Dazi USA, cosa cambia dal 2026: prodotti a dazio zero, contingenti UE e nuove regole sulle importazioni

Unione Europea N. 0 31/08/2026 Approfondimenti Pubblicato il 31/08/2026 21:34
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Il Regolamento (UE) 2026/1455, adottato il 25 giugno 2026, modifica in modo significativo il trattamento doganale riservato a numerose merci originarie degli Stati Uniti. Il provvedimento riduce o azzera alcuni dazi all’ingresso nell’Unione europea e, per altri prodotti, apre specifici contingenti tariffari con aliquote agevolate.

La misura si inserisce nel più ampio tentativo di stabilizzare i rapporti commerciali tra Bruxelles e Washington, ma non rappresenta un’apertura senza condizioni: l’Unione europea mantiene infatti la possibilità di sospendere le agevolazioni qualora gli Stati Uniti non rispettino gli impegni commerciali concordati. Il regolamento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 2ª Serie speciale – Unione europea, n. 68 del 31 agosto 2026.

Che cosa cambia con il Regolamento UE 2026/1455

Il sistema introdotto dal regolamento funziona essenzialmente su tre livelli.

Per un primo gruppo di merci statunitensi, i dazi della tariffa doganale comune diventano pari allo 0%. Per un secondo gruppo, soprattutto alcuni prodotti agricoli, viene eliminata solamente la componente percentuale del dazio, mentre può continuare a essere applicato un importo specifico legato, per esempio, al prezzo di entrata. Infine vengono istituiti 20 contingenti tariffari per determinate categorie di prodotti, entro i quali le importazioni possono beneficiare di dazi ridotti o nulli.

Un dazio doganale è, in termini semplici, una tassa applicata quando una merce proveniente da un Paese esterno entra nel mercato europeo.

Un contingente tariffario è invece una quantità prestabilita di merce che può entrare nell'UE pagando un dazio inferiore rispetto a quello normalmente previsto. Superata quella quantità, torna generalmente applicabile il trattamento doganale ordinario.

Una lunga lista di merci con dazio azzerato

L'Allegato I del regolamento contiene un elenco molto esteso di prodotti. Tra i primi beni indicati compaiono patate fresche, cipolle, fagioli, asparagi, peperoni, funghi congelati, patate dolci, agrumi, uva secca e diversi prodotti destinati alla semina.

L'elenco non riguarda soltanto il settore alimentare. Il regolamento si estende a numerose categorie merceologiche e arriva fino a settori industriali come veicoli, materiale ferroviario, aeromobili, navi, strumenti ottici e medico-chirurgici, orologi, strumenti musicali, mobili, illuminazione, giocattoli e altre lavorazioni. L'esatta applicazione dell'agevolazione dipende però dal codice NC attribuito alla merce.

La nomenclatura combinata (NC) è il sistema europeo che assegna un codice doganale preciso a ogni categoria di prodotto. Non è quindi sufficiente dire, per esempio, “importo delle patate”: bisogna stabilire esattamente quale codice doganale corrisponde alle caratteristiche della merce.

Frutta e ortaggi: non sempre il dazio scompare completamente

Per alcuni prodotti dell'Allegato II il meccanismo è diverso. L'UE azzera la parte ad valorem del dazio, cioè quella calcolata in percentuale sul valore della merce, ma mantiene l'eventuale componente specifica collegata al sistema dei prezzi di entrata.

Tra gli esempi presenti nel regolamento figurano pomodori, cetrioli e carciofi. Per i pomodori viene eliminata la componente percentuale dell'8,8%, mentre per i cetrioli viene azzerata quella del 12,8%.

Lo stesso principio viene applicato, con percentuali diverse, a clementine, limoni, uva da tavola, mele, pere, ciliegie e prugne. Per i limoni, per esempio, viene sospeso e azzerato l'elemento ad valorem del 6,4%, mentre resta la componente specifica prevista dal sistema doganale.

Questo dettaglio è importante: parlare genericamente di “dazio zero” per tutte le merci statunitensi sarebbe quindi scorretto.

I contingenti tariffari: quanto può entrare a condizioni agevolate

La seconda grande novità riguarda i contingenti. Il regolamento stabilisce quantità annuali entro le quali determinati prodotti americani possono entrare nell'UE con un trattamento doganale più favorevole.

I contingenti valgono per periodi consecutivi di dodici mesi e il primo periodo decorre dal 1° luglio 2026. La gestione è affidata alla Commissione europea e agli Stati membri secondo le regole doganali dell'Unione.

Alcuni esempi aiutano a capire la portata della misura:

Prodotto Volume del contingente Dazio nel contingente
Formaggi 10.000 tonnellate 0%
Frutta a guscio 500.000 tonnellate 0%
Olio di soia 400.000 tonnellate 0%
Alcuni alimenti per animali 40.000 tonnellate 0%
Merluzzo dell'Alaska 340.000 tonnellate 0%
Calamari 5.000 tonnellate 0%
Salmone non trasformato 20.000 tonnellate 0%
Salmone trasformato 5.000 tonnellate 0%
Gamberetti preparati 5.000 tonnellate 0%
Naselli e spinaroli 20.000 tonnellate 0%

Per la frutta a guscio il contingente arriva a mezzo milione di tonnellate, mentre quello per l'olio di soia raggiunge 400.000 tonnellate. Per il merluzzo dell'Alaska sono previste 340.000 tonnellate a dazio zero, mentre calamari e salmoni dispongono di contingenti più contenuti.

Il regolamento prevede inoltre 5.000 tonnellate per i gamberetti preparati e 20.000 per naselli e spinaroli.

Formaggi americani: 10.000 tonnellate a dazio zero

Particolarmente interessante per il settore agroalimentare è il contingente di 10.000 tonnellate di formaggi, che comprende diverse categorie, dal formaggio fresco ai formaggi grattugiati, fusi e alcune tipologie di formaggi erborinati e Cheddar.

Per un importatore italiano significa che una partita di formaggio americano che rientra nei codici previsti può beneficiare del dazio agevolato finché il contingente disponibile non è esaurito.

Per i produttori europei, invece, l'effetto potrebbe essere una maggiore concorrenza su alcune fasce del mercato. Non significa automaticamente che i prezzi diminuiranno né che le importazioni aumenteranno fino al limite massimo: il contingente indica una possibilità commerciale, non una quantità che necessariamente sarà importata.

Frutta a guscio e olio di soia: i contingenti più grandi

Uno dei numeri più rilevanti riguarda la frutta a guscio: 500.000 tonnellate all'anno possono beneficiare del dazio contingentale dello 0%.

Per l'olio di soia il limite è invece di 400.000 tonnellate.

Sono quantitativi consistenti e possono interessare non soltanto gli importatori ma anche aziende alimentari, industrie di trasformazione, produttori di mangimi e altri utilizzatori industriali.

Immaginiamo un'impresa italiana che utilizzi frutta a guscio americana per produrre snack o prodotti dolciari. Se l'importazione rientra nel contingente, il costo doganale della materia prima può diminuire. Questo può migliorare i margini dell'impresa oppure, in presenza di concorrenza, trasferirsi almeno in parte sui prezzi finali.

Non esiste però alcun automatismo che obblighi l'azienda a ridurre il prezzo al consumatore.

Pesce e prodotti ittici tra le principali aperture

Un altro blocco importante riguarda il settore ittico.

Il contingente per il merluzzo dell'Alaska arriva a 340.000 tonnellate a dazio zero. Sono inoltre previste 20.000 tonnellate per salmoni non trasformati, 5.000 per salmoni trasformati, 5.000 per calamari, 5.000 per gamberetti preparati e 20.000 per naselli e spinaroli.

Per industrie di trasformazione, ristorazione, distribuzione alimentare e grande distribuzione si tratta di una modifica potenzialmente rilevante dei costi di approvvigionamento.

Cacao e cioccolato: agevolazione sì, ma non sempre dazio zero

Il regolamento dimostra bene che un contingente non equivale necessariamente a completa eliminazione del dazio.

Per cacao in polvere e alcune preparazioni di cioccolato è previsto un contingente complessivo di 40.000 tonnellate, ma alcune categorie mantengono un dazio del 2% o una combinazione tra aliquota percentuale e importo specifico.

È quindi indispensabile che l'importatore verifichi il codice doganale esatto del prodotto prima di calcolare il beneficio.

Bevande analcoliche, aromi e amidi

Tra gli ultimi contingenti figurano anche 20.000 tonnellate per determinate bevande analcoliche, comprese alcune acque zuccherate o aromatizzate e la birra analcolica, oltre a 2.500 tonnellate per mannitolo e sorbitolo.

Sono inoltre previste 1.400 tonnellate per specifiche preparazioni a base di sostanze odorifere utilizzate dall'industria delle bevande e 11.000 tonnellate di destrina e altri amidi modificati, entrambi con dazio contingentale dello 0%.

La provenienza americana deve essere dimostrata

Un elemento fondamentale è l'origine della merce.

Le agevolazioni riguardano prodotti originari degli Stati Uniti, non semplicemente spediti dagli Stati Uniti.

Il successivo Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1422 rafforza infatti le prove richieste per evitare forme di elusione. Quando vengono utilizzate le norme di origine non preferenziale, deve essere possibile dimostrare che le merci siano state trasportate direttamente dal Paese di origine oppure, in caso di transito attraverso Paesi terzi, siano rimaste sotto vigilanza doganale e non abbiano subito trasformazioni ulteriori.

È un punto molto concreto per importatori, spedizionieri e consulenti doganali: ottenere un dazio ridotto non dipende soltanto dal prodotto, ma anche dalla documentazione.

Perché Bruxelles mantiene una clausola di sicurezza

Le concessioni europee non sono irrevocabili.

La Commissione può sospendere totalmente o parzialmente sia gli adeguamenti tariffari sia i contingenti qualora gli Stati Uniti non rispettino la dichiarazione comune UE-USA, compromettano l'accesso delle imprese europee al mercato americano, discriminino operatori dell'UE oppure si verifichino cambiamenti rilevanti delle condizioni sulle quali è stato costruito l'accordo.

C'è poi una questione particolarmente delicata: acciaio e alluminio.

Se al 31 dicembre 2026 gli Stati Uniti continuassero ad applicare aliquote superiori al 15% sui prodotti europei derivati da acciaio e alluminio, la Commissione potrebbe sospendere le agevolazioni previste dal regolamento per merci comprese nei capitoli doganali 72, 73 e 76. Entro il 1° dicembre 2026 è previsto un rapporto della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla situazione.

Che cosa può cambiare per le imprese italiane

Per le aziende che importano direttamente dagli Stati Uniti il primo possibile vantaggio è semplice: una riduzione del costo doganale.

Un'impresa alimentare che acquista frutta a guscio, olio di soia, pesce o determinati ingredienti può trovare più conveniente approvvigionarsi sul mercato americano.

Anche aziende che utilizzano semilavorati o componenti appartenenti alle numerose categorie dell'Allegato I potrebbero vedere ridursi il costo di importazione.

Ma servirà una maggiore attenzione alla classificazione doganale. Un codice NC errato può significare applicare un beneficio che non spetta oppure rinunciare a un'agevolazione disponibile.

Il possibile effetto sui produttori europei

Per chi produce nell'Unione europea, l'effetto può essere opposto.

Una riduzione dei dazi rende il prodotto americano relativamente più competitivo. Agricoltori, industrie alimentari e produttori europei che operano negli stessi segmenti potrebbero trovarsi davanti a una maggiore pressione sui prezzi.

Il regolamento stesso riconosce che il suo impatto economico non è semplice da prevedere e prevede per questo un sistema di monitoraggio.

Questo significa che Bruxelles ha scelto di aprire maggiormente il mercato, ma mantenendo la possibilità di intervenire se gli effetti diventassero problematici.

Che cosa può cambiare per i consumatori

Per una famiglia italiana il regolamento non significa che dal giorno successivo formaggi, frutta a guscio o pesce americano costeranno automaticamente meno al supermercato.

Il dazio costituisce soltanto una parte del prezzo finale.

Restano infatti trasporto, assicurazione, logistica, distribuzione, IVA, margini commerciali, andamento del cambio euro-dollaro e prezzo alla produzione.

Tuttavia una riduzione dei costi di importazione può aumentare la concorrenza e, soprattutto nei mercati nei quali il prodotto americano rappresenta una quota importante dell'offerta, contribuire a contenere i prezzi.

Quando entra in vigore

Il regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e si applica dal 1° luglio 2026 al 31 dicembre 2029.

La Commissione dovrà inoltre monitorare l'andamento delle importazioni.

Entro il 2 gennaio 2027, e poi ogni tre mesi, dovrà informare Parlamento europeo e Consiglio sulle variazioni dei volumi e dei valori delle merci americane interessate.

Entro il 30 giugno 2029 è prevista una valutazione complessiva, che dovrà considerare anche l'effetto sulle importazioni, sulle esportazioni, sui diversi settori economici, sulle entrate doganali e sulle piccole e medie imprese.

Un esempio pratico

Supponiamo che un'azienda italiana importi frutta a guscio dagli Stati Uniti per produrre creme, snack e preparazioni alimentari.

Il regolamento mette a disposizione un contingente annuale di 500.000 tonnellate con dazio dello 0%. Finché la merce dell'impresa rientra nella quota disponibile e rispetta tutti i requisiti sull'origine, il costo doganale può quindi essere inferiore.

Se però il contingente venisse esaurito, l'impresa dovrebbe verificare quale trattamento doganale ordinario si applica alle importazioni successive.

Il sistema assomiglia quindi a una corsia agevolata con un numero massimo di posti: finché ci sono posti disponibili si beneficia della tariffa favorevole; quando la capacità prevista termina, la corsia agevolata non garantisce più lo stesso trattamento.

FAQ – Domande frequenti

Il Regolamento UE 2026/1455 elimina tutti i dazi sui prodotti americani?
No. Per molti prodotti dell'Allegato I il dazio viene portato allo 0%, per altri viene eliminata soltanto la parte percentuale del dazio e per altre categorie sono previste agevolazioni esclusivamente entro contingenti quantitativi.

Che cos'è un contingente tariffario?
È una quantità massima di un prodotto che può essere importata beneficiando di un dazio ridotto o nullo. Nel regolamento i contingenti sono stabiliti per periodi consecutivi di dodici mesi a partire dal 1° luglio 2026.

Quali prodotti sono maggiormente interessati?
Il provvedimento copre una gamma molto ampia di merci. Tra quelle soggette a contingenti figurano formaggi, frutta a guscio, olio di soia, alimenti per animali, diversi prodotti ittici, cacao e cioccolato, bevande analcoliche, sostanze odorifere e amidi modificati.

I consumatori italiani pagheranno meno?
È possibile che la riduzione dei costi doganali favorisca prezzi più competitivi, ma non esiste alcun obbligo di trasferire il beneficio sul prezzo al dettaglio. Il risultato dipenderà anche da trasporti, cambio euro-dollaro, distribuzione e concorrenza.

Le merci possono arrivare dagli Stati Uniti ma essere prodotte altrove?
La semplice spedizione dagli USA non è sufficiente. Per beneficiare del trattamento previsto dal regolamento devono essere rispettate le regole sull'origine. Le norme doganali prevedono anche prove rafforzate per dimostrare il percorso della merce ed evitare elusioni.

Da quando si applicano le nuove regole?
Dal 1° luglio 2026 e, salvo proroghe o modifiche, fino al 31 dicembre 2029.

L'Unione europea può ritirare le agevolazioni?
Sì. La Commissione può sospenderle, in tutto o in parte, se gli Stati Uniti non rispettano gli impegni concordati o se vengono compromesse le condizioni delle relazioni commerciali UE-USA.

Paragone semplice per capire la norma

Immaginiamo un supermercato che riservi una corsia speciale a determinati fornitori americani.

Per alcuni prodotti il “biglietto d'ingresso”, cioè il dazio, viene completamente eliminato. Per altri viene scontata soltanto una parte del biglietto. Per altri ancora Bruxelles mette a disposizione un numero limitato di ingressi agevolati ogni anno: sono i contingenti tariffari.

Ma il gestore del supermercato conserva una clausola: se il partner americano non rispetta gli accordi, la corsia speciale può essere chiusa e possono tornare condizioni meno favorevoli.

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