenente un codice identificativo e un codice a barre.
È questo il passaggio decisivo.
Se manca il codice identificativo, la domanda viene considerata non inviata.
Il candidato deve quindi salvare e conservare il PDF della domanda e il relativo codice.
Sì.
Il bando stabilisce che, ai fini dell'esame, viene considerata valida l'ultima domanda inviata telematicamente.
Se prima della scadenza il candidato modifica la propria domanda, non deve pagare una seconda imposta di bollo.
In caso di più invii, quindi, sarà presa in considerazione l'ultima domanda trasmessa.
Dopo la scadenza, invece, il sistema non consentirà più l'invio.
Una delle caratteristiche fondamentali della sessione 2026 è la presenza di due prove scritte, entrambe svolte in presenza.
Durante le prove è consentito il solo ausilio dei codici annotati con la giurisprudenza.
La prima prova consiste nella redazione di un parere motivato.
Il parere motivato è un elaborato nel quale il candidato deve analizzare un problema giuridico, individuare le norme e gli orientamenti rilevanti e costruire una soluzione sostenuta da un ragionamento giuridico.
La materia viene scelta dal candidato tra:
diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo.
La seconda prova scritta consiste nella redazione di un atto giudiziario relativo a un caso pratico.
Un atto giudiziario è un documento utilizzato nell'ambito di un procedimento davanti all'autorità giudiziaria. Nell'esame serve a verificare se il candidato sappia trasformare le proprie conoscenze teoriche in un atto tecnicamente e giuridicamente corretto.
Anche in questo caso la materia viene scelta tra:
diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo.
La prova richiede conoscenze sia di diritto sostanziale sia di diritto processuale.
Per ciascuna prova scritta sono previste sette ore, calcolate dal momento della dettatura del tema.
Le date sono già stabilite:
15 dicembre 2026 – prima prova scritta
16 dicembre 2026 – seconda prova scritta
Entrambe inizieranno alle ore 9.
Ogni componente della sottocommissione dispone di dieci punti di merito per valutare le prove scritte.
Per essere ammesso alla prova orale, il candidato deve ottenere almeno:
18 punti nella prima prova scritta e 18 punti nella seconda prova scritta.
Non basta quindi compensare un risultato insufficiente in una prova con un risultato migliore nell'altra.
La soglia minima deve essere raggiunta in entrambe.
Il bando prevede un meccanismo di abbinamento tra le Corti d'appello.
Entro dieci giorni dalla scadenza delle domande, la commissione istituita presso il Ministero della Giustizia procede mediante sorteggio all'abbinamento delle Corti che dovranno correggere gli elaborati.
Le sedi sono suddivise in fasce con un numero tendenzialmente omogeneo di candidati.
Roma, Napoli e Milano, ad esempio, appartengono alla fascia A.
Lo scopo del sistema è organizzare la correzione degli elaborati attraverso l'abbinamento tra diverse sedi d'esame.
Superati entrambi gli scritti, il candidato accede alla prova orale.
La prova è pubblica e si svolge in presenza.
Deve inoltre tenersi a non meno di trenta giorni dal deposito dell'elenco degli ammessi presso ciascuna Corte d'appello.
L'orale non consiste semplicemente in una serie di domande teoriche.
La prima parte prevede infatti la soluzione di un caso pratico che richiede conoscenze di diritto sostanziale e processuale.
La materia viene scelta preventivamente dal candidato tra:
diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo.
Dopo il caso pratico, il candidato deve rispondere a tre quesiti.
Il primo riguarda una materia processuale, a scelta tra:
diritto processuale civile oppure diritto processuale penale.
Il secondo riguarda una materia sostanziale scelta tra:
diritto civile, diritto penale oppure diritto amministrativo.
Il terzo quesito viene scelto tra:
diritto costituzionale, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto ecclesiastico, diritto internazionale privato e processuale, diritto dell'Unione europea oppure diritto tributario.
A queste prove si aggiunge un quesito relativo a:
ordinamento, deontologia e previdenza forense.
La deontologia forense comprende le regole di comportamento professionale che l'avvocato deve rispettare nell'esercizio della propria attività.
Un dettaglio importante per chi deve iscriversi: con la presentazione della domanda il candidato esprime già l'opzione per le materie previste dal bando per la prova orale.
La scelta delle materie, quindi, non è un passaggio da rimandare al giorno dell'esame.
È necessario prestare attenzione già durante la compilazione della candidatura telematica.
Dopo la correzione degli elaborati e l'individuazione degli ammessi, vengono predisposti i calendari delle prove orali.
Nell'area personale di ciascun candidato saranno pubblicati:
luogo, data e ora della prova.
La comunicazione deve essere inserita almeno 30 giorni prima della data stabilita.
Il bando precisa che l'inserimento nell'area personale vale a tutti gli effetti come comunicazione al candidato.
Questo significa che sarà importante controllare regolarmente la propria area riservata.
Il Ministero indica espressamente anche i criteri che devono guidare la valutazione.
Le commissioni devono considerare la chiarezza, la logicità e il rigore metodologico dell'esposizione.
Viene valutata anche la concreta capacità di risolvere specifici problemi giuridici.
Il candidato deve dimostrare di conoscere i fondamenti teorici degli istituti trattati, ma anche di saper individuare eventuali collegamenti interdisciplinari.
Tra i criteri compare inoltre la conoscenza delle tecniche di persuasione e argomentazione.
In altre parole, conoscere la norma non basta: bisogna saper costruire e sostenere un ragionamento giuridico.
Per la prova orale sono previste diverse valutazioni.
Per essere dichiarato idoneo il candidato deve ottenere un punteggio complessivo di almeno:
90 punti.
Ma anche qui il totale non è l'unica condizione.
È necessario conseguire almeno 18 punti in ciascuna delle componenti previste dal bando.
Questo rende importante una preparazione equilibrata: essere particolarmente forti in una materia non consente di ignorarne completamente un'altra.
Il bando contiene specifiche disposizioni per i candidati con disabilità.
Nella domanda deve essere indicato l'eventuale ausilio necessario e la necessità di tempi aggiuntivi, allegando la relativa documentazione sanitaria.
La commissione provvederà secondo quanto stabilito dalla normativa richiamata dal bando.
Una disciplina particolarmente dettagliata riguarda i candidati con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA).
Con strumenti compensativi si intendono misure che permettono di compensare determinate difficoltà nello svolgimento della prova, senza modificare ciò che l'esame deve verificare.
Il candidato può allegare alla domanda la diagnosi prevista dalla normativa e chiedere le misure indicate nel bando, purché corrispondano alle proprie necessità documentate.
Per la prova scritta è possibile chiedere:
tempi aggiuntivi;
oppure l'assegnazione di un incaricato della commissione per l'assistenza nella lettura e nella scrittura.
Anche per la prova orale sono previste diverse possibilità.
Il candidato può chiedere fino al 30% di tempo aggiuntivo per l'esame preliminare del caso pratico.
Può inoltre essere prevista l'assistenza di un incaricato della commissione nella lettura e nella scrittura.
Tra le misure indicate dal bando c'è anche la possibilità di utilizzare un computer con programma di videoscrittura e non collegato a Internet, messo a disposizione dalla Corte d'appello, per preparare appunti e schema del caso pratico.
È inoltre prevista la possibilità di consultare una copia stampata dei quesiti della prova orale dettati dalla commissione.
Il candidato con DSA può anche chiedere di sostenere la prova orale nell'ultimo giorno previsto dal calendario delle prove.
L'effettiva concessione delle misure viene stabilita dalla commissione sulla base della documentazione presentata.
Il bando prende in considerazione anche le situazioni che dovessero presentarsi dopo la scadenza delle domande.
Le richieste motivate da condizioni sopravvenute possono essere rivolte direttamente alla commissione esaminatrice e vengono gestite, per quanto compatibili, secondo le disposizioni previste dal bando.
Per chi intende sostenere l'esame nel 2026, il calendario è ormai definito.
Il primo controllo riguarda la pratica professionale: deve essere completata entro il 10 novembre 2026.
Dal 1° ottobre sarà poi possibile presentare la domanda telematica.
Entro l'11 novembre devono risultare completati sia l'invio sia i pagamenti previsti.
A dicembre arriveranno le due prove scritte.
Il tempo a disposizione per organizzare lo studio deve quindi essere calcolato tenendo presenti non soltanto le materie teoriche, ma anche l'esercitazione nella redazione del parere e dell'atto giudiziario.
1° ottobre 2026: apertura delle domande.
10 novembre 2026: termine entro il quale deve essere completata la pratica professionale.
11 novembre 2026: termine per presentare la domanda.
15 dicembre 2026, ore 9: prima prova scritta.
16 dicembre 2026, ore 9: seconda prova scritta.
Per l'orale, invece, ciascun candidato ammesso riceverà attraverso la propria area personale l'indicazione di luogo, data e ora almeno trenta giorni prima.
Quando posso presentare la domanda?
Dal 1° ottobre all'11 novembre 2026, esclusivamente attraverso la procedura telematica prevista dal Ministero della Giustizia.
Quanto costa partecipare?
Il costo complessivo previsto dal bando è di 90,91 euro: 12,91 euro di tassa, 62 euro di contributo forfettario per le spese e 16 euro di imposta di bollo.
Quando devo aver terminato la pratica forense?
La pratica deve essere completata entro il 10 novembre 2026. Chi non l'ha ancora conclusa al momento della domanda può dichiarare che la completerà entro quella data.
Quante prove scritte ci sono?
Sono previste due prove scritte: un parere motivato e un atto giudiziario.
Quando si svolgono gli scritti?
Il 15 e 16 dicembre 2026, dalle ore 9.
Quanto dura ogni prova scritta?
Sono previste sette ore dalla dettatura del tema.
Quali materie posso scegliere per gli scritti?
Diritto privato, diritto penale oppure diritto amministrativo, secondo le modalità stabilite dal bando.
Quale punteggio serve per essere ammessi all'orale?
Occorre ottenere almeno 18 punti in ciascuna delle due prove scritte.
Quanto bisogna ottenere per superare l'orale?
È necessario raggiungere almeno 90 punti complessivi, oltre alle soglie minime di 18 punti previste per ciascuna componente valutata.
I candidati con DSA possono avere più tempo?
Sì. Il bando consente di richiedere specifiche misure sulla base della documentazione presentata. Per l'orale può essere riconosciuto fino al 30% di tempo aggiuntivo per l'esame preliminare del caso pratico; sono previste anche altre misure compensative.
Posso modificare una domanda già inviata?
Sì, purché entro la scadenza. In caso di più invii viene considerata valida l'ultima domanda trasmessa telematicamente.
Come faccio a sapere quando sosterrò l'orale?
Luogo, data e ora saranno inseriti nell'area personale del candidato almeno trenta giorni prima della prova. Tale pubblicazione vale come comunicazione ufficiale.
Immaginiamo un aspirante avvocato chiamato Marco.
Marco ha studiato diritto penale per anni e conosce molto bene codici, principi e sentenze.
All'esame, però, non gli viene chiesto soltanto: “Conosci questa norma?”.
Nella prima prova potrebbe trovarsi davanti alla situazione di un cittadino che gli racconta un problema e gli chiede quale sia la soluzione giuridica. Marco deve comportarsi come farebbe un professionista: analizzare i fatti, individuare le norme applicabili e costruire un parere motivato.
Il giorno successivo potrebbe invece dover redigere un vero atto sulla base di un caso pratico.
Se supera entrambe le prove con almeno 18 punti ciascuna, arriva all'orale, dove deve nuovamente dimostrare di saper affrontare un caso e rispondere alle domande della commissione.
È un po' come la differenza tra conoscere il manuale di guida e saper guidare realmente un'automobile.
Il manuale resta indispensabile, ma l'esame vuole verificare anche se il candidato sa utilizzare concretamente ciò che ha studiato.
Per questo la preparazione alla sessione 2026 non può essere soltanto mnemonica: deve allenare soprattutto ragionamento, scrittura giuridica, soluzione dei problemi e capacità di argomentazione.
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